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contributo inviato da Olaf_48 il 8 giugno 2008

Nel numero di Giugno del mensile Formiche (politica, economia e cultura) sono stati pubblicati alcuni interessanti articoli sui risultati delle recenti elezioni politiche (vedere letture consigliate) e sulla loro influenza sullo scenario politico. Qui di seguito cerco di riassumere queste analisi.

 

Mercato politico

Rispetto alle precedenti elezioni politiche del 2006 il sistema elettorale è rimasto inalterato, ma l'offerta è cambiata in maniera radicale. La decisione da parte dei due maggiori movimenti politici (PdL e PD) di restringere l'alleanza elettorale a pochi partner ha rivoluzionato il quadro politico e modificato in senso maggioritario la legge elettorale ("porcellum"). Il risultato finale è stato la riduzione dei gruppi parlamentari e lo spostamento a destra dell'asse politico.

Le sorprese sono state la performance inferiore al quorum da parte della "Sinistra Arcobaleno" e il risultato straordinario della "Lega Nord". L'esito finale è conseguenza anche dell'incremento dei flussi elettorali.

  • La Sinistra Arcobaleno ha subito una migrazione di voti verso il PD (- 4%) e verso altre forze politiche (-2%)
  • Il PD ha perso voti moderati migrati verso altre forze (IdV, UdC, ecc.)
  • L'IdV ha goduto dell'immagine di "male minore" e/o "scelta più radicale" per quegli elettori di centro-sinistra che pur scontenti non volevano astenersi o votare un partito di un altro schieramento
  • L'UdC ha resistito pur cedendo elettori al centro-destra, grazie alla capacità di acquisire nuovi elettori da entrambi gli schieramenti
  • La Lega Nord ha guadagnato elettori da tutti gli schieramenti, anche dal PdL e da Sinistra Arcobaleno, ed ha ampliato il mix del suo elettorato, ora costituito da operai, artigiani, imprenditori, liberi professionisti, ecc.
  • Il PdL ha mantenuto la sua base pur subendo una leggera flessione.

Il cambiamento, iniziato con la fine della Prima Repubblica, è ancora in atto anche se si intravedono nuovi scenari più equilibrati.
Questo cambiamento richiede non semplici rifacimenti ma interventi strutturali: nuova classe dirigente, radicamento sul territorio, flessibilità e capacità di rispondere velocemente alle esigenze di una società in evoluzione. E' necessario re-inventare le identità dei partiti, basate su valori e programmi seri, ed evitare di rimanere insabbiati nell' infotainment con contorno di sondaggi, media politics, ecc.

 

Innovazione politica

La grande novità, secondo Alessandro Campi (Dir. Scientifico Fondazione FareFuturo), non è relativa agli orientamenti di voto ma alla nascita del PdL e del PD. Non sono più la sommatoria di vecchie culture e famiglie politiche intenzionate a salvaguardare la propria identità ed autonomia. Nelle intenzioni sono, invece, due partiti a vocazione maggioritaria, la cui nascita ha modificato i paradigmi politico-culturali e la cui affermazione sta determinando il superamento del carattere parlamentare del sistema politico italiano.

Per quanto riguarda la "governance" del Paese si sta passando dalla centralità del Parlamento a quella del Primo Ministro. Esempi sono la rapidità ed il modo con cui si è giunti alla formazione del governo

  • consultazioni lampo
  • accettazione dell'incarico di Primo Ministro, senza riserve, nel momento stesso in cui veniva conferito
  • lista dei ministri presentata contestualmente al conferimento dell'incarico
  • membri del governo scelti in prevalenza dal Primo Ministro e solo alcuni dai partiti che lo sostengono.

L'interrogativo circa il futuro è il seguente: queste innovazioni politico-culturali saranno portate a compimento e formalizzate nell'ambito di riforme istituzionali condivise ?

Un'altra novità è rappresentata dalla Lega Nord che esce dalle valli padane, torna vincente nelle grandi città e si espande anche a sud del Po. Questo successo è dovuto a tre fattori critici di successo (FCS): la Lega è radicata sul territorio, ha presentato un programma interessante e credibile, oltre che dei candidati noti localmente come performanti. In questo modo è diventata un partito trasversale (operai, imprenditori, liberi professionisti, pensionati, ecc.) che raccoglie i voti anche di ex elettori di Rifondazione. 
Oggi la Lega riesce a catalizzare  
- la paura per la globalizzazione, l'insicurezza e gli stranieri, 
- la speranza in una modernizzazione da realizzare riducendo la burocrazia e attuando il federalismo fiscale. 
Il terzo FCS è la selezione de i propri candidati partendo dal basso e attuando la meritocrazia, cioè premiando e promuovendo gli amministratori locali che avevano operato bene sul territorio. Dal campanile alla capitale, attraverso una trafila virtuosa: si parte dal consiglio comunale, poi si amministra un Comune o una Provincia, solo dopo e solo se si è operato bene è possibile approdare in Parlamento. 
La spiegazione del successo della Lega è tutta qui: radicamento sul territorio, programma interessante e candidati credibili.

