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contributo inviato da Psycho_TM il 10 aprile 2008
Sono sicuro che la mia proposta potrà suonare molto strana, all'inizio, ma credo meriti di essere condivisa e perchè no, discussa. Ritengo che sarebbe utile introdurre un sistema pensionistico che tenga conto anche della famiglia, ad esempio nel calcolo del coefficiente che consente di andare in pensione. Se si considerasse un coefficiente di partenza di 105, ed un bonus di 1 punto per ogni figlio e un ulteriore bonus di 2 punti per ogni figlio con un reddito superiore ad un minimo fissato (fino ad un massimo di 4 figli), una persona che inizia a lavorare a 25 anni può andare in pensione a 65 anni se non ha figli e a 59 se ha 4 o più figli che producono reddito. Questo coefficiente legato alla famiglia, avrebbe tutta una serie di effetti: una maggiore "autosostenibilità" della riforma, un incentivo alla famiglia che oggi viene troppo sacrificata e proprio per il lavoro e la carriera, un incentivo all'occupazione giovanile ed una lotta al nero ("accettato" dalle famiglie, soprattutto al SUD). Inoltre, il coefficiente sarebbe in un certo senso "controllabile" dai lavoratori, non come il PIL. In fondo non cambia molto come logica rispetto al "bonus bebè", solo che verrebbe riletto non come un "premio" per figlio, ma come una misura dettata dalla sostenibilità del sistema previdenziale e pensionistico, in genere del sistema lavoro.

Inoltre vorrei dire all'On. Veltroni, che apprezzo molto i suoi discorsi sull'unità nazionale, sul tricolore, sull'inno (e aggiungerei anche sull'italiano che dovrebbe diventare a tutti gli effetti di legge lingua nazionale). Peccato che a volte si scenda a compromessi su determinati temi, soprattutto etici, che di fatto allontano l'elettorato di AN che oggi non trova più riscontro nel PdL e troppa poca sostanza ne "La Destra".

Ad esempio, io toglierei dal programma quelle scelte estreme fatte solo per accontentare alcune minoranze, e troppo "frettolose" dal punto di vista civico, cioè non adeguatamente discusse con tutta la cittadinanza. Ritengo che non ci possono essere risorse per garantire salari sociali o diritti alle coppie di fatto (lo dice uno che convive da anni!!), e che non si può stravolgere la famiglia naturale a colpi di bisturi e leggi su coppie ed adozioni gay (e lo dice un non credente!!). Credo che determinate DISCUSSIONI debbano essere rimandate a quando il "sistema Italia" può permetterselo, e cioè quando il rapporto debito pubblico/PIL scenderà notevolmente (ad esempio al 60-65%). Inoltre, il salario sociale potrebbe essere un pericoloso incentivo al non lavoro (basta vedere al SUD come si "campa" di disoccupazione) o ancora uno scudo al precariato a favore delle aziende, che "pagherebbero" i giovani un pò con lo stipendio, un pò col salario sociale, garantendo uno stipendio pieno a fronte di un lavoro "stagionale". Sono sicuro che queste modifiche al programma porterebbero al PD la quasi totalità dei voti di AN, senza togliere i voti della sinistra estrema, sempre che per loro l'interesse della comunità sia più importante dell'interesse dei singoli.

Per quanto riguarda la lotta alle mafie, intese come associazioni di persone che prevaricano i diritti delle persone tramite sopraffazione fisica, psicologica o di potere, ritengo che dovrebbero essere fatti forti interventi contro il mobbing e contro le prevaricazioni in azienda, spesso nascoste da rapporti gerarchici. Così come l'introduzione di coefficienti che tengano conto della distribuzione delle qualifiche e degli stipendi, perchè è assurdo che in un'azienda un dirigente possa prendere fino a 100 volte lo stipendio di un suo impiegato, e che l'impiegato abbia un pietoso aumento del 2% mentre il dirigente del 10-20% anche quando l'azienda è in perdita (vedi l'inchiesta del Corriere di qualche settimana fa).
Inoltre occorrerebbe dimezzare la classe politica e rendere molto debole il suo potere, soprattutto nelle gare d'appalto e nei concorsi o nella "deviazione" dei finanziamenti pubblici, introducendo organismi di vigilanza non politicizzati; infatti è proprio là che si annulla il confine sottile tra mafia e politica. La mafia infatti si può sconfiggere solo rendendo realmente libero il voto (e i metodi per "forzarlo" oggi sono noti, non si risolve vietando i telefonini nel seggio!) e rendendo meno efficienti promesse e minacce fatte in sede di campagna elettorare.

