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contributo inviato da qualcosadiriformista il 4 giugno 2008


Ormai è fatta. Sarà Barack Obama a correre per la Casa Bianca. Un grande, inaspettato successo, fortemente evocativo del sogno americano. Si è già detto molto in proposito, non occorre indugiare oltre su questo punto.

Quella di Barack è una storia americana anche per un altro aspetto, meno aulico ma non meno importante. Riguarda la "resistenza" di Hillary Clinton a non mollare. E' la resistenza di una donna non solo combattiva e coraggiosa, ma anche la resistenza di interessi e lobby che ora si trovano spiazzate di fronte ad un risultato ancora pochi mesi fa non prevedibile. E' la pressione di un comitato elettorale che deve recuperare in qualche modo gli ingenti investimenti fatti, i milioni di dollari spesi che rischiano di essere bruciati in un attimo. Se Hillary non darà un forte sostegno a Obama, le possibilità di quest'ultimo di vincere le presidenziali si riducono notevolmente. Di qui il tentativo di negoziare al rialzo la resa e il successivo sostegno.

E' la doppia faccia dell'America, quella delle opportunità e dei poteri forti che convivono e che interagiscono. Con i suoi difetti ma anche con un grande pregio: una corsa dura, serrata, con una necessaria mediazione che viene cercata in modo comunque trasparente.

L'opposto di quello che avviene da noi, anche nel PD di queste settimane in cui si assiste a un rimescolamento di carte, ridisegnazione di equilibri "dietro le quinte" senza un vero dibattito pubblico. Quello è rimandato a dopo, quando tutte le caselle del nuovo equilibrio saranno definite.
Abbiamo ancora un bel pezzo di strada da fare per essere davvero "democratici".
TAG:  OBAMA  NOMINATION  CLINTON  SOGNO AMERICANO  PD  CONGRESSO 

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