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contributo inviato da vivisalerno il 4 aprile 2008

Ho ascoltato con piacere oggi i servizi dei tg con l'intervento di Veltroni sulla lotta alla mafia. Il tema del voto di scambio è centrale nella lotta alle mafie, per il rapporto mafia-politica e per i comportamenti mafiosi in genere. Per comportamento mafioso intendo non soltanto quello del malvivente professionale ma quello di chiunque che, dotato di una condizione di potere, approfitti di questa condizione per farsi votare da chi ha bisogno di un lavoro, di una prestazione sanitaria, di un finanziamento regionale, di un appalto creato apposta per la propria azienda e via via sempre più in alto.
In Sicilia questa è la legge, ma non credo che il problema sia solo siciliano o meridionale. Il comportamento mafioso inteso come abuso di potere è largamente diffuso nel nostro Stato e, a mio parere, è una delle cause maggiori di disservizi e di sperpero di denaro pubblico. Il problema non riguarda solo i grandi investimenti ma tutti quei "piccoli finanziamenti" che a livello locale vengono distribuiti senza nessuna forma di controllo centralizzata, incentivando così i favoritismi e senza dare nessuna importanza al merito. Appartengo a una generazione che si è formata cercando di ottenere sempre il massimo durante il proprio percorso di studi, che si è formata nella convinzione che nel mondo del lavoro la selezione si basasse principalmente sulle capacità e sul merito: mi sono sbagliata. La selezione non si basa sul merito, la selezione semplicemente non esiste. Tutti i piccoli (e grandi per le nostre tasche) incarichi locali vengono assegnati ad personam senza che ci sia data la possibilità di competere ma costringendoci a dover ringraziare non i nostri genitori che ci hanno pagato gli studi o i nostri professori che ci hanno formato ma colui o colei che ci sceglie (per le nostre capacità o per il bacino di voti che gira intorno a noi?).
Quali sono le conseguenze di questo sistema? Gli uffici sono pieni di personale che non ha voglia di lavorare o non sa fare il proprio lavoro; se si parla con un primario non si può avere la certezza che sia un buon medico perchè è possibile che abbia avuto l'incarico per spinta politica; nelle biblioteche è spesso un'utopia avere silenzio perchè è proprio il personale che fa chiasso e non ha la minima idea di quale sia la sua funzione; i musei sono pieni di reperti impolverati e spesso privi di qualsiasi forma di inventariazione. Nel frattempo fioccano i finanziamenti pubblici per esperti esterni che compensano le mancanze di capacità degli interni. Intendiamoci, c'è anche un numero cospicuo di dipendenti pubblici che fa il proprio dovere: costoro sono essi stessi vittime di questo sistema perchè devono compensare la mancanza di operatività dei loro colleghi e spesso superiori.
Questo sistema, purtroppo per noi e soprattutto per le generazioni future, è destinato al collasso. Vorrei sapere se e come è possibile secondo voi risolvere questo problema che condiziona pesantemente la nostra economia e la renditività di uffici, aziende sanitarie, musei, biblioteche ecc. C'è la possibilità di effettuare controlli centralizzati sulla miriade di piccoli incarichi locali, assunzioni comunali, provinciali, delle soprintendenze ecc? C'è una speranza?
Spero che il Partito Democratico sia consapevole che questo problema riguardi indistintamente i politici di destra e di sinistra, i comuni di destra e di sinistra e che si tratta di un problema nazionale. Spero che il Partito Democratico sia propositivo e concreto nei confronti di questa situazione e che indaghi sui propri candidati. Spero di non ricevere una ulteriore delusione.

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4 aprile 2008
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