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contributo inviato da Olaf_48 il 26 maggio 2008
  

Da troppo tempo i media descrivono la triste situazione in cui si trova la maggior parte delle province di Napoli e Caserta a causa della carenza di investimenti in sistemi “razionali” di smaltimento dei rifiuti urbani (“monnezza”) e/o della presenza di discariche illegali per rifiuti tossici provenienti da altre regioni.

Desidero fare alcune brevi considerazioni, che potrebbero anche sembrare quasi al limite della provocazione.

 

Rifiuti urbani

Leggendo i problemi che si incontrano nella ricerca di nuovi siti per

  • discariche rifiuti
  • inceneritori
  • impianti per il trattamento rifiuti

colpisce il fatto che nessuna delle località ipotizzate sia nei comuni di origine o di residenza dei politici campani più importanti. Ad esempio non compare nella lista nessuno dei seguenti comuni

  • Ceppaloni (Benevento), Famiglia Mastella/Lonardo
  • Nusco (Avellino), Ciriaco De Mita
  • Afragola (Napoli), Famiglia Bassolino/Carloni
  • Mondragone (Caserta), Mario Landolfi

Invece, sono stati scelti siti in altri comuni, anche vicini a località note per coltivazioni agricole rinomate (uva, frutta, ortaggi, fiori, ecc.) o per turismo.

 

Rifiuti industriali tossici

Un esempio tra i tanti è Torre del Greco (Napoli), comune con circa 100'000 abitanti. Si tratta di una località rinomata per la lavorazione del corallo, per la floricultura e per il mare (spiaggia con sabbia vulcanica) oltre che per il soggiorno di Giacomo Leopardi (Villa delle Ginestre).

E' stato deciso di costruire in questo comune un impianto per il trattamento rifiuti "tossici" (liquidi di concia, fanghi da operazioni di lavaggio, contenenti pitture e vernici, oli dispersi, emulsioni e soluzioni per macchinari, liquidi prodotti da trattamento anaerobico di rifiuti urbani, ecc.) provenienti prevalentemente dal Nord Italia. Il sito dell'impianto è in prossimità della spiaggia (circa 300 metri) e confina anche con zone di elevato interesse paesaggistico.

Una domanda sorge spontanea: perchè le Regioni della Padania non vogliono trattare in loco i propri rifiuti industriali ?
Perchè l'impianto per il trattamento rifiuti industriali prodotti nel Nord Italia non viene costruito nel Nord Italia ? Ad esempio, in un comune della

  • Brianza
  • Provincia di Varese
  • ecc.

Letture consigliate

 

Discariche illegali

Un problema a parte è poi quello delle discariche illegali o abusive, gestite dalla delinquenza organizzata, non costruite a norma e dove si fa stoccaggio incontrollato di rifiuti tossici, prodotti dalle industrie anche non campane, con notevoli rischi per la salute. Infine vi è il problema dei rifiuti liquidi e dell’inquinamento di mare, fiumi, laghi.

Uno studio, commissionato dalla protezione civile, fotografa la situazione dal 1995 al 2002, attraverso ricerche effettuate su dati epidemiologici di quel periodo, e afferma che «sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative, cioè non imputabili al caso, fra salute e rifiuti». Danni come tumori al polmone e al fegato, linfomi e sarcomi, malformazioni congenite cresciute dell'84%. Fino ad un'impennata di mortalità del +12% per le donne e del +9% per gli uomini.
(Fonte: www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/05_Maggio/27/rifiuti_morti.shtml)

 

Soluzioni ipotizzate e cause dell'inerzia

La tutela della salute della popolazione della Campania, secondo alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore della Sanità e del Centro Nazionale delle Ricerche,

  1. è subordinata al ripristino della legalità;

  2. inizia con una razionale programmazione di tutto il ciclo dei rifiuti
    2.1. dalla riduzione della sua produzione da parte del cittadino,
    2.2. al riuso, alla raccolta differenziata, al riciclo;

  3. si completa con la realizzazione di discariche ben fatte e di inceneritori che rispettino le normative dell'UE, dove si bruciano combustibili appropriati e che siano condotte da personale adeguatamente formato.

Dodici anni fa la Campania aveva approvato un piano ambizioso per i rifiuti solidi: non più discariche ma termo-valorizzatori per produrre energia. Peccato che i termo-valorizzatori non sono stati ancora costruiti perché la gente, male informata, si è spaventata e, male consigliata, ha incominciato a protestare anche violentemente.
(Fonte: www.corriere.it/cronache/08_gennaio_03/napoli_rifiuti_richiamo_europa_97423484-b9cb-11dc-9ac8-0003ba99c667.shtml)

I politici e la pubblica amministrazione non sono stati in grado di prevedere il problema indotto (reazione negativa del popolo) e risolverlo in anticipo, assicurando la comunità circa la sicurezza e la convenienza dei termo-valorizzatori rispetto ad altre soluzioni. Quando la situazione con il tempo si è poi incancrenita, i gruppi di pressione (elettori) e gli "intellettuali" di varia estrazione professionale (alcuni politici, preti, docenti, professionisti, ecc.) si sono ancora focalizzati solo sugli aspetti negativi delle varie soluzioni, invece di considerare i lati positivi ed il contributo per risolvere la situazione.

 

Conseguenze dell'inerzia

Come conseguenza dell’indecisione circa lo smaltimento dei rifiuti e la lotta alle discariche abusive,

  1. i cittadini delle province di Napoli e Caserta sono da anni assillati dal problema della "monnezza" parcheggiata nei luoghi pubblici e per smaltirla finiscono persino con il bruciarla nelle strade, nonostante il pericolo di generare diossina ed altre sostanze inquinanti. Questa soluzione "fai da te" è un «rimedio» che causa più danni dello stesso male9: un inceneritore localizzato tra le case sarebbe meno inquinante! Se progettati e gestiti a norma, i sistemi di smaltimento rifiuti, non dovrebbero comportare rischi per la salute o per l’ambiente.

  2. le campagne delle province di Napoli e Caserta sono diventate discariche abusive di rifiuti tossici che compromettono le attività agricole e zootecniche tipiche della zona.

  3. la maggior parte del mare, dei fiumi e dei laghi sono divenuti non più adatti alla pesca, all’itticoltura e alla balneazione

La situazione drammatica, da affrontare con creatività, richiede urgentemente una prima soluzione temporanea per tamponare la crisi e, in tempi molto rapidi, una seconda soluzione più razionale ed integrata (raccolta differenziata, riciclaggio, termovalorizzatori, bonifica delle aree contaminate, ecc.) per risolvere definitivamente il problema.

Letture consigliate

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