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contributo inviato da PannellaPerIlPartitoDemocratico il 5 marzo 2008
Roma, 4 marzo 2008

• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

Pannella, seduto in conferenza stampa accanto ad Emma Bonino, ripercorre a ritroso le tappe che hanno portato all’intesa con il Pd: “Avevamo chiesto - spiega - di poter presentare una lista radicale con Emma Bonino in modo da continuare il lavoro che avevamo fatto in questi mesi, ma ci hanno detto di no, e noi per la prima volta non andremo con la nostra bandiera. Abbiamo subito e abbiamo detto d’accordo, non ci presentiamo”.
Il secondo ‘no’ aggiunge Pannella è arrivato con la scelta dei nomi: “Dal Pd ci hanno detto ‘no, Marco no’, e poi D’Elia? Per carità. Un assassino. Io ricordo invece che il volto della moratoria contro la pena di morte è proprio quello di Sergio D’Elia. Ci hanno poi detto di mettere più femminucce - aggiunge Pannella - visto che non c’erano”.

Raggiunto quindi l’accordo, aggiunge ancora Pannella “noi vogliamo che si rispetti e che i nove nomi siano messi in posizioni privilegiate. Se sono otto - ribadisce - il patto è tradito”. Il leader radicale spiega di aver “ricevuto un una telefonata da un esponente del Pd del Nord-est che ci ha detto che per la Coscioni in Friuli non ci sarebbe stato nulla da fare. Quindi - sottolinea ancora - siamo già ad otto”. Pannella racconta poi di un’altra telefonata dal loft del Pd, “il sottobotteghino”, in cui “ci dicevano che anche per Mecacci, quinto nella circoscrizione Lazio 2, non c’era nulla da fare. Stesso discorso per Elisabetta Zamparuti in Basilicata. Da nove - ribadisce ancora - siamo già a meno tre”.
A chiedere il rispetto rigoroso dell’accordo ci pensa anche Emma Bonino: “Ieri ho cercato di mettermi in contatto con Franceschini e Veltroni ma, evidentemente, erano molto occupati.”

“Il nostro messaggio - ribadisce - è chiaro: i patti vanno rispettati”. Parlando poi della sua candidatura, Bonino aggiunge: “La mia candidatura in Piemonte non la ritengo utile e certo la scelta di Bobba per il Senato non facilita”. “Oggi - conclude - chiedo una cosa semplice: ci hanno fatto un’offerta e noi l’abbiamo accettata, ora si rispetti”.

TAG:  RADICALI  BONINO  PANNELLA  PARTITO DEMOCRATICO  RISPETTO  REGOLE  PATTI 

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commenti a questo articolo 0
commento di cpizzolla inviato il 5 marzo 2008
Caro Pannella, foglio 2 di 2
Ora non vi va bene niente di quello che il PD ha definito nelle liste elettorali, vada per la Bonino alla quale da piemontese non va bene il Piemonte ed alla quale basterebbe chiedere dove vuole essere presente, ma gli altri sono candidati, e come tali eleggibili o no a seconda delle preferenze che saranno in grado di attirare, non è il PD che deve servirgli la poltrona già calda.
La ciliegina sulla torta è nella conferenza stampa che hai convocato per mettere in piazza il fatto che nel PD i tuoi non si senti trattato bene, ma non è tutto, subito dopo hai messo in scena uno sciopero della sete, e nel pomeriggio sei passato alla tua comparsata preferita, lo sciopero della fame, forse hai problemi di peso e ne approfitti.
Questo è un atto ricattatorio al quale mi auguro che il PD non dia seguito, in quanto il primo atto per entrare nel PD è la firma delle condizioni di uguaglianza con gli altri componenti del partito, condizioni dalle quali siete già abbondantemente fuori.
Concludo con l’augurio che Veltroni e Franceschini non cedano al tuo ricatto ed alle tue piazzate, lasciandoti libero di far valere al meglio il Partito Radicale, che purtroppo sarà un partito senza affidabilità finché sarà guidato da te.
Mi dispiace per la Bonino alla quale rinnovo il mio apprezzamento, ma come si dice: patti chiari amicizia lunga, sarà per un’altra volta.
commento di cpizzolla inviato il 5 marzo 2008
Caro Pannella, foglio 1di2
Ho apprezzato negli anni 70 il tuo impegno per i referendum veri sull’aborto e sul divorzio.
Poi sei passato a proporre referendum senza senso, seguiti dal rituale sciopero della fame come ricatto perché tutti lo ignoravano, al solo scopo di strappare una ripresa televisiva, e l’ultima comparsata di questo tipo l’hai fatta anche ultimamente, mobilitando anche il Capo dello Stato, perché tutti gli altri conoscevano già il canovaccio.
Poi ho poi in mente un’immagine fotografica di quando la “squadra” di Berlusconi è apparsa in TV appena dopo la prima vittoria, con Pannella in piedi che girava per lo studio per guadagnare la migliore inquadratura dietro Berlusconi. Quel cambio di campo di uno che si era sempre dichiarato si sinistra non dobbiamo dimenticarlo, perché questo è opportunismo puro.
In questo periodo la Bonino è stata nominata da Berlusconi a commissario Europeo, dove si è particolarmente distinta ed ha meritato l’apprezzamento di tutti, forse perché ha potuto esprimere le sue capacità lontana da te.
Con il governo Prodi siete tornati al centro-sinistra con la Bonino alle Politiche Europee, come meglio le si compete.
Poi, alla caduta del governo Prodi avete proposto con insistenza di entrare nel PD, vedi la domanda della Bonino a Ballarò del 19 febbraio, con la quale ha chiesto ripetutamente alla Finocchiaro: “ma spiegatemi perché non mi volete nel PD”.
Nei giorno seguenti ci sono stati due incontri, uno con Franceschini (di 7 ore in cui avete definito dal numero dei candidati al numero di apparizioni TV) ed uno con Veltroni per ribadire i patti col capo come se Franceschini per voi non contasse.
commento di cpizzolla inviato il 5 marzo 2008
Caro Pannella, 1di2
Ho apprezzato negli anni 70 il tuo impegno per i referendum veri sull’aborto e sul divorzio.
Poi sei passato a proporre referendum senza senso, seguiti dal rituale sciopero della fame come ricatto perché tutti lo ignoravano, al solo scopo di strappare una ripresa televisiva, e l’ultima comparsata di questo tipo l’hai fatta anche ultimamente, mobilitando anche il Capo dello Stato, perché tutti gli altri conoscevano già il canovaccio.
Poi ho poi in mente un’immagine fotografica di quando la “squadra” di Berlusconi è apparsa in TV appena dopo la prima vittoria, con Pannella in piedi che girava per lo studio per guadagnare la migliore inquadratura dietro Berlusconi. Quel cambio di campo di uno che si era sempre dichiarato si sinistra non dobbiamo dimenticarlo, perché questo è opportunismo puro.
In questo periodo la Bonino è stata nominata da Berlusconi a commissario Europeo, dove si è particolarmente distinta ed ha meritato l’apprezzamento di tutti, forse perché ha potuto esprimere le sue capacità lontana da te.
