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contributo inviato da LorenzoA83 il 4 marzo 2008
Salve,
c'è un'idea che mi frulla nella testa da un po'...
Nel nostro paese, a causa di un aumento generalizzato del costo della vita, ci siamo ritrovati con lavoratori (e quindi famiglie) che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. A mio avviso qualcosa è stato fatto ma non abbastanza, anche perché, purtroppo il caro vita non ha inciso nella stessa maniera sulle tasche dei politici. Secondo me questo distacco dalla realtà fa si che la classe dirigente non sia in grado di reagire in maniera rapida a questo genere di problemi.
Propongo quindi di creare una proporzionalità diretta tra lo stipendio dei politici e lo stipendio minimo, dove con stipendio minimo intendo il minor stipendio percepito da un lavoratore dipendente full-time con contratto a tempo determinato o indeterminato. (Es: Stipendio politico=Stipendio minimo x 3).
Una volta ottenuto questo valore sarebbe possibile impostare un legame con tutti gli altri tipi di contratto.
Considerando poi il problema dei costi della politica e le polemiche che ne sono derivate, non sarebbe a mio avviso una cattiva idea. Sarebbe un gesto che potrebbe riavvicinare la politica alla gente comune, perché ci legherebbe a doppio filo.
La mia è una provocazione, ma spero che sia ascoltata.

Grazie


TAG:  SALARIO  MINIMO  COSTI  POLITICA  PROVOCAZIONE 

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commento di FabioPancrazi inviato il 5 marzo 2008
Persino il Duce aveva introdotto la parametrazione 100/300 nel Pubblico Impiego: il dirigente (lo stipendio più alto) prendeva tre volte il salario dell'uomo delle pulizie (quello più basso). Era ingiustizia? No! Adesso la "forbice" è esagerata.
Capito, Ichino?
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