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contributo inviato da @lex il 27 maggio 2008
LA SICUREZZA è il tema posto al centro della campagna elettorale dalla destra che ha così distratto l’attenzione degli elettori da argomenti ben più importanti per il nostro Paese e raccolto consensi fondati su ansie e paure più psicologiche che reali.
L’insicurezza di fondo legata al mancato sviluppo, alla perdita di potere d’acquisto, alle incertezze del prossimo futuro e via discorrendo è stata artatamente convogliata su una unica grande minaccia:  l’immigrazione ed i suoi protagonisti, i “CLANDESTINI”.

ORA, a vittoria conseguita, la destra sta esplicitando il suo programma ritornando con forza sull’argomento esordendo con: istituzione del reato di clandestinità, trasformazione dei Cpt in luoghi di detenzione per 18 mesi, aumento delle forze dell’ordine sul territorio e rimpatrio coatto di tutti i clandestini.

PECCATO che i clandestini non siano qualche migliaio, ma almeno 720.000 quante sono le domande di regolarizzazione presentate nel dicembre 2007, dati del Ministero dell’Interno, relativi all’ultimo “decreto flussi” che prevedeva 170.000 ingressi.

720.000 individui in carne ed ossa venuti qui alla spicciolata, con permessi turistici o per altre vie e comunque clandestinamente, ma  per lavorare non per delinquere, e che in effetti lavorano, offrendo un servizio spesso insostituibile, ad almeno 1.500.000 di famiglie italiane, perché mentre per il lavoro di “badante” il rapporto è 1 a 1, per quello domestico ogni lavoratore presta la sua opera ad almeno 2 o 3 famiglie (con la media familiare di 3 persone si tratta di almeno 5.000.000 di italiani!).

LA GRANDE IPOCRISIA della destra è di volerci far credere che tutto questo non c’è. Questi 720.000 individui sono per definizione ancora tutti nei loro Paesi, perché “ingressi”!
Qui ci sono solo gli extracomunitari clandestini ed in quanto tali venuti per delinquere.

E, se le 170.000 domande previste dal decreto flussi saranno approvate, dovremo assistere alla messa in scena, ridicola direi se non fosse dolorosa per tutte queste persone, dei viaggi di andata e ritorno che in treno, in aereo o in pulmino, ognuno di loro dovrà fare per tornare nel proprio Paese, presentarsi al Consolato Italiano più vicino alla sua residenza d’origine, ritirare il visto ed infine rientrare in Italia come ”ingresso”!
La verità è che la Bossi-Fini non ha funzionato e così com’è non funzionerà mai, ma la destra vuol farci credere altro.

CHE FARE? A mio avviso, se il PD durante la campagna elettorale, pur senza condividerne la rozzezza, ha un po’ seguito la destra forse per il timore di perdere consensi, ora deve contrapporre con chiarezza un suo programma completo sia sulla sicurezza sia sull’immigrazione certo rigoroso, ma anche basato sulla giustizia, sul rispetto dei diritti umani, sulla ragionevolezza.
Non basta contrapporre di volta in volta e per ogni singolo provvedimento le proprie osservazioni tese ad attenuare o rendere più ragionevole l’iniziativa della maggioranza.
OCCORRE farne una battaglia di civiltà che è anche di modernizzazione e persino di sviluppo. Intesa a rendere evidente la maggiore capacità del PD di predisporre misure di governo complessive ed adeguate, costruendo così allo stesso tempo il proprio profilo di grande formazione democratica, solidale, legalitaria e progressista, ancora poco percepito.

Il ministro Maroni affermando “nel mio vocabolario la parola SANATORIA non esiste e sanatorie non ce ne saranno” ha definito due sole possibilità: gli almeno 720.000 clandestini presenti nel nostro Paese o se ne vanno o resteranno clandestini e sotto la minaccia dell’espulsione.

Poiché l’espulsione in massa di 720.000 lavoratori domestici e badanti già da tempo occupati nel nostro Paese è del tutto impensabile questo governo finirà per attuare la seconda alternativa di mantenere l’attuale situazione così com’è, che significa:

1)avere sul territorio nazionale un numero esorbitante di stranieri “senza permesso di soggiorno”, complicando enormemente l’attività di controllo delle forze dell’ordine;

2) rendere molto meno “visibili” i reali clandestini da fermare ed eventualmente espellere;

3)costringere milioni di famiglie italiane a servirsi a proprio rischio di personale domestico irregolare, senza assicurazione Inail né contributi sociali, pur offrendo essi stessi, con il lavoro ed il relativo reddito, proprio quel requisito necessario per la Bossi-Fini alla concessione del permesso di soggiorno;

4)creare condizioni favorevoli all’estensione delle attività della criminalità organizzata nel settore dell’immigrazione e nel reclutamento di clandestini.

LA REGOLARIZZAZIONE offre invece i seguenti vantaggi:

A)garanzia offerta dai datori di lavoro che presentano le domande di sanatoria ed assunzione a favore dei lavoratori da loro già ben conosciuti;

B)introito da parte dello Stato del contributo una tantum per la sanatoria (se, ad esempio, tale contributo fosse anche di solo 300 euro, l’ammontare totale sarebbe pari a 720.000 x 300 = 216 milioni di euro pari a 432 miliardi delle vecchie lire);

C)risparmio delle inutili spese di andata e ritorno dai Paesi di origine da parte dei datori di lavoro o degli stessi immigrati;

D)maggiori entrate annuali INPS (nel caso specifico, considerando contratti di lavoro di sole 150 ore mensili ed 1 euro di contributo per ora lavorata, l’IMPS introiterebbe 720.000 x 150 x 1 x 12 = 1.296.000.000 euro l’anno pari a 2.596 miliardi delle vecchie lire).

Ho appena letto la seguente dichiarazione del Ministro dell’interno che, con riferimento a recenti fatti avvenuti ha detto:

“Tra le esigenze della madre della bimba che una rom stava per rapire e quelle di chi vuole regolarizzare la badante scelgo l’immediata risposta alla prima”

Credo basti solo un po’ di buona volontà ed apertura mentale in più per capire che le due cose non si contrappongono, ma che si possa fare in un Paese sicuro, ma anche civile l’una e l’altra cosa.
Chiedo a Veltroni, a Minniti ed al governo ombra del PD, di promuovere un programma dell’immigrazione che:

- normalizzi l’attuale inaccettabile situazione con una sanatoria;

- che porti alla modifica della legge Bossi-Fini per consentire l’entrata in Italia e la reale integrazione, di chi vuole lavorare onestamente, con flussi regolari ed adeguati alle esigenze delle famiglie e degli imprenditori del Paese;

- e, certo, che assicuri anche l’individuazione e l’espulsione di quei clandestini, e non, che entrino nel nostro territorio nazionale al solo scopo di delinquere.

@lex
TAG:  IMMIGRATI  REGOLARIZZAZIONE  NUOVA LEGGE IMMIGRAZIONE 

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27 maggio 2008
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