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contributo inviato da simon.36 il 4 giugno 2008

Vi ripropongo un ottimo articolo apparso su l'Unità on-line di oggi che tratta il tema dei rifiuti.

Senza scatole né latte Il rifiuto non c'è più

Giovanna Nigi


oggetti di plastica fatti con il riciclo dei rifiuti, foto Ansa
imballaggi riciclati

Èesistito un tempo in cui i prodotti venivano venduti sfusi, avvoltiognuno in una sua carta specifica, carta paglia per la pasta, il pane,il riso, o carta da zucchero, di un bel colore azzurrino, che per moltianni servì anche a definire quella particolare tonalità di azzurro:color carta da zucchero. Era il tempo in cui le esigenze erano piùpiccoline, e non ci si vergognava a comprare dal tabaccaio una o duesigarette alla volta.

Un tempo più parco e meno folle, a cuiripensare come modello, in questi periodi di acquisti più oculati.Finalmente -sarà per la crisi economica o per la rinnovata coscienzaecologica?- abbiamo capito che la mole di rifiuti che produciamo èdecisamente folle, e che i veri responsabili di un incremento cosìmassiccio e di una politica del consumo tanto dissennata sono gliimballaggi. Il cammino verso uno smaltimento dei rifiuti differenziatipassa necessariamente attraverso la riduzione di essi. Sono gliinvolucri, dalle buste in cellophane alle scatole, alle bottiglie alle"vaschette", ai contenitori di plastica, a pesare più di ogni altracosa sulla quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno. E a farlievitare sensibilmente il prezzo di qualsiasi prodotto.

Progetti all'insegna di "sfuso è bello" sono nati un po' dappertutto,in Italia, dai detersivi alla pasta, alla frutta secca. Il problema èrappresentato dal rischio che tali apprezzabili iniziative restino casiisolati: un'inversione di tendenza in questo senso infatti è utilesolamente se i cambiamenti di rotta avvengono su larga scala e alivello nazionale.

I problemi con cui ci si scontra sonoessenzialmente quelli della pubblicità: le aziende, infatti, non dirado "remano contro". Se per i consumatori l'abolizione dell'involucrosi traduce immediatamente in un doppio vantaggio, economico edecologico, lo stesso non si può dire per le aziende che confezionano ilprodotto e che tendono a renderlo immediatamente riconoscibile:l'involucro che paghiamo caro a tutti i livelli, è anche un potenteveicolo pubblicitario a bassissimo costo (e siamo noi a dovercene farecarico!).

Si potrebbe intervenire sul volume e sul colore,tanto per cominciare, tenendo presente che gli imballaggi più coloratisono anche i più inquinanti, anche se per catturare l'attenzione si faa gara a usare tutta la gamma di colori disponibili inclusi ifluorescenti.

Certamente non si tratta di un'impresa facile,anche se tentativi in questo senso sono stati fatti un po' dovunque: inSvezia ogni azienda ha dovuto organizzare un settore riservatoesclusivamente all'abbassamento dei consumi energetici,e alla riduzionedegli sprechi e degli imballaggi.

In Svizzera si sono mossidiversamente, attraverso una marca da bollo applicata sui sacchettidella spazzatura: si paga a seconda dei chili di rifiuto prodotti. Aiconsumatori conviene quindi ridurre i rifiuti il più possibile perarrivare a ottimizzare la capienza del sacchetto, e questo ha portatoalcune aziende a mettere in commercio confezioni più sottili e piùfacilmente deformabili.

In Inghilterra i corn-flakes hanno rinunciato alla classica scatola per essere venduti in sacchetti biodegradabili.

Conla campagna "Disimballiamoci" Legambiente ha dichiarato guerra a tuttigli imballi superflui che finiscono direttamente nel cestino della spazzatura, alcuni addirittura appena aperti, come le scatole che contengono maionese, detersivi, dentifrici, i cartoni che tengonoinsieme le scatolette di tonno, la confezione di plastica da sei bottiglie di plastica, o le vaschette per l' insalata, la carne e millealtri prodotti. «L'idea è quella più semplice», dicono a Legambiente,«comprare sfuso, alla spina, un po' per volta è senza esagerare e soprattutto senza sprecare plastica, lacci, scatole».

Alcuni alimenti e prodotti si possono acquistare alla spina, usando contenitori riciclabili che di volta in volta si portano a casa, sisvuotano, si riempiono di nuovo. Mancano le confezioni imbellettate dalla pubblicità ma per il resto è conveniente, comodo e ecologico. Ilconsumatore trae due volte vantaggio da questo approccio: un risparmio economico (che va dal 20% al 70% del prezzo), e un risparmio virtuosoin termini di impatto ambientale, grazie all'uso ragionato eintelligente delle proprie facoltà di spesa e di scelta.

Pensateci prima di fare acquisti e mettete la vostra spesa nelle borsedi tela invece che in quelle di quelle di plastica, rifiutate lamiriade di buste e bustine che ogni negoziante distribuisce inquantità, tante cose entrano nella borsa, riflettete sul tempo cheimpiega la natura per smaltire certi rifiuti: 1.000 anni per smaltireun sacchetto di plastica, 450 per un pannolino, 5 per una gomma damasticare.

È necessario cercare di eliminare il superfluo, diriutilizzare per quanto possibile e trovare degli usi alternativi per imateriali. Per i detersivi è stato un vero successo e i progetti vannoavanti con Coop, Auchan e Crai.

In vendita sfusi anche pasta, latte, caffè, dentifricio e altro. Provate il prodotto e giudicate voi stessi.

Perfinire un consiglio agli amanti dei "veggenti letterari": nondimenticate di rileggere "Le città invisibili" di Italo Calvino proprioa proposito dei rifiuti...è una lettura stupefacente!

Link: l'Unità

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TAG:  RIFIUTI  COOP  AUCHAN  RACCOLTA DIFFERENZIATA  CRAI  DETERSIVO ALLA SPINA 
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