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contributo inviato da Olaf_48 il 16 giugno 2008

La grande novità, secondo Alessandro Campi (Dir. Scientifico Fondazione FareFuturo), non è relativa agli orientamenti di voto ma alla nascita del PdL e del PD. In teoria, non dovrebbero essere più la sommatoria di vecchie culture e famiglie politiche intenzionate a salvaguardare la propria identità ed autonomia. Nelle intenzioni dichiarate sono due partiti a vocazione maggioritaria, la cui nascita ha modificato i paradigmi politico-culturali e la cui affermazione sta determinando il superamento del carattere parlamentare del sistema politico italiano.

Il PdL è ancora una coalizione tra due partiti, ma è stato preso con gli elettori l'impegno di farli confluire in un unico partito. Il percorso sembra irreversibile anche se non sarà agevole. 
Vi è poi il problema della leadership. E' necessario un processo di "oggettivazione del carisma" (vedere il libro Modelli di partito). Lo sviluppo e il consolidamento del PdL richiedono una "governance" diversa da quella di ForzaItalia: meno centralizzazione e più autonomia, un gruppo dirigente autorizzato a pensare ed esprimere le proprie idee. Non è improbabile che Berlusconi impegnato a rafforzare la sua immagine di uomo di stato concepirà il PdL come risorsa per la stabilità del suo governo e cesserà di sovrapporre la sua immagine a quella del partito.

Un'altra novità è rappresentata dalla Lega Nord che esce dalle valli padane, torna vincente nelle grandi città e si espande anche a sud del Po. Questo successo è dovuto a tre fattori critici di successo (FCS): la Lega è radicata sul territorio, ha presentato un programma interessante e credibile, oltre che dei candidati noti localmente come performanti. In questo modo è diventata un partito trasversale (operai, imprenditori, liberi professionisti, pensionati, ecc.) che raccoglie i voti anche di ex elettori di Rifondazione. 
Oggi la Lega riesce a catalizzare  
- la paura per la globalizzazione, l'insicurezza e gli stranieri, 
- la speranza in una modernizzazione da realizzare riducendo la burocrazia e attuando il federalismo fiscale. 
Il terzo FCS è la selezione dei propri candidati partendo dal basso e attuando la meritocrazia, cioè premiando e promuovendo gli amministratori locali che avevano operato bene sul territorio. Dal campanile alla capitale, attraverso una trafila virtuosa: si parte dal consiglio comunale, poi si amministra un Comune o una Provincia, solo dopo e solo se si è operato bene è possibile approdare in Parlamento. 
La spiegazione del successo della Lega è tutta qui: radicamento sul territorio, programma interessante e candidati credibili.

La Lega Nord dovrà da un lato consolidare la nuova classe dirigente e dall'altro cercare di realizzare il federalismo fiscale secondo il modello Lombardia (trattenere in loco l'80% dell'IVA, il 15% dell'IRPEF, tutte le accise). Peccato che il centro-destra ha vinto le elezioni soprattutto perchè il PdL ha catturato al Sud molti elettori potenziali, spostando i loro voti. Il Governo dovrà, pertanto, tenere conto anche delle esigenze del centro-sud che sopravvive grazie ai trasferimenti di risorse dal nord. Il rischio per il centro-destra è una divaricazione tra gli obiettivi della Lega (difesa degli interessi del nord) e quelli del PdL (difesa degli interessi del centro-sud).

Per quanto riguarda il PD, secondo Pasquino (docente di Scienze politiche, Univ. Bologna), il coraggio dimostrato nel semplificare il quadro politico non ha determinato un reale rinnovamento del proprio ceto politico, eccetto il restyling rappresentato da candidature "paracadute" dall'alto. Attualmente il PD sembra un mix di vecchia guardia con l'innesto di candidature "paracadute" e di alcune neofite fiere della loro "straordinaria inesperienza". Se non consideriamo i pochi talenti presenti, questo ceto politico sembra essere "opaco" e legato al passato: privo di competenze e cultura elevate, incapace di elaborare idee innovative e programmi credibili. 

In pratica, i Fattori Critici di ... inSuccesso del PD sono i seguenti

  • carenza di un'identità "nuova" e condivisa, non essendo ancora riuscito ad amalgamare le due anime (ex DS, ex Margherita) 
  • un'offerta (programmi, candidati, ...) poco innovativa, che non permette di essere un'alternativa valida nè per gli elettori di centro nè per quelli della Sinistra Arcobaleno.

L'obiettivo del PD per i prossimi anni dovrà essere quello di elaborare idee innovative, critiche costruttive al governo e, soprattutto, quello di formare una nuova classe dirigente. In particolare, in previsione delle prossime elezioni, dovrà preparare in tempo programmi interessanti/credibili e selezionare sulla base della meritocrazia, nuovi candidati che siano radicati sul territorio e "presentabili" (noti per i successi ottenuti e non per le frequentazioni di sezioni o segreterie).

L'IdV è in una posizione privilegiata perchè gode dell'immagine di "male minore" e/o "scelta più radicale" per quegli elettori di centro-sinistra che sono scontenti dei partiti tradizionali.

L'UdC ha resistito, pur cedendo elettori al centro-destra, grazie alla capacità di acquisire nuovi elettori da entrambi gli schieramenti. Ora deve decidere come utilizzare in Parlamento i voti ricevuti, cioè cosa fare da grande! 
Inoltre, dovrà trovare il giusto equilibrio tra le posizioni di Casini e quelle di Tabacci.

In conclusione, ad eccezione della Lega Nord e dell'IdV, tutti gli altri partiti sono in mezzo al guado, alla ricerca di una propria identità nuova e differenziante che possa agire come collante delle diverse componenti. 

Per i partiti nuovi (PdL e PD), emersi da queste elezioni, vi è il problema 
- della leadership, 
- dell'identità "nuova" da creare e 
- della classe dirigente "nuova" da selezionare e formare. 

Tra questi ultimi il PdL è in una situazione migliore rispetto a quella del PD solo perchè la vittoria alle recenti elezioni ha attutito (momentaneamente ?) le differenze tra le differenti componenti.

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Letture consigliate

Articoli

Libri

  • Modelli di partito
    Panebianco A.
    Il Mulino, 1982

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commenti a questo articolo 0
commento di Anzalone.Michele inviato il 16 giugno 2008
veramente interessante, e' quello che si evince anche dalla lettura di questo network. Pero' mi chiedo. Ci potra' essere realment un rinnovamento di classe dirigente? Credo che in questi 5 anni dobbiamo crescere.
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