Per finire, non esiste più la destra e la sinistra (leggete Gaber), non esiste più (o quasi) il comunismo ed il fascismo. L'Italia è una (cito la costituzione), ed il fine UNICO di ogni politico dovrebbe essere il bene dell'Italia e dei suoi cittadini. Pertanto, On. Veltroni, con il PD ha fatto un grosso passo avanti abbracciando tutte le buone idee della destra, e fondendole con quelle buone della sinistra; resta l'ultimo piccolo passo: rimuova dal programme le idee dell'estrema sinistra, quelle che vogliono diritti a tutti i costi e senza riflettere alle conseguenze, quelle che portano al suo partito lo stesso contributo che le idee della Lega portano al PdL, quelle che demoliscono la democrazia ignorando il significato di maggioranza e quindi anche di minoranza. Senza minoranze non esiste la democrazia e le minoranze vanno tutelate, non vanno elevate a maggioranze! Segua questo mio consiglio, e sono sicuro che raccoglierà un numero di consensi oltre ogni previsione.

Un elettore di "destra", forse ex...
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Non bisogna essere fedeli ai partiti, ma alle proprie idee!
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commenti a questo articolo 0
commento di Psycho_TM inviato il 11 aprile 2008
Vedi, se non volessi "registrarmi" all'anagrafe, non dovrei contrarre nè il matrimonio, nè un PACS. In realtà voglio "registrare" il mio impegno, perchè serio, e lo voglio fare nell'unico modo che ritengo valido, cioè con il matrimonio. Forme intermedie non mi interessano, ho già due alternative e la libertà di scegliere.

In quanto all'età, per i tuoi 20 anni mi sembri già molto matura, con le tue idee e i tuoi ideali, ma già propensa al dialogo, per di più con uno di "destra"!!! :D...

Non ti nego che (ahimè) mi sto ricredendo sempre più sull'On. Veltroni, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del "PESA" (come l'ha chiamato ieri sera Vespa) e dei suoi alleati. E non escludo a priori un "clamoroso" appoggio al PD (altrimenti non sarei qui a scrivere), ma spero solo con queste mie considerazioni, di portare al PD quel contributo etico tipicamente di "destra" che secondo me renderebbe il PD ancora più neutrale, più "popolare" e più rivolto allo sviluppo, grazie anche ad un programma di base che, oltre ad esistere (forte critica al PdL, AN, etc..), risulta pieno di buoni propositi e di intenti utili e fattibili. Spero che l'On. Veltroni possa in qualche modo "recepire" questi suggerimenti, così come le persone che come te hanno avuto la bontà di leggere il mio post, e che si possa capire che i diritti civili e sociali non si ottengono con la prevaricazione da parte delle minoranze, ma solo con il dialogo, e che certe scelte devono essere fatte solo quando il paese è "culturalmente pronto", altrimenti si fà solo come l'On. Berlusconi che fa delle sue "idee" scelte di maggioranza. Così facendo, si possono anche escludere dal dialogo politico quelle organizzazioni che nulla hanno a che vedere con l'interesse dell'Italia, quali la Chiesa (e tutti i suoi teo-derivati), i No-Global, i No-TAV, gli ArciGay, il Ferrara Anti-aborto (e qui si aprirebbe un altro tema) etc...

