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contributo inviato da pinocomune il 7 maggio 2008
 

l’ex sottosegretario sacconi, probabile ministro mentre scrivo, sarà pure un grande esperto, ma non mi piace come persona. i suoi interventi sono sempre con un sottofondo di rancore, di continua accusa, di rivendicazione. la sua radice e la sua formazione socialista lottano con quel che è oggi, sicuro di saperne e capirne più di tutti, preoccupato solo e sempre di attaccare gli ex amici. l’ho visto mesi fa, già ex sottosegretario, pranzare solo soletto in una pizzeria nel centro di roma. mi sembrò infelice, triste, isolato. sono quelle impressioni a naso, magari non hanno fondamento reale, ma… se farà il ministro, riuscirà a suscitare collaborazioni tra gli avversari? o sarà (felicemente per lui) capace solo di irritare?


non so perché ho scritto di sacconi mentre qui intorno a me si riempiono le ultime casse, si gettano via le carte inutili, si attende l’insediamento del nuovo governo per essere “restituiti” agli uffici di provenienza. quasi due anni di lavoro, tocca ad altri adesso. annamaria è già andata via. oggi l’altra annamaria ha cambiato ufficio. gianluca e valeria sono già al lavoro altrove. maria non vorrebbe andare dove dovrebbe andare. a giorgio va bene la nuova destinazione. resta senza lavoro diletta. non ci conoscevamo tra noi, ma abbiamo presto lavorato bene insieme, senza gerarchie, saltando le gerarchie formali. sono tutte tristi, le ragazze, per me è più facile, sono più abituato ai cambiamenti di questo tipo, agli scossoni politici.
stanze abbastanza anonime, squallide, con tipi diversi di mobili affastellati, con decine di pc vecchi e inutilizzati su scrivanie brutte e inutilizzate. abbiamo collaborato in otto, mentre prima erano quindici, venti. chissà quanti saranno con il prossimo inquilino. ci abbiamo impiegato cinque mesi per avere tende lavate, mancavano i fondi. i rubinetti hanno perso acqua per mesi, gli scarichi dei bagni continuano a perdere. non si ha per niente la sensazione del potere che uno immagina. trasudavano potere invece le stanze ovattate e austere del viminale, dove sono stato per alcuni mesi molti anni fa. dicevano che la mia scrivania fosse quella di ciano. qui invece l’unica cosa che mi faceva sempre pensare sono (erano…) le doppie vetrate. mi hanno detto che erano state sistemate così quando in queste stanze era venuto a lavorarci falcone. beh, mi sento piccolo ed orgoglioso di aver lavorato qui dentro. ma si sa che mi capita di essere inutilmente sentimentale.

qualcuno mi ha chiesto cosa rimpiango. niente, forse. non ha senso guardare indietro con rimpianto. certamente mi dispiace che sia finita troppo presto, che non si sia riusciti a portare a termine certi progetti. mi dispiace per le colleghe ed i colleghi. mi dispiace per il pastrami e lo special del bar “al cappuccino”, per i gelati di pica, soprattutto per le colazioni da camerini, i cappuccini ed il succulento cornetto integrale al miele (solo 1,60 euro, cari baristi leccesi!!!). vabbè, invio questo post, cancello tutto, pulisco il pc, vado un poco a spasso per roma.

TAG:  ROMA  SACCONI  RIMPIANTO  CAMERINI  MINISTERI 

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