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contributo inviato da NellaTempesta il 25 marzo 2008
Leggo su La Repubblica di oggi di come il Cavaliere, attraverso i suoi portavoce, dimostri di non essere affatto entusiasta all'idea di un confronto televisivo con Veltroni. Ci si può interrogare sul motivo del suo disagio, visto che in questi giorni la par condicio del piccolo schermo è sistematicamente violata a favore del PdL, e quindi il rischio di essere aggrediti in studio da anchorman comunisti sia piuttosto basso. Forse i servizi segreti hanno ventilato la possibilità che un commando suicida guidato da Lucia Annunziata blocchi il Cavaliere in studio, e lo sottoponga forzatamente ad un pubblico interrogatorio. O forse no.

Sta di fatto che, al momento, l'idea di uno studio televisivo asettico, con un conduttore il più possibile asettico, con la telecamera fissa al centro dell'inquadratura (spostandola di un grado verso sinistra si cadrebbe nell'apologia di partito!), in cui Silvio e Walter si confrontino dopo essersi adeguatamente preparati, non è ancora stata fissata e non è all'ordine del giorno. Eppure, si vota fra poche settimane.

Quello che però continuo a chiedermi, da uomo di sinistra, è quanto segue: il confronto televisivo con i minuti contati, con le domande a risposta semichiusa, con un surrogato di Vespa che si strofina le mani, con le cravatte curate fino al dettaglio...è vitale e necessario per vincere? Quasi sicuramente lo è per Berlusconi, che della televisione è in un certo senso parte integrante. Silvio ha il biscione nel sangue (senza che diventi il malaugurio per l'insorgere di un verme solitario, per carità). Silvio ha fatto delle reti private e anche di quelle pubbliche uno dei suoi punti di forza, aldilà della legalità o meno di tutta la questione. Indubbiamente, la TV è uno specchio della società che può smuovere centinaia di migliaia di voti. Ma il duello televisivo è assolutamente necessario per dare dignità e coerenza ad una campagna elettorale?

Mi chiedo...e se il confronto venisse fatto sulla carta stampata? Se le domande, e le risposte, comparissero a tutta pagina all'interno di diversi quotidiani contemporaneamente? Certo, forse si perderebbe la naturalità di un confronto fra due persone in frutto di una comunicazione mediata...e sorgerebbe il dubbio che le risposte siano adeguatamente formulate da qualche esperto di comunicazione pubblica piuttosto che dai leader in questione. Ma verrebbe, davvero, messo del nero su bianco. E non si scapperebbe con un sorriso ad affermazioni quali "per sfuggire alla precarietà basta sposare un ricco".
Inoltre... un duello televisivo del tipo che abbiamo già visto non è altrettanto mediato, visto la posta che c'è in palio e vista la volontà di decostruzione dell'avversario comune a questo tipo di confronti? Dove una goccia di sudore ben ripresa, il gesto di deglutire o uno sguardo basso che può scappare a tutti finiscono, con un grazioso "effetto farfalla", per trasformarsi in segni di debolezza e quindi in perdite consistenti di voto?

Forse, si spera sempre che l'avversario cada in una solenne figuraccia, e quindi il dibattito non è altro che l'aspettativa di un crollo di questo genere, aldilà dei programmi, delle domande e delle risposte. Un pò come il giochino di guardarsi negli occhi e di vedere chi ride per primo.

In questo caso, uscendo da un ragionamento che ritengo tutto sommato bipartisan, mi trovo sornionamente ad aspettare anch'io con ansia il duello...e chi rida per primo...e chi dica per primo una corbelleria. E ho pochi dubbi in merito!
TAG:  TELEVISIONE  TV  DUELLO  CONFRONTO  RISO 

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commento di Achab20143 inviato il 27 marzo 2008
Nella Tempesta scrive:"Mi chiedo...e se il confronto venisse fatto sulla carta stampata?"

Il Web potrebbe invece essere un ottimo palcoscenico su cui organizzare il confronto/duello tra WV e SB: lì non ci sarebbe 'par condicio' che tenga!
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