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contributo inviato da pispis020645 il 3 aprile 2008

Scelta dei manager scelta dei primari. La questione è sempre d’attualità. Anche Veltroni promette di far cessare l’intreccio politica-nomine. Ma se non nomina la politica, per un servizio che è e deve restare pubblico, chi nomina ? le piazze, le logge, le sagrestie, le caserme ? Il problema è come nomina la politica. La politica, se deve effettuare un ventaglio di scelte, nomina lottizzando e degradando la discrezionalità ad arbitrio. Come contenere la lottizzazione, come esercitare correttamente la discrezionalità ?

Per contenere la lottizzazione (eliminarla è impossibile perché ognuno si fida di più dei quelli che conosce, dei suoi amici) bisogna allargare la base di coloro che scelgono. Se la Regione ha il potere di nominare 20-30 dg inevitabilmente li lottizza. Trasferiamo il potere di nomina alle Province (o alle unioni di comuni o ai comuni metropolitani in cui ricadono ASL o ospedali) che dovendone nominare 1 o 2 avranno meno possibilità di lottizzare. La Regione, peraltro, non deve gestire la sanità. Ma le regioni non erano nate per programmare, verificare, controllare ? Né vale l’argomento che le regioni pagano la spesa sanitaria che, come è noto, pagano i cittadini e comunque pagando si può fare programmazione piuttosto che gestione. La verità è che agli assessori piace di più nominare, come un bel gioco a dama, questo lo metto qui, questo lo metto là, questa pedina me la mangio ecc. Voi credete davvero che Veltroni riuscirà a togliere quest’osso grasso dalle fauci delle Regioni ?

Per esercitare correttamente la discrezionalità, basterebbe che la procedura ipotizzata da Veltroni venisse effettuata a livello nazionale dal Ministero per fare un elenco dal quale chi deve scegliere attinge. Fare questa procedura a livello regionale richiede troppo tempo e corre il rischio di risultare inquinata (penso alle Regioni del SUD).

Dunque elenco nazionale e scelta di pochi elementi affidata ad una sola istituzione.

Per quanto riguarda i Primari (cioè i medici con funzioni di diagnosi e cura ) bisogna avere il coraggio di restituire la scelta ai professionisti. I medici li scelgono i medici: punto e basta. Il direttore generale sceglie i medici-manager, quelli con funzioni organizzative, ma non i clinici. Il dg, però, deve avere il potere di revocare con meno intralci e formalismi quei primari che dopo verifica si dimostrino inidonei. Oggi, invece, succede che la politica, a mezzo dg, sceglie i primari ma poi, una volta scelti, non li smuove più nessuno.

Saluti ed auguri giuseppe carbone

TAG:  DG  SANITÀ  NOMINA  PRIMARI   

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commenti a questo articolo 0
commento di gegefoc inviato il 4 aprile 2008
Non credo che il problema sia chi nomina i "managers" ma quali sono i modi di controllo e valutazione dell'operato di questi: occorre che si valuti da un punto di vista tecnico (corretta programmazione, raggiungimento dei risultati programmati, corretta spesa e uso risorse ecc.) l'azione dei "managers", e a valutare deve essere un servizio che sia autonomo nelle sue funzioni di valutazione, di appartenenza organizzativa locale, sotto-regionale o regionale, poco importa. Quindi sì a nomine politiche (non può essere altrimenti) ma costruzione di un sistema di valutazione vero - e pubblico - con una "authority" autonoma capace di rendere esplicita la valutazione dell'azione dei managers dal punto di vista dell'interesse pubblico (generale) . Quanto ai primari la nomina "politica" non fa che far degenerare il sistema pubblico (perchè adoperarsi per l'eccellenza se quello che importq è l'appartenenza e non la competenza tecnica?). EF
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3 aprile 2008
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