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contributo inviato da lupoAlberto il 18 maggio 2008

...da un libro di Alexis de Tocqueville, "La democrazia in America", scritto due secoli fa e ormai diventato un classico. L'ha ricordato Umberto Eco nella sua "bustina" sull'Espresso di venerdì, lo ripete Eugenio Scalfari sulla Repubblica du oggi... 

"Nella vita di ogni popolo democratico c'è un passaggio assai pericoloso, quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente dell'abitudine alla libertà. Arriva un momento in cui gli uomini non riescono più a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore e da un momento all'alto può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla. Non è raro vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o distratta e che agiscono in mezzo all'universale immobilità cambiando le leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi. Non si può fare a meno di rimanere stupefatti di vedere in quali mani indegne possa cadere anche un grande popolo". 
(ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti, oggi al potere, non è puramente casuale, come invece ironicamente Scalfari ci tiene a puntualizzare...!)

Mi dispiace molto per la carissima amica Eli(sabetta) di "bolledaorbi", che dichiara di non amare i taglia-e-incolla, ma stavolta non potevo proprio farne a meno... e poi amo fare del mio blog una raccolta di ritagli-di-giornale..

..succede quasi ogni domenica, ma oggi su "La Repubblica" il Grande Vecchio ci regala, col suo editoriale "L'ultima maschera del nuovo statista" di EUGENIO SCALFARI, proprio quelle illuminanti riflessioni che in tanti, in questi giorni di "regressione civile", abbiamo tentato di esprimere, riuscendoci spesso malamente, e solo in minima parte... 

(...) "Abbiamo assistito ed assistiamo, dopo la vittoria del centrodestra ad una profonda trasformazione del leader di quella parte politica, da pochi giorni asceso per la quarta volta in 14 anni alla presidenza del Consiglio. Tanto è stato demagogico e iracondo nelle sue precedenti apparizioni e tanto appare oggi uno statista pensieroso del bene comune. Molti dubitano della sincerità di questa trasformazione. Un campione intervistato da "Sky Tg24" su questo tema, rispondendo alla domanda "è sincero o è bugiardo?" ha dichiarato per l'82 per cento "è bugiardo". Una parte consistente del campione è formata evidentemente da persone che appena pochi giorni prima avevano votato per lui. Ciò rende estremamente pertinente l'analisi di Tocqueville."

"Ma io non credo - e l'ho già scritto domenica scorsa - che Silvio Berlusconi, bugiardo per antonomasia, in questo caso menta. E' un grande attore e un grande venditore del suo prodotto, cioè di se stesso, e come tutti i grandi attori si immedesima completamente con ciò che dice. Nel momento in cui decide di assumere e interpretare il personaggio dello statista, quella maschera diventa vera, diventa realtà, l'attore si comporta da statista e lo è. Quindi va preso sul serio. Del resto in politica le parole sono pietre ed è precluso fare il processo alle intenzioni."

"Tuttavia la memoria delle maschere assunte in precedenza rimane e deve rimanere perché l'attore può cambiar maschera a suo piacimento e in qualunque momento se gli ostacoli che incontra lungo la strada si rivelino troppo difficili e troppo ostici ai suoi interessi e alle sue ambizioni. Il grande attore non ha convinzioni proprie e una propria identità: si immedesima nella parte e quella è la sua forza. Finita una recita ne comincia un'altra; talvolta interpreta due parti e due personaggi diversi e addirittura contrapposti. In queste situazioni pirandelliane Berlusconi ci si ritrova molto bene e tutti noi, cittadini di questo Paese, dobbiamo ricordarcelo."

"Ho detto che il grande attore non ha convinzioni proprie o, se pure ne ha, esse sono irrilevanti di fronte alla sua personalità recitante. Ma quando la recita è finita le sue pulsioni istintuali affiorano e determinano i suoi comportamenti. Abbiamo imparato a conoscerle, le pulsioni istintuali di Berlusconi che è sulla scena nazionale da ormai trent'anni. Il neo-statista va preso sul serio e gli si può e anzi gli si deve fare un'apertura di credito; del resto le elezioni le ha vinte e la sua legittimità è piena e fuori discussione. Non altrettanto la sua tempra morale e politica. Perciò con lui la disponibilità deve andare di pari passo alla memoria vigile e al riscontro costante tra parole e fatti, tra intenzioni e realizzazioni."

TAG:  BERLUSCONI  PD  UMBERTO ECO  OPPOSIZIONE  EUGENIO SCALFARI  BUGIARDO  STATISTA  TORQUEVILLE 

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