Per il resto, ti ringrazio per aver partecipato alla discussione, è stato molto inte
commento di valetommi inviato il 10 aprile 2008
qua la questione diventa complicata.. ti dirò ho 20 anni e forse non ho ancora tutti i mezzi per rispondere alle tue, più che giuste, obiezioni. forse sono ancora un pò idealista data la mia età però mi sembra, dalle tue risposte, che ci sia un ampio margine di dialogo! e credo che aldilà di tutto Veltroni cerchi anche questo per il Paese, cioè confronto sereno e costruttivo che produca leggi giuste. rispetto la tua scelta di convivere e di non volere un riconoscimento ma alla fine, coi Pacs, potresti continuare a vivere allo stesso modo senza registrarti all'anagrafe no?! è ovvio che la pensiamo diversamente su questo ma io il mio futuro in Italia lo vedo solo con Walter.. se vincerà il maggior esponente dello schieramento avverso.. io a settembre vado in Erasmus a Parigi e potrei anche restarci se qui non cambia niente.. un saluto mi ha fatto piacere discutere con te!
commento di Psycho_TM inviato il 10 aprile 2008
Vedi, io non mi sono ancora sposato per scelta, e sebbene viva come una persona sposata da tempo immemore, è una mia scelta quella di non istituzionalizzare il mio impegno e come tale, non posso additare lo stato se non mi riconosce vantaggi e se accuso anche degli svantaggi. Piuttosto che risparmiare qualche euro l'anno, preferirei una politica che mi fornisse le basi per potermi serenamente sposare e dedicarmi alla famiglia con serenità! E questo non si ottiene con 2/3000€ l'anno di bonus, ma con un sistema e una infrastruttura funzionale, per me e per i miei figli!
commento di Psycho_TM inviato il 10 aprile 2008
Si, concordo su quasi tutto: l'estremismo non piace nemmeno a me, sia di destra che di sinistra, e le nascite sono un problema. E premetto che sono ateo per scelta (e non per insegnamento, quello è stato cattolico), quindi libero da moralismi imposti. Ma il "matrimonio" non è della chiesa, è della famiglia. Le "unioni di fatto" sono e devono restare i cosiddetti "matrimoni al comune" o altro rito riconosciuto.

Per quanto riguarda i diritti delle coppie, ogni diritto va conquistato: nel caso della famiglia con un grande impegno di serietà: ma sai quante coppie di fatto si avrebbero altrimenti solo per godere di benefici fiscali?

Un mio collega diceva mesi fa (scherzando, spero) che pensava di divorziare dalla moglie perchè scaricandosi gli assegni alimentari risparmiava più che con i benefici fiscali per la famiglia. Cioè: aiutiamo i "poveracci" che hanno avuto la disgrazia di un matrimonio sbagliato, o educhiamo al matrimonio ed all'impegno, per evitare un popolo di furbettu?

No, non sono d'accordo. La famiglia è un impegno serio, ed il matrimonio è la formalizzazione di tale impegno con il partner e verso i figli, che hanno diritto ad avere un padre ed una madre. E ribadisco: padre e madre, quindi no al riconoscimento delle coppie gay e del loro diritto all'adozione. Non è questo il bene del paese!
commento di Psycho_TM inviato il 10 aprile 2008
Si, concordo su quasi tutto: l'estremismo non piace nemmeno a me, sia di destra che di sinistra, e le nascite sono un problema. E premetto che sono ateo per scelta (e non per insegnamento, quello è stato cattolico), quindi libero da moralismi imposti. Ma il "matrimonio" non è della chiesa, è della famiglia. Le "unioni di fatto" sono e devono restare i cosiddetti "matrimoni al comune" o altro rito riconosciuto.

Per quanto riguarda i diritti delle coppie, ogni diritto va conquistato: nel caso della famiglia con un grande impegno di serietà: ma sai quante coppie di fatto si avrebbero altrimenti solo per godere di benefici fiscali?

Un mio collega diceva mesi fa (scherzando, spero) che pensava di divorziare dalla moglie perchè scaricandosi gli assegni alimentari risparmiava più che con i benefici fiscali per la famiglia. Cioè: aiutiamo i "poveracci" che hanno avuto la disgrazia di un matrimonio sbagliato, o educhiamo al matrimonio ed all'impegno, per evitare un popolo di furbettu?

