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contributo inviato da stefano menichini il 25 giugno 2008
Questo è uscito oggi su Europa, e mi pare che debba interessare parecchio i bloggers italiani...

Una sentenza mette a rischio la libertà di migliaia di blogger italiani
Hai un blog? Stampa clandestina
(g.d.v.) A leggere la notizia non ci si può credere. Nei giorni scorsi il tribunale di Modica ha condannato un blogger siciliano per stampa clandestina.
Proprio così: nel giugno 2008 in Italia trova applicazione un reato che ha un sapore ottocentesco, da riunioni carbonare e associazioni segrete. Ma ciò che stupisce ancor di più è che il magistrato Patricia Di Marco ha applicato questo vecchio istituto della legge sulla stampa a uno degli strumenti di comunicazione più innovativi e più personali dell’era internettiana: il blog.
Il malcapitato è Carlo Ruta, giornalista e storico siciliano, noto per le sue inchieste antimafia e sull’omicidio del giovane giornalista dell’Unità, Giovanni Spampinato. Ruta, che già aveva dovuto subire in via preventiva l’oscuramento del suo sito, non andrà in galera, perché se la caverà con una pena pecuniaria e il pagamento delle spese processuali.
In compenso però vedrà sporcata la propria fedina penale. Ma, fatto più grave, la sentenza del tribunale ragusano può costituire un precedente e mettere in pericolo i migliaia di blogger che popolano la rete. Se infatti passa il principio per cui il proprio diario personale è assimilabile a un giornale, allora chiunque apra un blog sarà costretto a registrarsi sia presso il tribunale che nel registro degli operatori della comunicazione.
Pena appunto una condanna, con tanti saluti alla libertà d’espressione. Non a caso il popolo della rete s’è subito mobilitato e il sito www.censurati.it ha promosso una petizione via web. Sempre che anche quest’ultimo non venga oscurato perché “carbonaro”.

(da Europa)

TAG:  CENSURA  GIORNALISMO  BLOGGERS 

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