.
contributo inviato da michelemas il 23 maggio 2008
Scrivo per raccontare una vicenda successami oggi (15 aprile 2008).
Mi chiamo Elena, ho 23 anni, sono laureata in matematica all’università La Sapienza di Roma; sto frequentando la Specialistica in Ingegneria Matematica presso il Politecnico di Milano.
Oggi ero in aula, erano le 14:00 del pomeriggio, attendevo l’inizio della mia lezione, leggevo il giornale con i risultati (sconcertanti) delle elezioni di questi giorni; ed ecco che un ragazzo (mio coetaneo) sale sulla pedana della cattedra e davanti ad una platea di circa 30 persone (tutti uomini, la mia facoltà è a dominio maschile) sentenzia:
“Ragazzi, allora un attimo di attenzione; oggi vi spiegherò la differenza tra un italiano e un terrone”.
Io in silenzio sconcertata; la classe in tripudio.
Aspetto, mi dico di non partire prevenuta, di stare ad ascoltare, potrebbero essere le solite battute alle quali, oramai da due anni, non si scappa; che con leggerezza ti rivolgono e che con altrettanta leggerezza devi accettare (”Roma ladrona”, “Milano produce, Roma spreca”, “Milano capitale economica e morale d’Italia” ecc ecc.).
Il ragazzo persevera: “Dicevamo, il terrone, miei cari, è il tipico uomo bassottello, grassoccio e decisamente sporco.”
Dal fondo urla un voce d’uomo indistinta: “Olivastro, dimentichi olivastro.”
“Vero”, si scusa l’oratore, “Decisamente OLIVASTRO”.
Queste parole e il tono che sta assumendo la beffa cominciano a spaventarmi.
Non capisco il confine del gioco.
Uno di loro dice sottovoce ad un altro:”Oh, anche lui ha votato Lega vero?”
L’altro annuisce con fare fiero.
Continua il ragazzo alla cattedra: “Il terrone è caratterizzato da un atteggiamento tipicamente parassita ed è per questo, miei cari, che vi invito semplicemente a tracciare una linea sulle varie cartine dell’Italia. Una semplice linea di demarcazione”.
A questo punto schizza con il gesso uno stivale sulla lavagna e traccia con fare deciso una linea orizzontale all’altezza del Po’.
Ovazione. Urla e applausi.
Resto lì ancora incredula e mi balza alla mente la scena del film “La vita è bella”.
Benigni sulla cattedra con la fascia di sindaco in mezzo alle gambe e il suo beffardo sproloquio sulle caratteristiche della razza ariana.
Ricordo che, quando avevo visto “La vita è bella” per la prima volta, avevo immediatamente notato come Benigni mettesse l’accento sul fatto che certe idee, apparentemente bizzarre (come le superiorità fisiche della razza ariana), si erano diffuse in modo, potremmo dire, “proverbiale”, quasi come facessero parte di una cultura popolare, un modo di dire, un qualcosa di semplice che passa di bocca in bocca, una battuta scherzosa o un gioco tra amici, che alla fine diviene scontato, di dominio pubblico e indiscusso.
Ma è su questo tacito passaparola, quasi burlesco, che si sono fondate, successivamente, leggi e le loro tragiche conseguenze che segnarono un solco profondo e violento nel secolo scorso.
Torno a casa con la paura di aver assistito a una di questi simpatici “moti proverbiali”; porto sotto braccio il mio giornale che decreta milioni di voti alla Lega.

Elena Di Bernardino

Lettera inviata a "L'espresso"

TAG:  UNIVERSITÀ  POLITECNICO  MILANO  RAZZISMO  SUD  LEGA  NORD 

diffondi 

commenti a questo articolo 8
commento di colapesce inviato il 24 maggio 2008
Laura, lo stato ha utilizzato il sud per fare una politica di sviluppo del nord, costantemente dal 1861. Poi sono finiti i soldi e i leghisti hanno cominciato ad avere il mal di pancia.
Ma per tornare al documento principale sembra che l'Italia sia divisa in due parti: una intelligente e una no. La seconda ultimamente prevale nettamente sulla prima.
commento di stagioni inviato il 23 maggio 2008
...se tu dici "... su questo tacito passaparola.....che si sono fondate...... leggi tragiche......" e non hai detto niente ....sei rimasta in silenzio.......
credo che abbia ragione brit : se voi giovani non avete coraggio "verranno ancora tempi bui". Non è facile,lo so,non è semplice,lo so,magari si paga anche "qualche prezzo" però, non dimenticare mai che ALTRI,COL PREZZO DELLA LORO VITA HANNO PAGATO LA NOSTRA LIBERTA'.
Il coraggio non ce lo regala nessuno, dobbiamo saperlo trovare in fondo a noi stessi e la prossima volta .....CERCALO e vedrai che lo troverai.
Un caro saluto.
commento di Laura_the best inviato il 23 maggio 2008
volevo dire secessione, ho scritto male scusate.
comunque si quello che é successo al politecnico di Milano é davvero inaccetabile!!e vergognoso!
commento di Laura_the best inviato il 23 maggio 2008
Purtroppo esistono due Italie, una parte ricca e una più povera...nessuno ha fatto assolutamente niente per superare gli squilibri fra nord e sud..poi se ricordo bene nel 1996 é arrivata la Lega che non ha fatto altro che accentuare questa divisione arrivando persino a parlare di successione. Lo stato non ha mai fatto lo stato, non ha saputo ascoltare le esigenze del nord(se lo avesse fatto la lega non sarebbe forse nata) ed ha lasciato il sud senza fare nessuna politica per il suo sviluppo.
W l'Italia unita, il pd é l'unico partito che può secondo me garantire questo.
commento di brit inviato il 23 maggio 2008
e tu? non hai detto niente? Ci vuole coraggio lo so ma se voi giovani non avete coraggio siamo proprio finiti...
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
12 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork