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contributo inviato da danielabartalucci il 30 aprile 2008
 

Perdere Roma sarebbe un disastro, lo scrivevo nei giorni scorsi, ma onestamente non ci credevo. Come ero stata pessimista sulla vittoria elettorale (anche se non prevedevo le dimensioni che ha poi assunto) così credevo allarmistiche le paure per la capitale. Accanto alle perplessità per la candidatura di Rutelli (ma perché lui, ci siamo detti in più di uno/a, il vice premier di Prodi, investito così senza primarie…..mah) avevo avuto però la candida ingenuità di credere che tutto fosse stato ben ponderato e che fosse stato messo in campo il candidato con più chances di vittoria.

La vittoria di Zingaretti alla provincia ci dice paro paro che era davvero sbagliato il candidato. Ed eventuali voci di un boicottaggio interno al Piddì avanzate da qualcuno nei dintorni di Rutelli, appaiono davvero come un inutile bizantinismo.

Il peso della sconfitta era oggi sul viso di Veltroni a cui va dato atto del coraggio con cui ha parlato di amarezza e di dolore per la perdita della capitale, per la perdita delle elezioni.

E adesso che facciamo? Ci guardiamo intorno un po’ frastornati e ci accorgiamo che prima di tutto dobbiamo salvaguardare il lavoro di questi mesi, il progetto su cui abbiamo investito, il nostro nuovo partito. E dobbiamo salvaguardarlo partendo dalle sue radici: partecipazione, innovazione, risposta all’antipolitica, messa in campo di una grande forza popolare e riformista che porti avanti un processo di innovazione del nostro paese. Dobbiamo farlo a partire dalla coerenza con il metodo fondativo che ci siamo dati.  Quando abbiamo cominciato a perdere la spinta propulsiva? Quando abbiamo accettato i fare le liste senza primarie, quando abbiamo subito la logica spartitoria e chiuso il confronto, quando non siamo stati abbastanza coerenti con l’innovazione, quando abbiamo pensato che non fosse necessario il radicamento territoriale o non fosse necessario investire sulla crescita dal basso di nuove leadership.

Occorre adesso ripartire dal percorso di costruzione del nuovo partito, dare spazio nei territori alla discussione e all’emergere di nuovi e radicati e riconosciuti gruppi dirigenti. Dobbiamo far partire i forum e i luoghi in cui si produce e si parla di politica, dare spazio ed incarichi di lavoro a chi ha voglia di spendersi e idee da affermare. Il centro destra picchierà duro subito subito sulle conquiste delle donne (ne abbiamo avuto un assaggio nel dibattito nel Consiglio Comunale di Livorno sulla legge 194) mettiamo in campo strumenti di mobilitazione e di battaglia politica con cui parlare alle donne italiane, facciamoci sponda contro l’offensiva che arriverà…………….costruire un nuovo partito in tempi difficili può essere una scommessa affascinante anche per persone un pochino scoraggiate………

A presto!

TAG:  ROMA  RUTELLI  PERCORSO COSTITUENTE  LEGGE 194  COMUNE DI LIVORNO 

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