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contributo inviato da LMarchesiniBlog il 11 marzo 2008
Anche il PdL di Berlusconi (e con un Fini sempre più eclissato, cosa diranno nelle sezioni di AN ?) ha presentato, all'ultimo momento, le liste dei candidati al Senato ed alla Camera.

Ad una prima analisi, pur dal mio punto di vista parziale (di democratico del PD), mi sembra che le ombre (forti) siano maggiori delle luci (deboli).

Bastano pochi nomi per motivare questo giudizio; le ombre, costituite da personaggi secondo me impresentabili:

Ciarrapico ("io con Silvio ma resto sempre fascista")
, De Gregorio (il trasformista del "coraggio dei valori", più faccia tosta che coraggio), Speciale (il generale indagato per utilizzo aerei di Stato per viaggi personali), Farina (il giornalista collaboratore dei servizi segreti indagati), Dell'Utri (prestigioso bibliofilo ma ha anche subito diverse condanne), Scelli (discusso ex commissario Croce Rossa e contemporaneamente organizzatore di Forza Italia), Sciascia (collaboratore di Berlusconi, condannato per tangenti alla GdF), Cuffaro (condannato per favoreggiamento di singoli mafiosi), Barbato (ex Udeur, famoso per lo sputo in Senato).

A fronte di questi personaggi, vi sono alcune, poche, candidature di persone sicuramente competenti, trasparenti, al di là delle idee più o meno condivisibili (e non a caso sul sito di FI vi sono solo tre foto di candidati: Nirenstein, Sbai e Roccella):

Fiamma Nirenstein, Eugenia Roccella, Barbara Contini, Souad Sbai, Manuela di Centa, Giancarlo Mazzuca, Giuliano Cazzola. Tutte donne, esclusi due uomini, entrambi bolognesi.

Inoltre non sono stati candidati i pochi liberali del PdL: Sterpa, Biondi, Iannuzzi. E non è stato candidato Capezzone, l'ex segretario radicale. Alla faccia del PdL liberale.
Invece porte aperte in Parlamento (e come ministro dell'Economia se vinceranno) al protezionista e neo no-global, Tremonti.

Che dire ? Speriamo che gli italiani il 13 e 14 aprile pensino anche a questo, cioè al fatto che nella destra italiana (perchè tale è ormai) non vi sono sufficienti garanzie nelle sue risorse umane per affrontare i grandi problemi del Paese.

Ed alcune candidature sono anche uno schiaffo alla nostra Costituzione, di cui ricordiamo quest'anno il 60°, ed ai sacrifici di chi ha dato la vita per conquistare la libertà e la democrazia.

Penso invece che Veltroni abbia presentato candidature con i segni del rinnovamento (molte donne, molti giovani, molte persone della società civile), della competenza e della pulizia morale. E lo stesso Veltroni sottolinea come il Partito democratico “propone l'apertura di un ciclo nuovo, sereno, la possibilità di voltare pagina”. Un ciclo nuovo, un vento riformista, un'onda innovatrice, moderna sta montando in Europa e nel mondo. Ciò che è avvenuto in Spagna, in Francia, ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti lo dimostra.





 

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