.
contributo inviato da benedettoparis il 15 maggio 2008
Davanti ad alcune notizie, a certi comportamenti dell'uomo, alla materializzazione di una certa cultura dominante, non riesco a provare una forte sensazione di rabbia. Oggi mi è successo due volte e mi va di condividere alcune riflessioni, diciamo anche di sfogarmi.
La prima: tre ragazzini di 15, 16 e 17 anni pensano e realizzano uno stupro di massa e l'assassinio di una ragazzina di 14 anni. Come si fa a quell'età a pensare una cosa del genere? E soprattutto come si fa a metterla in pratica? Poi si legge che la ragazzina fosse probabilmente incinta....la rabbia aumenta. Personalmente la ritengo un'altra disgrazia dell'ignoranza, del bigottismo, dell'assenza delle istituzioni. E' assurdo che oggi una ragazza rimanga incinta, con tutte le cose che si dovrebbero sapere....un conto è il caso (preservativo si rompe, ecc), un altro è l'assenza di prevenzione. Il problema però è che non è raro. Oggi i ragazzini/e a 14 anni iniziano ad avere familiarità diretta e concreta con quello che è il sesso, il problema è che non hanno familiarità con il concetto e la pratica della prevenzione. Si sentono grandi abbastanza per fare una scopata, ma non per andare a comprare un preservativo....e quando mai una ragazza pensa che forse averne una scatola nel cassetto più recondido non sia anche una sua preoccupazione...cose dei maschi..troppo spesso questo approccio prevale, e non solo nelle ragazzine, ma in tante ragazze e donne...la prevenzione lasciata all'uomo e l'uomo come al solito troppo sicuro di se stesso, del suo machismo, specie se ci allontaniamo dalle realtà urbane per pensare ai paesi, ai contesti più disagiati.
Quando serie campagne di informazione ed educazione alle medie???? Quando qualcuno smetterà di parlare del preservativo come peccato? E del sesso solo nella sua accezione più estrema che è quella del piacere egoistico, soddisfazione di pulsioni animali? Quando i ragazzi e le ragazze sapranno che c'è un punto informazioni e ascolto in ogni area del nostro Paese, chiamato "consultorio"? Quando le istituzioni glielo comunicheranno appena compiuti 13 anni? Che si aspetta per capire che BISOGNA parlare e far parlare di alcune cose? E poi ci rimaniamo se ci sono gli "scandali", le "sfortune"....quante volte si sente dire "è stata sfortunata"? Quando l'amministrazione smetterà di essere ipocrita, prima delle famiglie?

L'altra cosa, so di essere lontano dal vento che spira in Italia negli ultimi mesi, quello della "caccia-al-rom", tutto attaccato perché c'è la foga e l'attesa della caccia, c'è la rabbia. Sinceramente danno fastidio anche a me, quando stanno per terra col bambino a fare l'elemosina. Danno fastidio anche a me quando vedo la bambina elemosinare e la mamma a controllare 3 metri più in là, oppure con una fisarmonica che neanche riescono a tenere figurarsi a suonare in metropolitana. Ma fa rabbia perché vorrei che quella bambina studi, cresca, sia una italiana con tutti idiritti e il diritto al proprio futuro che ogni italiano dovrebbe avere. Non c'è odio. Così con i rumeni. Puzzano, bevono.....basterebbe pensare alle letture dell'800 che parlavano dei quartieri operai, degli slums...non erano differenti nelle descrizioni, ma prima era una società tutta ad essere così, oggi loro, ghettizzati socialmente, sfruttati.....vorrei vedere chi non puzza alle 19 su un autobus tornando dal cantiere dopo 10/12 ore di lavoro....sudare è umano, non dare le condizioni di lavoro sane e igieniche è illegale...ma per noi il problema è il rumeno sull'autobus! Questo non significa non volere la legalità, non significa non riconoscere il fondamentale diritto alla sicurezza ed un principio assoluto che è il fatto che se sbagli paghi......ma basta pensare a Labico e il condannato è chi accusa e non chi ha sbagliato.
E così si va, tra una cazzata assurda come l'idea di rivedere schenghen (o come si scrive), e l'assurdità di cacciare da Roma i 20.000 rumeni denunciati.....dal 1600 si è colpevoli dopo la condanna, non dopo la denuncia. Quello che fa rabbia è la totale perdita di senso delle cose, dell'essere in una comunità di persone che dovrebbero rispettarsi, che dovrebbero mettere la dignità e l'umanità prima di tutto e invece sputano ad una madre con una bambina al seno ; e poi che si è in una comunità, anche europea, con le leggi e dei sacrosanti principi (stavolta si, anche santi) al cui interno bisogna muoversi. Insomma mi fa rabbia tutto questo populismo, il non capire che mettere in discussione i nostri principi oggi colpisce i rumeni e i rom, domani noi, come allo stesso tempo il non capire che la repressione non è sicurezza, che come non basta gridare più forte per avere ragione, non basta irrigidire al massimo le pene per avere naturalmente a più sicurezza.
E poi....scusate ma io ho altri principi. A me è stato insegnato che il mondo è stato creato da Dio, così come gli uomini e Dio gli ha dato una terra su e con cui vivere. I confini li abbiamo fatti noi per una maggiore e migliore organizzazione, per difenderci e per attaccare....come figlio di dio non c'è confine che tenga, così come per la speranza e la voglia di crearmi il futuro migliore possibile. In armonia e nel rispetto delle leggi, ma sempre con il diritto di (che significa dovere per le istituzioni di mettermi nella condizione di) realizzare il futuro che ritengo migliore per me e nel rispetto di mi sta attorno, vale per me, vale per l'amica rumena che mi abita a fianco, come per la gentilissima e simpaticissima amica marocchina con il velo. Sono uomini e figli di Dio, poi rumeni, rom, sinti, tunisini, egiziani, marocchini, cinesi, argentini, albanesi, indiani, giapponesi, americani, francesi, peruviani, malgasci e tutte quelle varietà di cui il concetto di umanità è fatto.
TAG:  SESSO  IMMIGRAZIONE  ROM  RUMENI  PREVENZIONE  EDUCAZIONE SESSUALE 

diffondi 

commenti a questo articolo 1
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
12 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork