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contributo inviato da marcelobranko il 3 maggio 2008

Amici, abbiamo tutti passato un brutto mese di Aprile, ma non dobbiamo perdere di vista la nostra storia recente: ci siamo presentati alle elezioni sapendo di avere pochissime probabilità di vincerle; abbiamo subito una batosta un po' più dura del previsto; abbiamo rivisto sul Campidoglio saluti romani e bandiere celtiche. Ricordiamoci però che la Democrazia è anche questo: sapere accettare la sconfitta, anche se la parte politica vincente non è di nostro gradimento.
 Dopo aver elaborato il lutto e dopo esserci messi il cuore in pace per i  prossimi cinque anni (durante i quali vedremo dilagare il celodurismo, il provincialismo, l' egoismo di categoria, l' interesse personale di pochi a scapito del bene comune, la stampa prona e dedita al servile elogio dei potenti ), possiamo chiederci quale è la migliore strategia per raddrizzare la barca: abbiamo cinque anni davanti a noi che, se ben utilizzati, possono portare i loro frutti.
Ricordiamoci inoltre che il futuro sarà sicuramente nostro, visto che la Storia insegna che i rigurgiti reazionari prima o poi si spengono per mancanza di sostanza ( non è detto durino tutti un ventennio...).
Per quanto mi riguarda, suggerisco di  proseguire con pazienza lungo il cammino iniziato pochi mesi or sono: per costruire un moderno partito progressista dobbiamo abbandonare definitivamente le vecchie ideologie ottocentesche, riferirci ai  valori che ci uniscono e caratterizzano ( la solidarietà , la fiducia nel futuro e nella scienza, il senso del bene comune, la centralità della cultura) e su questi costruire, partendo da dibattiti nei circoli  e portando le idee migliori verso la leadership, un pool di idee, proposte da utilizzare per i cinque anni di opposizione.
Spero d' altra parte  che non ci  si  intestardisca nella ricerca del colpevole: è giusto il ricercare i motivi per i quali la nostra proposta non è stata accettata dall' elettorato; è  però suicida gettare il lavoro svolto negli ultimi mesi, durante i quali l' identità del PD si è iniziata  a delineare. Ricordiamoci poi che qualora , sia pure in condizioni diverse di rapporti di forza mediatica con li Pdl, avessimo avuto la maggioranza, saremmo pur sempre stati  in grado di governare ( penso molto meglio di come farà la coalizione avversaria).
Più concretamente: rinnoviamo con convinzione la fiducia a Veltroni, proseguiamo secondo il programma fissato dalla costituente; gli eletti facciano la loro parte in Parlamento con un' opposizione  intransigente, mentre spero che la doverosa discussione interna al partito coinvolga i circoli e la base. 
Ricordiamoci infine come siamo partiti alcuni mesi or sono: eravamo consci di essere sull' orlo di una emergenza democratica;  oggi la presenza di un  PD forte anche se in minoranza è la migliore garanzia per la salvaguardia delle nostre istituzioni e della nostra Costituzione.

 

TAG:  AVANTI  CORAGGIO  FIDUCIA 

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