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contributo inviato da stefano menichini il 19 marzo 2008
E' già abbastanza orribile il pensiero di quelle due ragazze irlandesi che non torneranno mai a casa, di quelle ragazze con le ballerine che fanno allegria al solo vederle girare per il centro, di quelle due ragazze massacrate con in faccia Castel Sant'Angelo, per aver voglia di aggiungerci sopra anche il mostro.
Perché questo Friedrich Vernarelli sembra tagliato su misura per scaricargli addosso tutta la nostra cattiva coscienza. Un incosciente e pure un po' criminale, barba rada e occhiali avvolgenti, sbruffone ed esibizionista, papà vigile e pure di destra. Ha bevuto, che è grave ma certo quattro volte il limite non è roba da ubriachi al volante. Correva, come sul lungotevere di notte purtroppo fanno tanti. Ha ucciso. E' scappato dopo l'investimento, e questo è forse il peggio.
Per questa somma di idiozie commesse, Vernarelli pagherà, e dentro di sé pagherà molto più di quanto gli imporrà la giustizia. E' giusto così.
Ma il processo che trasforma un colpevole in un mostro riguarda noi tutti.
Il video riprodotto a loop, i fermi immagine delle risate, ed è ovvio che ci sembra che lo stia facendo mentre ammazza Elizabeth Ann e Mary Claire. "Le sue follie al volante", si intitola sulla home page di Repubblica il link al suo video. Anche se lì non sembra neanche che stia correndo, al massimo stacca le mani dal volante e abbozza un balletto. Non è un mostro, a meno che mostro non siamo tutti.
Scaraventarlo poi nella campagna elettorale... non mi è piaciuto. E non restituisce una vita, Nè delle due ragazze, né dei 2500 morti solo nelle strade delle città italiane. 231 a Roma nel 2006.
Investire qualcuno è il mio incubo, da sempre, incomparabilmente di più che non morire io stesso in auto o in moto, o investito. Prendo la macchina quattro volte al mese, non corro. Sulla moto un po' di più: e infatti ieri uno scooter ha ammazzato un signore di 88 anni a Tor Bella Monaca.
Perché ci vuole davvero poco - una distrazione, lo squillo del telefono, un attimo di euforia o di rabbia scaricato assurdamente sull'acceleratore - e diventi un assassino per tutta la vita.
Oppure peggio ancora un assassino e un mostro, come Vernarelli.
TAG:  LUNGOTEVERE 

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8 marzo 2008
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