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contributo inviato da pensionato45 il 3 aprile 2008

Qualcuno mi suggerisca una via alternativa moderna e più dotata per tenere questa destra lontana dall'area di governo; il Partito Democratico mette in moto un grande processo per coinvolgere le tante persone che finora si sono tenute lontano dalla politica.Ho militato nel PCI negli anni 70, ho vissuto attivamente il balzo in avanti della classe operaia nel governo del territorio durante gli anni più brutti vissuti dai lavoratori e da tutti i cittadini attanagliati nella morsa del terrorismo, mi sono ritirato in buon ordine nel momento in cui il Partito che mi rappresentava ha perso prematuramente il suo faro e il suo capo ed ha lasciato una dirigenza del Partito incapace di reagire e continuare l’opera riformatrice, lungimirante di una persona rispettata da tutti gli avversari politici ed amata da amici e compagni di lotta e di governo. Ho continuato a votare per la sinistra, per meglio dire per il centro sinistra anche se si è continuato a vivere il disagio di ricerca di una nuova identità che permettesse di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini, delle famiglie e dei suoi giovani, degli operai, dei pensionati. Oggi voto Pd con la speranza che le cose vadano meglio per l’Italia, vedo che in questa realtà si concretizza quel obiettivo di Compromesso Storico auspicato, indicato e ricercato da Enrico Berlinguer.Il solo rammarico che provo è dato da quell’astio costante che dimostrano le forze che si dicono “riformiste”.Nella dialettica della campagna elettorale c’è la ricerca continua di dimostrare tutto ed il contrario di tutto delle iniziative del PD senza ricercare di evidenziare il peso politico negativo delle scelte della destra e del centrodestra. Capisco che c’è acredine per le scelte coraggiose fatte dal PD, ma vedere solo disastri, errori, inconcruenze, bugie e colpe della classe dirigente del PD è veramente scorretto.Il PD è l’unica novità politica degli ultimi 15 anni. La sua sola presenza ha indotto significativi cambiamenti in positivo nella vita politica del Paese, anche per quanto riguarda il centro-destra. Voto PD perché il programma elettorale non è fatto più di parole che si contraddicono pagina dopo pagina: è un programma di coerente riformismo, non ci sono più equilibrismi e compromessi pasticciati con forze di conservazione. Il PD è l’unico che abbia avuto la forza e il coraggio di svincolarsi dai ricatti dei piccoli partiti, dai condizionamenti di bimbetti capricciosi (o questo o nulla). Condivido in pieno la scelta di presentarsi agli elettori da solo, col proprio programma, con la propria coerenza. E mi piace anche che si sia presa finalmente sul serio la parola riformismo.Il PD come dicevo ha due tradizioni, cattolica e laica, che comunicano insieme, anche se a volte si avvicinano e si allontanano hanno comunque uno scopo in comune, una grande scommessa che si deve vincere a tutti i costi nei confronti di un avversario politico antagonista e non contro un nemico. La promessa nuova fatta agli elettori è stata quella di una politica che si focalizza sul fare e non sull’odio, sul «per» e non sul «contro». Il Pd può essere veramente la forza politica di rinnovamento. Il "ma anche" di Veltroni non è un disvalore ma un modo di annunciare che nessuno è portatore di un'unica verità e che una società è composta da mille realtà, spesso in contraddizione tra loro; non solo «padroni con i padroni e operai con operai» ma anche «padroni con operai».
Pensionato 45

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