 

Scenario in evoluzione

Per i partiti nuovi, emersi da queste elezioni, vi è il problema della leadership, dell'identità "nuova" da creare e della classe dirigente "nuova" da selezionare e formare.

Il PdL è ancora una coalizione tra due partiti, ma è stato preso con gli elettori l'impegno di farli confluire in un unico partito. Il percorso sembra irreversibile anche se non sarà agevole. 
Vi è poi il problema della leadership. Berlusconi è proiettato su una dimensione istituzionale: oggi Primo Ministro; domani, se si presentassero le condizioni, Presidente della Repubblica. E' necessario un processo di "oggettivazione del carisma" (vedere il libro Modelli di partito). Lo sviluppo e il consolidamento del PdL richiedono una "governance" diversa da quella di ForzaItalia: meno centralizzazione e più autonomia, un gruppo dirigente autorizzato a pensare ed esprimere le proprie idee. Non è improbabile che Berlusconi impegnato a rafforzare la sua immagine di uomo di stato concepirà il PdL come risorsa per la stabilità del suo governo e cesserà di sovrapporre la sua immagine a quella del partito.

La Lega Nord dovrà da un lato consolidare la nuova classe dirigente e dall'altro cercare di realizzare il federalismo fiscale secondo il modello Lombardia (trattenere in loco l'80% dell'IVA, il 15% dell'IRPEF, tutte le accise). Peccato che il centro-destra ha vinto le elezioni soprattutto perchè il PdL ha catturato al Sud molti elettori potenziali, spostando i loro voti. Il Governo dovrà, pertanto, tenere conto anche delle esigenze del centro-sud che sopravvive grazie ai trasferimenti di risorse dal nord. Il rischio è una divaricazione tra gli obiettivi della Lega (difesa degli interessi del nord) e quelli del PdL (difesa degli interessi del centro-sud).

Per quanto riguarda il PD, secondo Pasquino (docente di Scienze politiche, Univ. Bologna), il coraggio dimostrato nel semplificare il quadro politico non ha determinato un reale rinnovamento del proprio ceto politico, eccetto il restyling rappresentato da candidature "paracadute". Attualmente il PD sembra un mix di vecchia guardia con l'innesto di candidature "paracadute" e di alcune neofite fiere della loro "straordinaria inesperienza". Se non consideriamo i pochi talenti presenti, questo ceto politico sembra essere "grigio" e legato al passato: privo di competenze e cultura elevate, incapace di elaborare idee innovative e programmi credibili. 
In pratica, il PD non è ancora riuscito ad amalgamare le due anime (ex DS, ex Margherita) e creare un'identità "nuova". Inoltre, a causa di un'offerta (programmi, candidati, ...) poco innovativa, non è in grado di offrire un'alternativa valida nè agli elettori di centro nè a quelli della Sinistra Arcobaleno.
Nei prossimi anni il PD dovrà elaborare idee innovative, critiche costruttive al governo e, soprattutto, formare una nuova classe dirigente. In particolare, in previsione delle prossime elezioni, preparare programmi interessanti/credibili e selezionare sulla base della meritocrazia, nuovi candidati che siano radicati sul territorio e "presentabili" (noti per i successi ottenuti e non per le frequentazioni di sezioni o segreterie).

In conclusione, ad eccezione della Lega Nord e dell'IdV, tutti gli altri partiti (PdL, PD, UdC) sono in mezzo al guado, alla ricerca di una propria identità "nuova" e differenziante che possa agire come collante delle diverse componenti. Tra questi ultimi il PdL è in una posizione migliore solo perchè la vittoria alle recenti elezioni ha attutito (momentaneamente ?) le differenze.
 

Letture consigliate

Articoli

Libri

  • Modelli di partito
    Panebianco A.
    Il Mulino, 1982

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TAG:  BERLUSCONI  FORZA ITALIA  PD  UDC  VELTRONI  LEGA NORD  IDV  PDL  GOVERNANCE  SINISTRA ARCOBALENO 
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