No, non sono d'accordo. La famiglia è un impegno serio, ed il matrimonio è la formalizzazione di tale impegno con il partner e verso i figli, che hanno diritto ad avere un padre ed una madre. E ribadisco: padre e madre, quindi no al riconoscimento delle coppie gay e del loro diritto all'adozione. Non è questo il bene del paese!
commento di valetommi inviato il 10 aprile 2008
ah per quanto rigurda l'olanda.. credo che l'eccesso in ogni posizione porti a quello che hai riportato. il partito dei pedofili ne è un esempio come lo è d'altra parte l'eccesiva xenofobia delle Lega o delle vignette su maometto. penso che l'estremismo di sinistra come di destra porti sempre e comunque alla dittatura, comunista o fascista è pur sempre dittatura! io pensavo ai Pacs in Francia in realtà, dove hanno incrementato fortemente le nascite, un tasto dolente italiano come concorderai..
commento di valetommi inviato il 10 aprile 2008
Per quanto riguarda i diritti forse mi sono spiegata male.. intendo dire che riconoscendo le coppie di fatto non obbligo chi si vuole sposare a non sposarsi ma viceversa permetto a chi non vuole o non può sposarsi a convivere con una persona usufruendo di diritti appositi. la famiglia è centrale sicuramente ma io, non essendo battezzata, non la vedo in modo ipertradizionalistico.. e comunque una coppia non sposata, con dei figli, non costituisce forse un nucleo familiare?
commento di Psycho_TM inviato il 10 aprile 2008
Valetommi, mi piace discutere con chi ha idee differenti, stimola la "crescita". Per quanto riguarda il fatto che la maggior parte dei paesi europei riconosca le coppie di fatto, ritengo che non debba essere il costume a dettare l'etica ma l'etica a dettare il costume; e poi, sempre sul modello europeo, hai visto cosa succede in Olanda con il cosiddetto partito dei pedofili, o in Svezia, dove si cambia sesso con un'autodichiarazione? Mi sembrano cose intollerabili e fuori da ogni diritto umano. E cmq, riconoscere un diritto secondo me significa dare a tutti la possibilità di esercitarlo, altrimenti non sarebbe un diritto di tutti ma un privilegio di alcuni. Secondo me la famiglia è centrale alla crescita di un paese, ed è per questo che merita defiscalizzazioni ed investimenti. Le altre, invece, sono scelte di vita autonome che non devono essere perseguitate, ma nemmeno "incentivate".

Gabor, la tua idea non è affatto in contrapposizione con la mia, anzi sembrano "cumulabili", sebbene nella mia, la condizione dei figli di fatto "paga" la pensione del genitore, mentre nel tuo caso "anticiperebbe" lo stato. Però ripeto che i due modelli potrebbero coesistere.
commento di valetommi inviato il 10 aprile 2008
concordo con te sul fatto che bisogna cambiare questa tendenza tutta italiana a votare sempre per uno stesso partito.. l'essenziale è rimanere fedele alle proprie idee. ti devo però contestare che le coppie di fatto sono riconosciute nella meggior parte dei Paesi europei.. ora, io non conosco i conti dello stato, ma credo che se Walter andrà al governo valuterà che ci siano le risorse anche per questo. non credo che i Pacs siano di Sinistra, credo anzi che facciano parte di un programma di riforma sociale che semplicemente prende atto di un cambiamento interno. non so se questo può essere avvertito come in contapposizione alle tue idee ma penso che negare una condizione sociale, di cui tu stesso hai detto di far parte, non possa che nuocere.
sono però d'accordo che non esistono più nè comunisti nè fascisti anche perchè i tempi hanno superato queste ideologie. non so per chi voterai alla fine però ricorda che riconoscere diritti anche alle minoranze non significa obbligare altri a usufruire di quei diritti! non ti sto mettendo in croce, esprimo solo il mio pensiero fiduciosa che farai la scelta che ti sembra più giusta.. Vale
commento di Gabor inviato il 10 aprile 2008
Bell'intervento. Un appunto però alla tua idea sul sistema pensionistico. Alle famiglie numerose servirebbe più che un anticipo sull'età pensionabile dei genitori, non più utile perchè ormai i figli sono grandi e, si spera, indipendeti, piuttosto un "anticipo sulla pensione"; ovvero la possibilità di prendersi dei periodi "sabbatici" anche lunghi, stipendiati, per poter seguire i figli piccoli con serenità. Tali periodi sarebbero poi scontati ritardando proporzionalmente l'età pensionabile o magari, a scelta, riducendo l'importo finale della pensione. Questo sistema andrebbe però organizzato anche per le casse previdenziali private. Che i giovani professionisti siano tutti riccastri ormai è solo più un mito, sempre che sia stato vero in qualche periodo storico!
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9 aprile 2008
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