Con il governo Prodi siete tornati al centro-sinistra con la Bonino alle Politiche Europee, come meglio le si compete.
Poi, alla caduta del governo Prodi avete proposto con insistenza di entrare nel PD, vedi la domanda della Bonino a Ballarò del 19 febbraio, con la quale ha chiesto ripetutamente alla Finocchiaro: “ma spiegatemi perché non mi volete nel PD”.
Nei giorno seguenti ci sono stati due incontri, uno con Franceschini (di 7 ore in cui avete definito dal numero dei candidati al numero di apparizioni TV) ed uno con Veltroni per ribadire i patti col capo come se Franceschini per voi non contasse.
Ora non vi va bene niente di quello che il PD ha definito nelle liste elettorali, vada per la Bonino alla quale da piemontese non va bene il Piemonte ed alla quale basterebbe chiedere dove vuole essere presente, ma gli altri sono candidati, e come tali eleggibili o no a seconda delle preferenze che saranno in grado di a
commento di cpizzolla inviato il 5 marzo 2008
Caro Pannella,
Ho apprezzato negli anni 70 il tuo impegno per i referendum veri sull’aborto e sul divorzio.
Poi sei passato a proporre referendum senza senso, seguiti dal rituale sciopero della fame come ricatto perché tutti lo ignoravano, al solo scopo di strappare una ripresa televisiva, e l’ultima comparsata di questo tipo l’hai fatta anche ultimamente, mobilitando anche il Capo dello Stato, perché tutti gli altri conoscevano già il canovaccio.
Poi ho poi in mente un’immagine fotografica di quando la “squadra” di Berlusconi è apparsa in TV appena dopo la prima vittoria, con Pannella in piedi che girava per lo studio per guadagnare la migliore inquadratura dietro Berlusconi. Quel cambio di campo di uno che si era sempre dichiarato si sinistra non dobbiamo dimenticarlo, perché questo è opportunismo puro.
In questo periodo la Bonino è stata nominata da Berlusconi a commissario Europeo, dove si è particolarmente distinta ed ha meritato l’apprezzamento di tutti, forse perché ha potuto esprimere le sue capacità lontana da te.
Con il governo Prodi siete tornati al centro-sinistra con la Bonino alle Politiche Europee, come meglio le si compete.
Poi, alla caduta del governo Prodi avete proposto con insistenza di entrare nel PD, vedi la domanda della Bonino a Ballarò del 19 febbraio, con la quale ha chiesto ripetutamente alla Finocchiaro: “ma spiegatemi perché non mi volete nel PD”.
Nei giorno seguenti ci sono stati due incontri, uno con Franceschini (di 7 ore in cui avete definito dal numero dei candidati al numero di apparizioni TV) ed uno con Veltroni per ribadire i patti col capo come se Franceschini per voi non contasse.
Ora non vi va bene niente di quello che il PD ha definito nelle liste elettorali, vada per la Bonino alla quale da piemontese non va bene il Piemonte ed alla quale basterebbe chiedere dove vuole essere presente, ma gli altri sono candidati, e come tali eleggibili o no a seconda delle preferenze che saranno in grado di attira
commento di paolap inviato il 5 marzo 2008
BASTA CON I RICATTI
commento di PannellaPerIlPartitoDemocratico inviato il 5 marzo 2008
Io propongo che il PD rispetti i patti, tu che ne pensi?
commento di PannellaPerIlPartitoDemocratico inviato il 5 marzo 2008
Pasquino: "pacta sunt servanda" mi è sempre apparsa una frase che disciplina e nobilita i comportamenti

4 marzo 2008

• Una email di Gianfranco Pasquino.

"Pacta sunt servanda" mi è sempre apparsa una frase che disciplina e nobilita i comportamenti. Le liste del Partito Democratico, redatte secondo principi di marketing e di rappresentanza settorializzata, "ma anche", burocratico-partitocratica, sono già di per sè pessime. Se, poi, come sembra, sono congegnate in maniera tale da garantire le candidature che ottengono risalto, del tutto episodico e temporaneo, sui media con la conseguenza di rendere improbabile l'elezione delle 9 (nove) candidature radicali, rompono un patto e meritano di essere abbandonate al loro meritato destino. Concordo completamente con Pannella: le candidature radicali debbono essere, tutt'e nove, visibili e privilegiate. Meno specchietti per poche allodole, più sostanza politica.

Gianfranco Pasquino
commento di yuppydu inviato il 5 marzo 2008
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5 marzo 2008
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