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contributo inviato da diarioelettorale il 10 marzo 2008

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, recita il vecchio adagio. In questo caso non si sa chi va con chi, nel senso che entrambi i componenti della strana coppia sono ben assortiti. Il meno conosciuto oggi dei due è Ciarrapico, ma vi furono tempi di splendore in cui addirittura fu artefice dei destini del Cavaliere. Mi riferisco alla famosa e intricata storia del "lodo Mondadori". L'arbitrato si era concluso con la sconfitta di Berlusconi e il ritorno del gruppo Mondadori nelle mani di De Benedetti. Poi la sentenza di un Tribunale (per la quale il Cavaliere fu successivamente indagato e rinviato a giudizio per corruzione insieme al fido Previti) rimise tutto in discussione. E' a questo punto che su mandato di Andreotti interviene Ciarrapico come mediatore tra le parti e si arriva ad un accordo con il quale Berlusconi e De Benedetti si spartiscono il gruppo editoriale, ponendo fine alla vicenda.

Cresciuto in Ciociaria, Ciarrapico in gioventù è stato notoriamente un simpatizzante fascista e lo è tuttora. Crescendo divenne andreottiano per convenienze imprenditoriali, ma fu contemporanamente amico di Giulio Andreotti e del segretario missino Giorgio Almirante. In un intreccio tra politica e affari, negli anni '80 divenne presidente delle terme di Fiuggi, secondo alcune voci grazie sempre ad Andreotti. Continuò comunque a stampare i manifesti dell'MSI nella sua azienda tipografica di Cassino, che era la voce più cospicua delle spese di quel partito. La stessa azienda stampava libretti e fascicoli a sfondo revisionista sulla storia, le armi e le forze armate del fascismo (ed in particolare della Repubblica Sociale Italiana) sotto il marchio, ancora esistente, Ciarrapico Editore.

Del suo impero facevano parte anche diverse cliniche romane, la compagnia di aero taxi "Air Capitol" e la Casina Valadier a Roma. Nel frattempo l'imprenditore fece una delle azioni per le quali è più ricordato: acquistò l'Associazione Sportiva Roma, procedura conclusa nell'aprile 1991, ma dovette lasciare la presidenza nel 1993, a causa della denuncia e il conseguente arresto per bancarotta fraudolenta.

Ciarrapico nel 1993 è stato condannato a due anni l'8 marzo, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier». Il 18 marzo è stato spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare. E' entrato a Regina Coeli il 21 marzo e il 24 aprile gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Dopo sette anni, quindi nel 2000, l'affarista fu definitivamente condannato. Tuttavia venne affidato in ragione della sua età, ai Servizi Sociali. [fonte: Wikipedia]

Chi vuole farsi un'idea dell'attuale ciarrapico-pensiero può leggersi questo articolo.

Se invece volete erudirvi sulle recenti attività economiche-editoriali-politiche del "Ciarra" c'è questo pezzo di Mario Sensini sul Corriere della Sera. Un fascista che non fa mistero di esserlo. Con Caradonna, da tempo immemorabile, si è speso, e si sta spendendo ancora molto, per Francesco Storace. Che quando era alla Regione Lazio è stato almeno generoso nei confronti delle sue testate, cui ha affidato pubblicità e contratti per centinaia di migliaia di euro (il 20% della raccolta pubblicitaria del gruppo). Ha comunque preferito il PdL alla Santanchè spiegandolo a Storace con questa battuta: «Non possiamo fare "io, mammeta e tu"».

Ora la parola passa a Bondi, l'estensore del decalogo per le liste pulite. Toccherà a lui fare il triplo salto mortale per giustificare questa candidatura.

TAG:  CIARRAPICO 

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