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contributo inviato da eltara il 16 marzo 2008
Si fa un gran (neanche tanto gran) parlare - cosa sulla quale concordo appieno - della possibilità di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie dimenticando spesso - però - di affrontare il problema della speculazione. Non sono un economista nè ho profonde nozioni di economia e finanza ma mi si arricciano gli ormai pochi capelli che ho in testa a pensare che basta "simulare" un acquisto in borsa di un qualunque bene di consumo per poter influire sul prezzo di essa.. il tutto per un guadagno (quando l'investimento non è pamalat) di pochi e il conseguente aumento di prezzi per tutti; il petrolio ne è un clamoroso esempio.. (oltre 108 dollari al barile.. ma.. visto che il dollaro è precipitato a 0,63 rispetto all'euro l'aumento di questi ultimi giorni dovrebbe essere all'incirca nullo.. e invece..forse è raddoppiato anche il barile ) ma non solo il pertrolio.. dalla carne all'acqua per chi ha la sfortuna di averla privatizzata.. ogni bene è soggetto ai giochetti delle borse.. Purtroppo però non avendo conoscenze nell'ambito non so nemmeno se possa esserci un qualche modo per regolamentare tutto ciò... l'unica idea che mi viene in mente è un po' retrò ed è quella di rendere un po' meno volatili le azioni ma legarle ai beni alla quale si riferiscono..  non credo investirei in struzzi se sapessi che dopo un mese che ho comprato le mie azioni mi mandassero a casa i dodici struzzi e un quarto che mi appartengono) al di la delle battute mi piacerebbe sapere innanzi tutto cosa ne pensate Voi tutti come individui.. e dopo Voi come PD.. fermo restando che per la mancanza di basi economiche (sotto tutti i punti di vista ;-) ) potrei aver scritto un sacco di stupidate della cui correzione vi sarei eternamente grato

Ciao
Claudio

TAG:  RENDITE  FINANZIARIE  SPECULAZIONE 

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commento di gianluigi inviato il 16 marzo 2008
In effetti si blatera tanto di equità ma non si prende in considerazione mai e poi mai l'ipotesi di considerare come possibile gettito anche le rendite finanziarie.
Non si tratta a mio modesto parere di alzare il prelievo, come qualcuno ventilava, armonizzandolo ai prelievi sui CCB (che nessuno ormai vede retribuito in qualsiasi modo dalle banche) bensì di cosiderare i proventi alla stregua di ogni reddito da lavoro.
Nessuna tassazione a monte, bensì tassazione proporzionata al reddito complessivo del contribuente aggiungendo i proventi (quando ci sono) nel classicissimo e a questo punto omnicomprensivo 740.
Credo che le aliquote generali potrebbero subire una bella sforbicaita, a tutto vantaggio dei più deboli.
Anche altre forme di assistenza e protezione sarebbero così più eque. Conosco ad esempio contribuenti con svariati milioni di euro in fondi e titoli vari, sempre discretamente attivi ma tassati al minimo previsto in entrata. Il 740 non comprende tali rendite con il risultato che non paga nemmeno le medicine perché sotto i valori previsti. Buffo, eh?
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4 marzo 2008
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