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contributo inviato da trastasi il 13 maggio 2008

Dopo la trasmissione "Che tempo che fa" di sabato 10 maggio si è alzata una bufera mediatica. L'agenda setting dei giornali e dei telegiornali, che viene decisa in base al numero degli interventi dei politici, ha messo al primo posto la trasmissione ed il giornalista Marco Travaglio. La terza carica dello Stato, il presidente del Senato Schifani, ha cominciato a parlare del ruolo delle televisioni pubbliche, così a ruota tutti gli altri hanno fatto i propri interventi. A dire il vero pochi sono stati i difensori del giornalista, accusato di essere "colui che mina il dialogo sulle riforme", solo l'Italia dei Valori e la Sinistra Arcobaleno hanno pronunciato le proprie apologie. Nessuno ha parlato in merito alle questioni sollevate da Travaglio ma sul fatto che si sia permesso di dirle in televisione. Infatti le stesse cose che ha detto in quella occasione sono state scritte nel suo libro "Se li conosci li eviti", un vero successo editoriale. La televisione tuttavia ha un ruolo dominante sulla scena mediatica e può accadere per caso che un utente si sintonizzi su quel canale e venga a sapere che ad esempio si chiama legge Maccanico-Schifani, approvata nel giugno 2003, quella che bloccava i processi contro Berlusconi. La legge che rendeva immuni le cinque alte cariche dello Stato (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata inconstituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L'ex ministro della Giustizia Filippo Mancuso, ha definito Schifani "il principe del Foro recupero crediti", anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato espero in questioni urbanistiche. Negli anni ottanta è stato socio della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore Benny D'Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Frase storica:"Li abbiamo fregati"(dopo l'approvazione della legge sul legittimo sospetto, che doveva servire per spostare i processi contro Berlusconi e Previti da Milano a Brescia, 1° agosto 2002).

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