.
contributo inviato da Patadolla il 23 giugno 2008

 logo pd
Mi sono concessa una pausa relax post assemblea nazionale in quel di San Felice ed ecco perché non ho “commentato a caldo” l’importante appuntamento cui come “madre costituente” ho preso parte. Cosa è accaduto?
Arrivo alla nuova Fiera di Roma che il Segretario ha già cominciato con la sua lunga relazione, ovviamente molto attesa visto che questa è la prima occasione di ritrovarsi dopo le pesanti sconfitte elettorali subite a livello nazionale e locale. C’è amarezza tra le file dei delegati ma anche una grande voglia di riscossa e di dare finalmente forma al Partito in modo da attrezzarsi per le prossime scadenze istituzionali ed elettorali (alle europee mancano ormai meno di 365 giorni!).
Salta subito all’occhio il “calo di presenze” rispetto ai due impegni precedenti e ciò sarà il motivo della polemica portata avanti da Parisi ed altri in ordine alla legittimità delle votazioni sulle modifiche statutarie apportate dall’Assemblea e sull’elezione della Direzione nazionale.
Ricevo e pubblico l’intervento di Elisabetta Campus delegata all’Assemblea Nazionale alla Sen. Anna Finocchiaro presidente dell’Assemblea nazionale e che ha dato il là al dibattito.

Roma 21 giugno 2008

Alla Senatrice Anna Finocchiaro -Presidente dei Lavori dell’Assemblea Costitutente del PD – sessione del 20 giugno 2008 –
via di Santa Anastasia 7
00186 ROMA
e p. c All’ Onorevole Walter Vetroni – Segretario nazionale del PD
via di Santa Anastasia 7
00186 ROMA
e p.c. All’Assemblea Costituente tutta - per il tramite del Responsabile della Organizzazione nazionale del PD – on.le Andrea Orlando
Via Sant’Andrea delle Fratte
00187 ROMA

trasmessa via fax

Gent.ma Senatrice Finocchiaro
avevo ragione a porre la questione della validità delle nostre votazioni sullo modifiche dello Statuto nazionale, nel corso dei lavori del 20 giugno, con pochi appunti scritti sul retro del documento sottoposto alla nostra valutazione, unico mezzo nella concitazione del momento su cui mi è stato possibile esprimere le mie richieste e consegnarlo, con non poche difficoltà, al tavolo della presidenza.
Ora lo faccio in modo compiuto. Sulla base dell’articolo 44 dello Statuto nazionale del PD le modifiche statutarie debbono essere approvate dalla maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea costituente. E’ di tutta evidenza che maggioranza assoluta dei componenti è cosa ben diversa da maggioranza dei presenti nelle riunioni dell’Assemblea costituente. Un breve sguardo alla presenza di noi delegati ieri, rende evidente che non eravamo più di 700/800 persone a voler essere generosi e a voler includere anche coloro che non si sono registrati; neanche 1/3 degli aventi diritto. Non avevamo la legittimità di approvare le modifiche al nostro Statuto nazionale, indipendentemente dalle modalità con cui esprimiamo il nostro voto (maggioranza semplice o qualificata).
Non è solo questione di prendere decisioni su cambiare denominazione, da coordinamento a direzione, di aumentare la composizione da 120 a 140, ma di decidere della composizione stessa e delle funzioni che sono state delegate, fare regolamenti (in numero di 29 sembra) e che l’Assemblea organizzata in sessioni di lavoro non avrebbe potuto svolgere. Non ricordo che l’Assemblea costituente sia stata interpellata sulla propria capacità/incapacità di assolvere i compiti che le sono demandati da Statuto.
Il “tavolo” della direzione dei lavori dell’Assemblea ha deciso, nonostante l’evidenza, di mettere in votazione modifiche statutarie che avrebbero meritato una riflessione più lunga ed articolata non essendo meramente organizzative; ci siamo espressi con un voto in violazione delle norme statutarie da noi stessi approvate.
Per dirimere la questione, questa e le prossime che verranno, credo sia opportuno e con questa mia già lo faccio, rivolgersi al Collegio nazionale dei garanti e in sua assenza ad una apposita Commissione straordinaria dei garanti, la cui composizione, come da art. 40 dello Statuto, sia scelta tra iscritti ed elettori del PD di riconosciuta competenza ed indipendenza. Va da sé che per garantire la terzietà del giudizio, sono esclusi i componenti dell’Assemblea costituente, della Segreteria nazionale del PD e gli eletti nelle Istituzioni a livello nazionale.
Sono certa Senatrice Finocchiaro, che queste mie considerazioni troveranno, nella sua nota sensibilità democratica, accoglimento.
Roma 21 giugno 2008
Elisabetta Campus
Componente delegato Assemblea Costituente PD

Come ho già avuto modo di commentare all’indomani delle elezioni sono contraria ad attribuire tutte le colpe della sconfitta al Segretario anche perché, come ho sottolineato nella mia personale analisi del voto politico ed amministrativo, la campagna di Veltroni ha comunque consentito al PD di raggiungere un risultato molto più che onorevole specialmente qui a Roma con il 41% dei consensi (e ricordo che questo dato è nettamente migliore di quello ottenuto alle amministrative ed ho dimostrato anche, basandomi sui dati, che va oltre il cosiddetto voto utile!). Non ritengo inoltre che cambiare oggi la classe dirigente sia di per sé sufficiente a garantirci la vittoria domani e preferirei di gran lunga un dibattito franco ed onesto sui contenuti, su quali sono le azioni che il PD deve intraprendere, che tipo di battaglie ed iniziative per un’opposizione responsabile, piuttosto che non una guerra sulle persone e per l’incarico da ricoprire.
Tuttavia è pur vero che un tema come quello sollevato dalla Campus merita di essere approfondito e, visto che l’assemblea nazionale rappresenta il massimo organo di democrazia del Partito, forse qualcosa bisognerebbe fare.

TAG:  VELTRONI  PARISI  ASSEMBLEA NAZIONALE  FINOCCHIARO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
6 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork