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contributo inviato da valeriopieroni il 27 aprile 2008
1) La vittoria della Lega sposta l’asse decisionale verso il nord; se anche Roma venisse conquistata dal centrodestra rischierebbe di finire in serie B. Altro che buche, allora! Quello che Roma ha saputo rappresentare in questi anni (crescita dell’8%, bassa disoccupazione….) dove andrebbe a finire?
Sotto questo profilo Rutelli rappresenta una garanzia, anche in termini di bilanciamento del potere: Roma deve restare in serie A e deve essere governata facendo scudo ai sicuri tentativi leghisti di minarne la posizione primaria che in quindici faticosi anni si è conquistata.

2) Alemanno ha difeso situazioni indifendibili, cavalcando tutte le proteste possibili, da quella contro il termovalorizzatore a quella dei tassisti romani: è l’esempio vivente della filosofia del not in my backyard.
Rutelli sa bene che, se oggi si vuole andare avanti e si vuole difendere i cittadini, bisogna abolire un po’ di privilegi e fare scelte coraggiose, anche in campo ambientale ed energetico.

3) Alemanno è un uomo capace e simpatico, ma non è un moderato. Le sue convinzioni sono ancora quelle di quindici anni fa, si sente “nero” nell’anima e nei sentimenti. Questo determina il fatto che il suo modo di concepire l’amministrazione è essenzialmente populista e non concreto: parla alla “pancia” promettendo cibo che non sa neanche lui come procurarsi.
Rutelli ha cambiato le sue posizioni rispetto al passato e lo ha fatto anche alienandosi le simpatie di molti mondi. Ma ha avuto la coerenza di dichiararle fino in fondo e di non utilizzarle a fini personali, mostrando quindi di sapersi adeguare al mondo che cambia.

4) Alemanno è contro la tecnologia, almeno ideologicamente. Nel suo intimo è un ecologista di destra, contrario ai termovalorizzatori, non particolarmente a suo agio con chi fa impresa, con profonde difficoltà a considerare la rete come qualcosa di diverso da un megafono di protesta.
Rutelli ha sempre dimostrato di considerare la tecnologia non come una nicchia, bensì come il mezzo fondamentale per cambiare in meglio la vita delle persone. La Rete diventa lo strumento principale per governare e per iniettare qualità della vita nella città. Basterebbe solo questo, a noi, per
sceglierlo come sindaco.

5) Alemanno ha saputo usare gli strumenti partecipativi della rete in modo molto efficace, ma è privo di un progetto che metta insieme le tecnologie e la qualità della vita. L’approccio è, ancora una volta, anche per quanto riguarda la Rete, populista e non legato a specifiche e concrete misure da prendere.
Rutelli ha pensato a 50 progetti concreti, uno dietro l’altro, da mettere in fila durante il suo mandato e che usino le nuove tecnologie della rete per fare di Roma la città più moderna d’Europa.

6) Alemanno ha già un posto da ministro, anzi voci di corridoio lo descrivono abbastanza infastidito dal fatto di dover assistere alla pubblicazione di liste di ministri dove il suo nome è messo tra parentesi.
Per Rutelli si è sottolineato poco il coraggio con il quale ha deciso di puntare tutte le sue carte sulla città dove è nato, prendendosi un rischio politico non indifferente e tornando a fare una cosa che aveva già fatto. Con sette anni di esperienza in più.

7) La faccia pulita di Alemanno nasconde qualche neo. Uno staff non preparato a gestire la cosa pubblica, un sistema che non sa come funziona la macchina amministrativa locale, verosimilmente una scelta di assessori e dirigenti che dovrà essere fatta all’ultimo momento, cercando di dar luogo ad alchimie improbabili.
Rutelli ha esperienza e maturità oltre ad uno staff di grandissimo livello che lavora con lui. Non solo: sui contenuti le persone che stanno attorno a lui rappresentano oggi quanto di meglio Roma può esprimere. Nel nostro piccolo la nostra azione sui temi dell’innovazione tecnologica lo dimostra.

Se amiamo la nostra città e siamo orgogliosi di essere cittadini romani, se pensiamo che la competenza sia un valore, se non ci facciamo abbindolare dall’ideologia e cerchiamo di rimanere coi piedi per terra, se proviamo a dare alla protesta una valenza costruttiva e a non cavalcare ogni negatività, ebbene ciò può condurre ad una sola conclusione.

E’ per questo che per il bene di tutti noi dobbiamo fare di tutto affinché il nuovo sindaco di Roma sia Francesco Rutelli.

Fonte: RomaInnovazione.org

                     
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