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contributo inviato da air il 29 aprile 2008


Così anche Roma è andata alla destra, quella fatto di saluti romani e salti al grido "chi non salta comunista è". Alla faccia della destra liberale. Sull'onda emotiva delle elezioni di aprile, dove il tema sicurezza ed immigrati ha fatto la differenza, anche a Roma ha prevalso la paura rispetto alla speranza per un futuro migliore. Gli italiani, stanchi di sacrifici e difficoltà, hanno votato per chi prospettava loro il minimo indispensabile. Indifferenti delle conseguenze.

Dunque, l'uomo della provvidenza è di nuovo tornato con il suo carico di demagogia e populismo. Si esibirà nell'impresa impossibile di accontentare tutti i suoi, esaltando i meriti e nascondendo gli errori. Fino a quando, tutti i nodi non verranno al pettine. Speriamo non sia troppo tardi. Intanto, già si parla di cambiare le regole di ingaggio in Libano. Per quale motivo, visto che al confine non si spara più? Forse, la destra vuole essere protagonista a tutti i costi. La storia però insegna che la prosopopea è spesso catastrofica. Come in Iraq.

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