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contributo inviato da MikMas il 29 aprile 2008
E' triste ed insieme intriso di delusione il risveglio dopo la disfatta elettorale occorsa in questa tornata, politica ed amministrativa.
Non condivido però il clima di catastrofismo diffusosi.
E' vero, è il momento di meditare molto su le molteplici cause di questa sconfita, ma non credo sia il momento di avanzare ognuno un diritto, ognuno una tesi, ognuno una persona o un'ipotetica soluzione al problema.
Leggo del fatto che non saremmo stati capaci di rinnovare le candidature. Ma rinnovare solo quelle forse non risolverebbe il problema: la destra non ha forse vinto ripresentando tutti (...ma proprio tutti!) i principali artefici della vita politica di questi ultimi venti anni (e forse più, se penso a Dini!!!).
Leggo alcune dichiarazioni dell'on. Follini, secondo il quale occorrerebbe chiudere la porta a Di Pietro ed ai Radicali della Bonino.
Ecco. Credo che questo modo di ragionare sulla sconfitta costituisca esattamente il "vecchio" da superare.
Non è con rese dei conti, scalate di cordate e correnti di pensiero, che ci si potrà ripresentare al popolo italiano, sperando di essere premiati.
A mio avviso, occorrerebbe invece ripartire da questioni che prescindono dai vecchi schemi ideologici (Radicali, Comunisti, etc., etc.) e pongano al centro della discussione un tema, ritengo fondamentale: conoscere meglio la società italiana, la sua situazione culturale ed economica, nonchè le sue prospettive evolutive nell'immediato futuro.
E' in questo che la Destra e la Lega in particolare ci hanno battuto.
E' da questa analisi che bisogna ripartire, al fine di ridisegnare un'idea di Italia che sia "reale" nei suoi assunti di analisi e "realistica" nel progetto che vorremo costruire e presentare, nel più breve tempo possibile.
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7 aprile 2008
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