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contributo inviato da cesare pisano il 25 giugno 2008

Sarebbe opportuno evitare una spaccatura con l'IDV di Di Pietro per una molteplicità di motivazioni.

La linea di Di Pietro, bisogna riconoscere, è durissima e diventa scontro aperto avvalendosi di azioni e frasi, che, non sono presenti nell'azione e nei modi del PD.

Avere ragione non vuol dire scatenare tutte le ire per cambiare le cose.

E chi ha detto che scatenandosi le cose cambiano?

Non dimentichiamoci che chi governa lo fa con una maggiorannza forte; quindi, il problema non è dimostrare al paese o agli elettori che siamo disposti a qualunque forma oppositiva; sarebbe, per me, sicuramente un'azione mirata  al mantenimento degli elettori, che su certi " fatti " sembra aspettino solo questo, mentre nella realtà e nell'economia dei fatti e delle strategie politiche, risulterebbe negativa e controproducente.

Conta ed ha valore, invece, il tipo di azione, la sua qualità contro gli atteggiamenti di un governo che realizza proposte inaccettabili.

La scelta e l'azione del PD vanno bene perchè basate su azioni corrette, decise e calibrate per ottenere il meglio fino a quando è possibile.

Sull'A.G.I. si possono leggere le parole di Di PIetro:

" Se il PD vuole fare da supporto a Berlusconi noi non possiamo essere loro alleati ".

Queste le parole del leader del'IDV sul fatto che in aula il PD non ha votato per l'arresto di Di Girolamo e si è mostrato " disponibile a una legge per dare l'immunità a Berlusconi ".

Le parole dell'onorevole Di Pietro sono pesanti e fuori luogo.

IL PD non è disponibile a nessuna legge che voglia dare l'immunità al premier Berlusconi.

Sarebbe un atteggiamento politico suicida che farebbe perdere dignità ed elettori al partito.

Questo credo che lo capisca, anche, un bambino

Veltroni ha ribadito la linea di opposizione costruttiva, ma ferma nei principi.

Afferma Walter che l'immunità per le più alte cariche dello stato, nella fase della loro carica politica-istituzionale, di per sè non può costituire scandalo.

Anna Finocchiaro in aula ha ribadito che non è una cosa opportuna che il premier possa chiederla per sè e subito.

I paletti posti dalla Finocchiaro fanno comprendere il tipo di opposizione qualitativa, rispetto alla lotta come scontro e guerra; infatti, continua affermando che il lodo dovrà essere previsto da una legge di rango costituzionale, ma che, comunque, possa valere a cominciare dalla prossima legislatura.

Da queste affermazioni si evince il tipo di opposizione qualitativa e costruttiva da fare.

Il resto, per me, è dispendio di energie; questo non toglie che Di Pietro, giustamente, non abbia ragione; ha ragione da vendere; ma, io, personalmente, non abbraccerei mai la sua forma di azione di contrasto; infatti, mi sembra di scorgere scorie di forme autoritarie insite negli " aut aut ", che, purtroppo, fanno, ancora, parte del corredo comportamentale di noi italiani.

Gli " aut aut " sono interruzioni del dialogo, indicano la proposta di una forzatura violenta.

Il fare democratico è dialogo, analisi, proposte, rispetto delle altrui opinioni, soprattutto, quando trattasi di alleati forti.

Personalmente sono certo che Berlusconi non accetterà mai la proposta della Finocchiaro che allontana nel tempo, oltre la sua legislatura, gli effetti dell'immunità.

Dalle parole di Veltroni e della Finocchiaro si evince che sarebbe da questo momento  che l'opposizione manifesterebbe tutta la sua capacità oppositiva, ma sempre dentro un fare politico di grande dignità.

Il  PD ha rigettato lo scontro frontale ed ogni autore di contributi lo sa benissimo; è difficile tenere salda una linea di condotta, una strategia vincente.

L'atleta prima di vincere ed imporsi si allena con grande sacrificio per anni,...poi, vince ed è acclamato.

Impariamo a perseverare.

Gli italiani si accorgeranno entro un anno chi siamo.

Grazie.



TAG:  DI PIETRO  VELTRONI  OPPOSIZIONE  FINOCCHIARO  IMMUNITÀ  LODO SCHIFANI 

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