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contributo inviato da loriliu il 29 febbraio 2008
 

vorrei esprimere il perchè ho creduto e credo nel progetto del PD

dichiarata l'ambizione di restituire al paese un riferimento morale e culturale oltrechè politico, è stato capace di risvegliare il senso civico nella società italiana, è riuscito a rilanciare l'interesse per la politica affinché la politica sia esercitata dal popolo e non da ristretti centri di potere. L'adozione di un codice etico esprime finalmente una raggiunta maturità democratica, che non era piu' rinviabile e che rimette al centro la questione morale da tutti noi rivendicata.

Ho riconosciuto nel PD quella novità potenzialmente capace di determinare quella necessaria svolta politica e culturale di cui l'Italia ha bisogno da molto tempo,

Ho riconosciuto nel progetto del PD la capacità, unica e coraggiosa, di mettersi in discussione (mi riferisco ai partiti fondatori e alla classe dirigente), di ridisegnare il luogo/partito secondo uno schema aperto alla società civile, ai giovani alle donne;

Ho sentito l'intenzione vera di affrontare nel merito i problemi di questo paese superando le vecchie logiche delle alleanze che hanno imposto compromessi impossibili al governo dell'Italia

insomma ho avvertito un respiro nuovo ho sentito vibrare di nuovo la speranza

in un contesto sociale che dura fatica ad aggregarsi a emanciparsi ad andare avanti, che ha perso la speranza nel futuro governato da un senso generale di precarietà, dove le donne sono di nuovo al centro di feroci attacchi mentre ancora lunga è la strada dei diritti di parità.


In questo senso ho trovato nel Manifesto dei valori un importante riferimento programmatico, appassionato e appassionante dove ravviso nuove frontiere in tema di libertà, diritti e doveri all'insegna della laicità chiaramente assunto come valore essenziale dell'impegno del PD, e senza il quale io non potrei appartenere a questo partito, laicità che richiede autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico morale o religioso. Trovo che il manifesto dei valori abbia il pregio di restituirci un sogno, quella idea di società e verso cui dirigersi.


Ci sono tuttavia temi che piu' di altri mi stimolano pensieri, riflessioni, anche forse legati alle mie esperienze personali, quali quello delle uguali opportunità, il tema delle donne e della famiglia.

Quando parlo di eguali opportunità mi riferisco all'impegno assunto dal PD di rimuovere quegli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo dei talenti, dei meriti, delle inclinazioni come leva di sviluppo e mobilità sociale e di crescita economica e qualitativa del nostro paese. L'Italia puo' aspirare a crescere e competere quanto piu' investirà in ricerca istruzione e formazione, ma allo stesso tempo dovrà garantire quegli interventi necessari al recupero di quel capitale umano formato.

Qualche anno fa dicevo provocatoriamente, che era inutile aver garantito a tutti il diritto allo studio se poi niente era stato fatto per rimuovere quegli ostacoli, (economici e sociali) che hanno determinato una selezione sociale di intere generazioni di giovani formati a livello universitario, tanto valeva dirlo subito ed evitare che i figli degli operai continuassero a studiare con spreco di risorse per le famiglie evitando così anche di alimentare sogni impossibili di riscatto ed emancipazione sociale. Si è determinato uno spreco di un capitale umano enorme con grave pregiudizio per lo sviluppo del nostro paese e beffa per quei giovani e le loro famiglie che con grossi sacrifici hanno permesso ai figli un'istruzione più avanzata. Un esempio per tutti la professione legale.


Per questi motivi auspico che il PD abbia il coraggio di continuare nelle liberalizzazioni, di superare i privilegi di casta, di promuovere politiche di sostegno all'esercizio delle professionalità e comunque allo sviluppo di politiche che garantiscano in concreto l'opportunità di spendere la formazione ricevuta, politiche che promuovano il merito a tutti i livelli.

Le donne – le donne, nel dibattito nazione ed internazionale, sono nuovamente al centro, purtroppo, per i continui feroci attacchi alla loro libertà, per le violenze subite. Una democrazia moderna vede come valori di base la libertà e l'uguaglianza. Questo significa che Se è vero che Libertà ed uguaglianza sono i valori alla base di una democrazia moderna, occorre allora lavorare per un'espansione della libertà intesa come investimento sulla persona, sella sua responsabilità e capacità, insomma occorre dirigersi verso l'autonomia culturale ed economica delle donne e degli uomini sulla loro cittadinanza piena ed attiva sul rispetto degli stili di vita, delle scelte affettive secondo una logica solidale di inclusione, apertura e tolleranza. Su questi temi non va mai smarrito il principio di laicità.

E' qui che vorrei collocare la mia preoccupazione grave in ordine al dibattito sulla legge 194. preoccupazione e angoscia per i toni, per le argomentazioni usate nel descrivere da parte di uomini i motivi di un aborto da parte delle donne, per le proposte di agire contro la volontà delle donne, per l'insensibilità e la mancanza di rispetto della sofferenza delle donne in un momento sempre drammatico come quello della scelta abortiva. La 194 è una conquista di civiltà anche se sancisce un diritto terribile a cui nessuna donna vorrebbe ricorrere, è stata una legge efficace perchè ha determinato il dimezzamento degli aborti e posto fine alla vergognosa pratica delle mammane ma soprattutto perchè ha riconosciuto alla donna l'insindacabile diritto di autodeterminazione. Riconosco che su temi di questa portata non sono ammessi fondamentalismi, e che solo il dialogo possa portare a trovare soluzioni adeguate, ed è verso questo obiettivo che la politica ha il dovere di muoversi per difendere i diritti delle persone, saperli bilanciare minimizzando gli eventuali danni.

