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contributo inviato da occhiodelciclone il 15 giugno 2008
Non mi unisco al coro della retorica secondo il quale essendo campioni del mondo avremmo dovuto essere già qualificati; questa non è la nazionale che vinse in Germania due anni or sono.
L'evidenza delle cose è data dalla diversa composizione del gruppo azzurro, della diversa tempra degli uomini a disposizione di Roberto Donadoni, dal contesto diverso in cui si svolge questo europeo e, soprattutto, dall'uomo al timone di questa squadra.
In questa squadra non c'è gente come Cannavaro, Iaquinta, Nesta, Oddo e, soprattutto Totti. Riflettendo il ruolo del romanista fu sottovalutato per tutto quel mondiale ma la presenza del Pupone dava un costante punto di riferimento a tutta la manovra italiana; per di più la forma straordinaria di uomini come Perrotta e Gattuso dava ossigeno a tutto il centrocampo, permettendo alla squadra di imporre il proprio gioco, anche al cospetto della forte e favorita Germania padrona di casa. La presenza di Lippi e dello scandalo calciopoli forgiò ulteriormente il carattere di un gruppo che, per la sua parte, avrebbe fatto la storia del calcio moderno italiano.
Donadoni, invece, non mi ha mai convinto; sin dalle partite di qualificazione e nelle amichevoli, non ho mai visto una squadra dotata di gioco e identità, affidata alle giocate di Di Natale, ma incapace di imporre ritmo, di affidarsi al gioco sulle fasce, di mettere sotto gli avversari. E questa carenza è stata lampante affrontata l'Olanda (mi ricordava molto la partita con la Francia nelle qualificazioni due anni fa) dove siamo stati ridicolizzati oltremodo. Qualcuno potrà ovviare che manca la materia prima, in termini calcistici, ma, Cassano a parte, manca un pò di coraggio al nostro CT, riflesso nel  confermare il blocco milanista a centrocampo (bollito già alla fine del campionato), riproporre un Materazzi inguardabile (ombra del formidabile baluardo di due anni fa) insieme a Barzagli nel suo anno peggiore, e non mutare il tanto amato 4-3-3.

Mi sarebbe piaciuto rischiare e puntare di più su gente come Montolivo, Chiellini (riproposto alla seconda partita) , Legrottaglie,  Dossena, Maccarone o Sammarco per essere più precisi, portare qualche elemento con caratteristiche particolari come Semioli e non accantonare Oddo, uomo capace di crossare con milimetrica precisione per Toni (bollito anche lui) o Zaccardo (odiato dal ct) o rinunciare a convincere Nesta, anche solo per il mondiale ad aggregarsi con la squadra.
Mi auguro che l'Olanda faccia il miracolo e che l'Italia batta gli antipatici francesi; in ogni caso, alla fine del mondiale, serve una riflessione severa sui risultati e sulla concretezza di questa nazionale.


TAG:  CALCIO  EUROPEI  DONADONI  OLANDA  QUALIFICAZIONE 

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