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contributo inviato da Olaf_48 il 10 maggio 2008
  

Premessa: curiosità e merito contano più dell'età

Francesco Giavazzi ha pubblicato sul “Corriere della Sera” di giovedì 15 novembre 2007 un articolo molto interessante dal titolo "La curiosità conta più dell’età", in cui tra l'altro afferma che il rinnovo della classe dirigente non è solo e innanzitutto un problema di età. Certo l'età conta ma molto più importante è la curiosità, mentre il "vero" fattore discriminante è il merito.

  • "Gli uomini, invecchiando, solitamente pensano di aver raggiunto la saggezza e smettono di ascoltare. Il guaio è che, così facendo, spengono la mente dei giovani, i quali, anziché imparare a pensare con la loro testa, imparano a conformarsi alle idee dei loro superiori anziani, perché questo è il modo facile per far carriera."

Ben diverso il comportamento dei "veri" talenti

  • "A ottant’anni compiuti il premio Nobel Franco Modigliani trascorreva ore con i nuovi colleghi per cercare di capire la loro ricerca, che spesso usava tecniche matematiche a lui incomprensibili. Non desisteva mai; (“Se il risultato è giusto devo essere in grado di capirlo”). E con il medesimo desiderio di conoscere interrogava i loro figli, curioso di come evolvesse l’insegnamento della matematica o della storia nelle scuole elementari. Sono esempi purtroppo rari."

Per quanto riguarda i Paesi e le organizzazioni più aperte e competitive, Giavazzi scrive

  • "Le società aperte sono innanzitutto società curiose, Paesi in cui la curiosità verso il mondo e la meraviglia verso la vita sono  tratti comuni, anche di chi ha raggiunto il potere o posizioni prestigiose."

Senza curiosità non può esservi merito 

  • "Perché il talento, come dice Jimmy Cayne, va scovato. Ciò che ha spento la nostra università è la scomparsa della curiosità per la ricerca scientifica; ne è la prova un sistema retributivo basato esclusivamente sull’anzianità. Brevettare una scoperta, pubblicare su una prestigiosa rivista internazionale è ininfluente: lo stipendio procede solo con gli anni, indipendentemente dalla qualità della ricerca e anche dell’insegnamento. Per permettersi di accedere all’università occorre essere ricchi, perché gli stipendi dei giovani sono miserrimi, ma a 6o anni i nostri professori sono pagati più o meno come i loro colleghi inglesi." 

Purtroppo, ciò non accade solo nell'università

  • "I dati sulle retribuzioni nell’industria, citati due settimane fa dal Governatore Draghi, mostrano che, in media, tra stipendi italiani ed europei c’è una differenza di circa il 30%. Ma non equamente distribuita: la differenza è molto maggiore per i giovani, si annulla a 55 anni. E allora non c’è da sorprendersi se alla domanda; «Preferisci un lavoro sicuro, anche se meno redditizio, uno meno sicuro ma con migliori prospettive di reddito»? sei giovani su dieci rispondono (l’indagine è di Renato Mannheimer) di preferire quello sicuro anche se mal pagato."

La curiosità nasce nella scuola  

  • "perché se una mente a diciott’anni si spegne è difficile che poi si riaccenda. Ma rifondare la scuola non significa programmi ministeriali, tabelle, contratti, le cose di cui i governi si occupano e che non ne hanno evitato il degrado. E’ giunto il momento di una riflessione più profonda che parta dalla consapevolezza che è la scuola la chiave di volta del nostro futuro."

In conclusione, il rinnovamento della scuola è la chiave di volta per la formazione di una classe dirigente "nuova"

 

Una Scuola "nuova" per aiutare a sviluppare competenze & creatività 

Un consulente di direzione, mio conoscente, partendo dall'ultima affermazioni di Giavazzi (La curiosità nasce nella scuola) ha cercato di sviluppare il concetto di come dovrebbe essere la scuola sin dall’asilo per aiutare le nuove genarazioni ad essere creative.

Innanzitutto, l’obiettivo primario della scuola non dovrebbe essere quello di insegnare le singole materie quanto piuttosto come si studia ed impara dalle letture, dalla sperimentazione, dall’esperienza, ecc.

In pratica, la scuola dovrebbe insegnare a studiare cioè aiutare gli studenti a

a) non reprimere la propria curiosità,
b) individuare le proprie inclinazioni,
c) porsi degli obiettivi realistici
d) crearsi un metodo di studio il più adatto alla propria personalità

Il metodo di studio individuale da sviluppare deve essere orientato a

1) individuare la conoscenza esistente
2) analizzarla criticamente
3) recepire e conservare quella utile a perseguire le proprie inclinazioni e/o obiettivi
4) costruire nuova conoscenza

Il tutto finalizzato allo sviluppo delle competenze necessarie al perseguimento dei propri obiettivi professionali.

In pratica, non è più la “vecchia” scuola che insegna travasando conoscenza nell’alunno ma una scuola “nuova” che prepara l’alunno a sviluppare in modo flesibile i metodi di studio più adatti agli obiettivi che si pone nel corso della vita.

TAG:  SCUOLA  MERITO  CURIOSITÀ  UNIVERSITÀ  CREATIVITÀ  CLASSE DIRIGENTE  RINNOVAMENTO  DIRIGENTI  COMPETENZE  VERTICE 
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commenti a questo articolo 0
commento di robelba inviato il 17 maggio 2008
Condivido, parole che andrebbero sostanziate un un cambio dei programmi, testi, metodo di insegnamento. Ad oggi nella pratica la scuola va in direzione assolutamente opposta generando demotivazione e spaesamento. Vari ministri anche di sinistra hanno tentato di mettere pezze qua e la peggiorando la situazione. Ministro ombra Garavaglia, se ci legge, smettiamola di parlare di debiti crediti esami, valutazioni, merito (ma di chi e per che cosa?) e rivoltiamo la scuola dalle fondamenta. Gli occhi dei giovani sono abbondantemente spenti non c'e' piu' tempo da perdere. Un esempio significativo: il programma del liceo di italiano e' identico nei minimi particolari a quello da me studiato 40 anni fa (Promessi Sposi lettura e commento integrale per un anno intero, e poi via veloci sul novecento). Possibile che non si riesca mai a cambiare nulla?
commento di mariastellafabiani inviato il 10 maggio 2008
condivido pienamente. chi sono?
una insegnante di mezza età che non ha mai smesso di "curiosare" ovunque sia stato possibile, anche su questo forum, , perchè quando avrò smesso di farlo, vorrà dire che non ci sarà più dentro di me, la Vita...ogni angolo del mondo è un banco di scuola, ogni uomo incontrato un maestro...
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