Su tali temi non si puo' pensare ad una legislazione che imponga una regola assoluta senza che questo finisca per essere un arbitrio, i rigidi automatismi legali, quando si tratta di principi da far valere in situazioni morali di conflitto, si trasformano in sopraffazione.

Il rispetto della vita e della persona sono valori che appartengono a tutta la società. La tutela della vita umana al suo inizio, il diritto ad una procreazione cosciente e responsabile, il valore sociale della maternità e l'insindacabile e fondamentale affermazione dell'autodeterminazione della donna sono i principi ispiratori della legge 194 la quale ha costituito uno strumento formidabile proprio nel tutelare quei valori non solo laddove ha consentito il dimezzamento degli aborti stessi, ma ha anche tutelato la salute e la dignità della donna, ha consentito lo sviluppo della prevenzione ed educato alla maternità e paternità responsabili.

La legge 194 realizza un accettabile sebbene difficile compromesso di quei principi.

Ritengo pertanto che le esigenze di una società e il dovere della politica di cogliere e regolare quei bisogni impogano di superare gli infiniti dibattiti su cosa si intenda per vita umana, se coincide o è diversa dalla persona, quando è identificabile il suo inizio e così via, tutte domande importanti che non vanno trascurate ma se affrontate con approccio ideologico e assoluto non ci portano a regolare i problemi di una società. In questo, importante la scelta fatta dal PD nel riconoscere la laicità come valore essenziale del suo impegno, la laicità quale valore strategico, quale elemento collante e non divisore del nostro partito.


Allora cosa fare? Applicare la 194 per garantire la libera scelta delle donne, rafforzare la prevenzione attraverso una piu' qualificata informazione che parta dalle scuole con l'educazione sessuale fino ai consultori familiari pubblici come voluti dalla legge da riattivare e su cui investire.


Non solo, non possiamo poi fermarci qui. Farsi carico di tutelare la vita significa farsi carico della complessità dei problemi che una vita determina nel suo divenire persona e non ci si puo' fermare a garantire la sua biologica esistenza, altrimenti è solo ipocrisia..

Purtroppo poche sono le attenzioni al dopo, alle cure pre e post natali, alle madri sole o alle famiglie con problemi economici, un esempio per tutti il costo del latte in polvere è proibitivo e per un bambino può essere la sola fonte di sostentamento; i servizi pubblici ancora sono fortemente carenti e con costi ugualmente proibitivi, ancora si fatica ad elaborare un progetto educativo che tenga insieme tutti i servizi all'infanzia sul territorio garantendo adeguati standard qualitativi.


Il Manifesto parla di donne e di famiglia, di pari opportunità. Nel condividerne i contenuti sento di aderire anche al manifesto delle donne del PD sul lavoro femminile, ma consentitemi alcune riflessioni e suggerimenti personali ad integrazione di quel manifesto.


In particolare credo che l'attuale normativa sulla maternità in Italia sia fortemente deficitaria, ne è prova la bassa natalità.

Occorre stabilire un rapporto diverso tra diritto alla maternità e promozione del lavoro femminile, tutela delle carriere, non piu' un rapporto di competizione ma di coesistenza.

Trovo l'attuale disciplina dei congedi di fatto discriminatoria e non adeguata a garantire il diritto alla maternità e il benessere del bambino che almeno nel primo anno di vita ha bisogno prevalente della mamma fosse solo per l'allattamento. Discriminatoria perchè poche mamme, poche famiglie possono permettersi di stare a casa con il 30% dello stipendio. Quindi, anche per avvicinarsi alle legislazioni piu' avanzate di paesi come la Francia e la Finlandia, credo che occorra rivedere la legge fino a portare la maternità obbligatoria fino al primo anno di vita del bambino con copertura economica al 100% per tutte le mamme, lavoratrici, disoccupate, precarie, con la previsione di percorsi formativi per il rientro a lavoro. Occorre promuovere lo sviluppo dei servizi all'infanzia che rispondano ad un progetto educativo pubblico di territorio, superando l'attuale disordine che vede il proliferare di molti parcheggi per bambini senza alcun controllo sulla qualità educativa, sullo sfruttamento del personale.

Credo vada rivista la normativa sui congedi parentali a favore del padre spostando gli stessi negli anni successivi al primo lasciando comunque qualche permesso anche durante il primo anno e non in concorrenza con la madre ma da poter usufruire insieme. Se si crede che la famiglia sia il luogo ove si sviluppano le relazioni e gli affetti, occorre aiutare anche la famiglia a stare insieme e non a darsi mutuo soccorso per le sole esigenze di cura senza alcun riconoscimento alle relazioni personali.


Con queste mie modeste considerazioni e idee intendo condividere il progetto del nostro partito con l'auspicio di contribuire nel mio piccolo alla sua crescita e alla realizzazione di una nuova società civile.


grazie




TAG:  MANIFESTO  OPPORTUNITÀ  GIOVANI  194  EDUCAZIONE SESSUALE  PREVENZIONE  FAMIGLIA  CONGEDI  PARENTALI  SERVIZI  INFANZIA 

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