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contributo inviato da pdgiovaneeuropa il 2 aprile 2008
Probabilmente è vero quanto ha detto Veltroni durante la sua visita a Vicenza, cioè che è caduto il muro tra il Nordest e il centrosinistra riformista; il PD, però, non sta sfondando. Resta dunque in piedi la “questione settentrionale” e il Pd, pur avendone, finalmente, le potenzialità, non riesce a convincere al Nord, che rischia di rimanere condannato a chissà quanti altri anni di berlusconismo e leghismo. È ciò che, in buona sostanza, ha sembrato voler dire anche Bersani in una recente intervista alla Stampa.
Naturalmente, non solo il Nord ha problemi sui quali attende una risposta dallo Stato, a cominciare dalla pressione fiscale e dalla radicale riforma della burocrazia; a differenza di altre zone d’Italia, tuttavia, al PD sembra mancare più la capacità di sviluppare fino in fondo un dialogo con i ceti produttivi e di creare consenso che la creatività nel proporre soluzioni (per l’appunto, dal taglio delle tasse alla riduzione del numero delle leggi).
L’idea che i riformisti debbano tenere conto di queste difficoltà è espressa anche da Riccardo Illy, un presidente i regione che cinque anni fa il consenso era riuscito ad ottenerlo, anche grazie a indubbie doti personali (ricordate? fu l’inizio della serie vittoriosa alle regionali) e ora prova a confermarlo. Il suo ultimo libro, “Così perdiamo il Nord”, evidenzia rischi e grandi potenzialità di “una parte del Paese, il Nord, che vive in Europa mentre l'altra, il Sud, che la abita”. Come ognuno può constatare, si tratta di una questione che non riguarda solo il settentrione, ma l’idea stessa di giustizia sociale e competitività dell’Italia.
D’altra parte, questi ultimi dieci giorni di campagna elettorale possono servire proprio per non abbandonare al PdL tutto ciò che sta a Nord del Po. Magari non si tratta di una sfida risolutiva per la battaglia del Senato, su cui si concentrano le maggiori attenzioni, ma è un passo fondamentale per pensare seriamente al radicamento del Partito dopo le elezioni.


Emanuel Castellarin - Pd Giovane Europa
TAG:  ELEZIONI  PD  NORD  QUESTIONE SETTENTRIONALE  ILLY  VELTRONI 

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commenti a questo articolo 3
commento di franc.sco26 inviato il 2 aprile 2008
come un Sud libero dalla criminalità organizzata, dalla mala politica e competitivo serve al Nord.
commento di franc.sco26 inviato il 2 aprile 2008
Il nord ha perfettamente ragione nel considerare insostenibile il peso delle regioni del meridione, e come afferma Illy nel suo libro ha ragione nel considerare un rischio per l'unità nazionale la burocrazia italiana,i suoi ritardi la sua inefficenza ed in generale tutto ciò che mina il rapporto tra Stato e cittadini. Ha ragione nella sua richiesta di liberalizzazioni,e nel considerare dannosi i veti incrociati che non permettono la realizzazione delle necessarie infrastrutture.Io però da meridionale non comprendo il nord,anzi mi permetto di dire che forse il problema è anche l'elettorato settentrionale.Vota Lega e FI a prescindere, nonostante la sua alleanza al sud con Lombardo e quindi con quella classe politica che aumenterà la spesa pubblica, aumento che non potrà che gravare sulla parte più produttiva.Vota lega e FI nonostante siano coloro (con Albertini) che hanno portato al fallimento il progetto Malpensa 2000 ,mentre se fosse stato rispettato il piano Cempella (nomina primo governo Prodi) e se fossero state realizzate per tempo le opere di collegamento con malpensa, oggi Malpensa sarebbe stato l'hub di Alitalia-Klm, fondamentale per i collegamenti con l'oriente (sop. India e Cina) che già si prospettava essere il continente con i maggiori tassi di crescita.Ha ragione ilro nel dire che spesso parte del nord si lascia incantare dalle parole della Lega e dalle promesse liberiste di Fi nonostante la continua disattesa di tali promesse.Mancava forse un partito, come il PD, capace di porsi come obiettivi di governo quelli auspicati dal tessuto produttivo del Paese. Ora c'è,ma il compito della classe dirigente del Pd è quello di non disattenderli e di non creare anch'essa false speranze, ma soprattutto compito loro e di voi volontari del nord è far risaltare le contraddizioni del passato e del presente della "principale coalizazione a noi avversa".Ci vuole tempo per ogni cosa ma dovete cominciare a lavorare in questa direzione perchè il Nord serve all'Italia, come
commento di ilro inviato il 2 aprile 2008
Ti capisco perfettamente, però abbiamo due alternative, una la conosciamo perchè Berlusconi ha già governato 5 anni e, nonostante le promesse, grandi miracoli non ne ha fatti. Veltroni e il Pd si presentano con idee e programmi concreti, vicino alla gente ed ai loro problemi reali.Pensiamo che con un colpo di bacchetta magica si possano risolvere problemi insoluti da "secoli"?
Purtroppo, le contraddizioni di questo sistema le tocchiamo con mano ogni giorno, è perciò assolutamente fondamentale riformare, riformare e riformare, se no ogni volta saremo punto e capo.Questo ci propone il PD,dobbiamo provarci.
commento di cb2005 inviato il 2 aprile 2008
E' proprio vero, vorrei rischiare, votare il PD, mi ci riconosco, ma ho creduto anche alla sinistra al Governo, credevo in Prodi, alle liberalizzazioni di Bersani, ma cosa mi è rimasto... sono cassaintegrata per la vendita di Alitalia gestita in modo approssimativo e oscuro e soprattutto perché non si è creduto in Malpensa... è facile per quelli che sono in questa situazione pensare che tutto si è fatto per garantire i privilegi di Roma Ladrona! Inoltre, il Nord è diviso concentrato sulla difesa del proprio campanile da qualunque attacco quindi è più facile votare a destra, piuttosto che sperare nella nuova forza di centro-sinistra. Veltroni piace, convince, ma non fino in fondo, solo belle parole, ma i fatti sono quelli rimasti in eredità dal vecchio Governo.
commento di ilro inviato il 2 aprile 2008
Il nord è ormai disilluso dalla politica, aveva affidato le sue speranze alla lega e a forza italia che le hanno usate, strumentalizzate e disattese, non possiamo pretendere che dall'oggi al domani, si lasci di nuovo "incantare" da altre parole, anche se completamente diverse, condivisibili, concrete ed attuabili.
Il Nord per poter di nuovo credere, purtroppo ha bisogno di toccare con mano il cambiamento, non è più disposto a "firmare cambiali in bianco" a chi non conosce, preferisce perseverare nel già noto, che "è il meno peggio perchè tanto sono tutti uguali".Guarda affascinato questo vento nuovo e quasi vorrebbe esserne "accarezzato", ma la diffidenza gli impedisce di volare, di andare oltre, di "rischiare". Solo i giovani potranno portare linfa nuova e restituire un speranza perduta
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24 marzo 2008
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