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contributo inviato da Frank17Afragola il 25 giugno 2008

                           

Dopo i trionfi di Cannes, il cinema italiano è in rinascita? Certo, ma non per il Governo. Tra i tanti tagli di spesa previsti dal Governo, infatti, vi è anche l’abolizione del credito d’imposta a favore del settore cinematografico. Circa 150 milioni di euro che certo non si possono ritenere uno spreco, non solo per la valenza culturale del provvedimento, ma anche per i risultati che ha prodotto da quando è stato introdotto con le finanziarie del precedente Governo.

Eppure, il Ministro della Cultura Sandro Bondi aveva più volte ribadito che il “tax credit” non sarebbe stato eliminato. Così come aveva promesso il suo rifinanziamento l’on.Gabriella Carlucci nei lavori di Commissione. Ebbene, si sono rimangiati la parola. Così le associazioni di categoria (Anica, Api ed Agis) hanno annunciato una clamorosa protesta: “se il Governo non tornerà indietro, nessun film italiano sarà presente ai prossimi festival del Cinema”.

Ebbene, esprimo, per quanto possa valere, la mia totale solidarietà al mondo del cinema italiano (con qualche perplessità sulle modalità dello “sciopero”: io farei partecipare i film ai festival, ma con un video di protesta prima della proiezione). Se con i tagli agli enti locali o alla Sanità, assieme alle spese necessarie, si tagliano per forza di cose almeno anche parte degli sprechi, ciò non può avvenire con la cultura. Perchè il cinema e la cultura non sono mai uno spreco, e 150 milioni non mi sembrano una enormità. Soprattutto quando vengono in aiuto ad un settore in difficoltà, per la sempre più diffusa pratica della pirateria.

Quando la cultura viene ritenuta come qualcosa di superfluo, allora vuol dire che qualcosa non va. E se possono pensarlo, sbagliando, ma comprensibilmente, le famiglie in difficoltà, non può farlo un Governo che dovrebbe essere serio e responsabile e non dare alito a simili demagogismi.

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