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contributo inviato da fabiolamon il 18 aprile 2008
Dopo aver digerito la sconfitta posso analizzare il quadro che ci ha regalato il voto, partendo da un'estremo e arrivando all'altro.

Sinistra Arcobaleno : la disfatta è totale; la popolazione ha punito "l'antagonismo" della sinistra, le sue manifestazioni contro il proprio Governo, l'ambientalismo del "no", il cartello elettorale formato in fretta e furia che non sapeva nè di carne nè di pesce. Questa sinistra massimalista non ha più ricevuto neppure i voti del suo bacino naturale: gli operai; tutto ciò perchè negli ultimi decenni ha sempre più lasciato la fabbrica per insediarsi nel "palazzo" del potere, e questo gli operai non lo perdonano. Serve un'attenta riflessione e la massima cautela perchè l'extraparlamentarismo non si trasformi in lotta contro lo Stato da parte delle frange più estremiste.

Socialisti : idee condivisibili e "marchio" importante, ma anche nel PD il socialismo è ben rappresentato, perchè non unirsi ad esso invece che avere l'orgoglio (folle) di andare da soli? Le urne li hanno puniti

Partito Democratico : 1 Italiano su 3 vota PD; il risultato non può che essere soddisfacente: l'idea di riformismo, la grande capacità di Veltroni di infondere coraggio e speranza e voglia di militanza nella gente, la scelta coraggiosa di andare da soli, il grande ricambio generazionale e le quote rosa abbondanti delle liste hanno premiato un neonato partito di 4 mesi, che ha saputo creare le basi per un radicamento che porterà grandi risultati nel futuro. Hanno pesato sul voto l'eredità di un Governo schiavo dei piccoli partiti e il dubbio su eventuali accordi (naturali) con la sinistra massimalista.

Italia dei Valori : legalità, legalità, legalità; è lo slogan che ci fa comprendere il perchè del successo di Di Pietro. Ora dovrebbe solo evitare di diventare da alleato ad alleato-spina nel fianco del Partito Democratico, perchè ad ogni modo parte dei voti li ha ricevuti perchè era alleato del PD.

UDC : Casini pensava di fare molto meglio di così, ha ottenuto il Parlamento proprio per il rotto della cuffia grazie ad alcune zone chiave; il voto moderato è stato spartito tra i grandi partiti e solo lo zoccolo duro dell'UDC ha retto al colpo, ma almeno una scelta encomiabile è stata fatta dopo 10 anni di ritardo : staccarsi dalle grinfie del nuovo Presidente del Consiglio.

Lega Nord : la vera sorpresa delle elezioni; i voti che non sono andati alla Sinistra Arcobaleno sono finiti qui: questo partito ha saputo calamitare i voti operai, ma non per la proposta, ma per la protesta, poichè la Lega promette 2 cose che fanno facile presa sul popolo : federalismo (per i "nordisti") e limitazione massima dell'immigrazione. Peccato che queste due promesse siano una la condanna a morte del Sud (con effetti che sono capaci di devastare l'Italia, perchè nel momento in cui il Sud si sente abbandonato totalmente si attacca all'ultimo treno, la Mafia), la seconda semplicemente inattuabile in un mondo oramai completamente globalizzato come il nostro.

PDL : ancora una volta vince (grazie alla Lega); lo show man ce la fa per la terza volta dopo aver dato nuovamente il meglio di sè, con attacchi alle istituzioni, scenette patetiche e promettendo cose che solo nella Città del Sole sarebbero attuabili. Ma il sogno di ricchezza che promette fa sempre breccia nei cuori degli Italiani, che oltre a essere creduloni sono anche un poco masochisti.

La Destra : extraparlamentarismo anche per la destra estrema, che ha calamitato alcuni voti degli scontenti di AN (il vero partito "morto" di questa elezione, venduto da Fini al miglior offerente), ma non ha ottenuto il successo prospettato.

Prospettive per il futuro?

Beh, da una settimana si è già slittati a 2 settimane per la formazione del Governo: la Lega sta già facendo presagire guai per il nuovo Governo, perchè se manca il suo appoggio, il castello di carte finisce per terra, quindi le richieste non sono trattabili; due ministeri, la Lombardia, il federalismo.
Tutto questo aggiunto al taglio dell'ICI, al taglio del bollo, e alle mille altre promesse... che sia la volta che il miliardario Presidente del Consiglio paghi di tasca propria? Altrimenti, davvero, non so dove potrà trovare il denaro per attuare il suo ennesimo contratto con gli Italiani.

Si prospettano tempi duri e decisioni impopolari, lo dice anche lui.

Al PD non resta che fare un'opposizione senza sconti, ma costruttiva, per far capire a chi non ha votato PD questa volta che la serietà, il buongoverno, la meritocrazia e il vero riformismo non sono nella Lega nè nella PDL, dove invece c'è una parola sovrana:  "UNFIT", inadatti.


TAG:  PD  ANALISI DEL VOTO  NUOVO GOVERNO  GUAI IN VISTA 

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