.
contributo inviato da giri il 27 febbraio 2008

Scusate l’intrusione, ma ho deciso di aprire un nuovo tema perchè sento tante belle parole, vedo tanto ottimismo, ma mi sa che c’e’ qualcosa di più concreto che stiamo perdendo di vista.

Prima mi presento, giusto per spiegare meglio il punto di vista che voglio rappresentare.

Vivo a Roma, ho 43 anni, sono laureato, impiegato a tempo indeterminato, felicemente sposato e con figlia. Insomma ho tutto ciò ho desiderato e che sono riuscito ad avere con MOLTO impegno e con le sole MIE forze. Non sono “figlio di” e lo so, non faccio notizia perché riesco ad arrivare alla fine del mese, pago pure le tasse senza alcun trucco (a me non sono concessi, sono impiegato), e ho una casa di proprietà (e’ più della banca che mia a dire il vero), ma, per completezza, devo pure dire non ho ne uno yacht ne una barchetta per andare in Sardegna, ne un SUV e neppure una villetta o anche solo una mansarda a Cortina. Ma questo non può essere un alibi per nessuno per non fare una politica anche per me.

I miei problemi sono che sì, arrivo alla fine del mese, ma FACENDO SACRIFICI e tanti, perchè per poter avere la casa pago un mutuo che non so quando finirà, perché per pagarlo dobbiamo lavorare in due (io e mia moglie) e allora mi ci vuole pure una baby sitter e devo pagare anche lei. E quindi devo lavorare pure di più e per riuscirci devo stare fuori casa almeno 11 ore al giorno (9 di lavoro e due di trasferimenti) e mia moglie 9 (8 di lavoro e una di trasferimenti). Sarà forse per questo che uno poi non pensa al secondo figlio: è vero, non saranno motivi economici economici, ma secondo me non bisogna preoccuparsi solo di farlo, un figlio, ma anche di poterlo crescere (chissà se Ferrara ci pensa a certe cose…). Una politica per la famiglia non si deve occupare anche di questo? Parliamoci chiaro: non basterà mica solo una detrazione fiscale per fare mia figlia più felice. A mia figlia devo dare affetto, educazione, cultura, valori. Tutte cose che non si comprano con i soldi. Ci vuole tempo da dedicarle.

Poiché non credo di rappresentare una minoranza, ma anzi appartengo ad una delle categorie più numerose della società italiana di oggi, l’impiegato medio (oddio, l’ho detto!), credo che la mia voce debba trovare ampio spazio nel dibattito politico sia per la costruzione del nuovo partito che per la campagna elettorale.

Io credo che tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni (e, ripeto, siamo sicuramente tantissimi), ovvero tutti quelli che non devono aspettare l’Istat per scoprire che i prezzi sono aumentati perchè lo sanno già che il latte costa 30/40 centesimi di più dallo scorso novembre perchè lo comprano tutti i giorni o quelli che non devono mica ascoltare il telegiornale per “scoprire” l’invasione dei prodotti cinesi (e che eppure a volte li devono comprare perchè sono gli unici ad un prezzo per noi ragionevole, anche se la qualità poi e’ scadente), dicevo che tutta questa gente, secondo me merita una politica del lavoro, dei prezzi e della famiglia che si occupi anche di loro e in concreto.

Dal PD mi aspetto una politica che non renda più possibile degli errori che sono stati fatti in un passato vicino e lontano e che hanno permesso due situazioni, voglio citare solo quelle, al limite dell’assurdo:

- dal 2001 a oggi i prezzi sono raddoppiati senza che nessun governo (neanche quello “amico”, sigh) sia riuscito a far aumentare il potere di acquisto di noi dipendenti;

- come ho detto in precedenza non posso lamentarmi di quello che ho, ma non posso fare a meno di notare che solo una generazione fa bastava un solo stipendio (UNO SOLO) di un impiegato medio con moglie casalinga per avere una casa, una vita serena e persino una pensione garantita al 100%. Oggi, per ottenere lo stesso risultato bisogna lavorare in due, per più ore ma con molte meno garanzie.

Non e’ strano quindi che la mia prima richiesta sia quella di difendere ciò che già eravamo riusciti ad ottenere. Sento il bisogno di una politica che, tanto per iniziare, garantisca ai nostri figli gli stessi diritti e le stesse possibilità che ho avuto io solo quindici anni fa (e che non significa solo “basta con il precariato”). E, ovviamente, tutto ciò che può essere utile a migliorarle.

E qui credo che sia arrivato il momento di parlare di un qualcosa di concreto. Come detto trovo nel Partito Democratico tutti gli elementi che mi portano ad averlo come interlocutore privilegiato per quelli che sono i miei bisogni, come dire, primari (ma in realtà e’ bello ritrovare nel PD anche altri valori più alti in cui mi riconosco ampiamente, solidarietà, laicità, difesa dei diritti ma di questo si parla abbondantemente in altri forum) anche perchè li ritrovo anche nei discorsi di Veltroni.

Però mi sembra di capire che quando andrò a votare nella lista troverò politici di professione, imprenditori, operai, oncologi, scrittori di successo e membri di non so quante altre categorie meno numerose della mie. Ma credo che nel nuovo parlamento non debba mancare la voce di chi come me ogni mattina si sveglia presto, fa colazione a casa perchè cappuccino e cornetto al bar sono diventati un lusso per chi ha anche un mutuo da pagare, prende il mezzo pubblico per andare a lavoro perchè anche la benzina non scherza, e continua a fare il suo lavoro con impegno e passione anche se lo stipendio non aumenta e le tutele diminuiscono (oggi anche i sindacati stentano a trovare una forma di lotta efficace per noi impiegati che non blocchiamo più linee di produzione per cui lo sciopero crea più disagio a noi stessi che non alle nostre aziende), e anche la voce di chi deve scegliere tra il fare la spesa e andare in palestra (e ovviamente e’ costretto a scegliere la prima soluzione).

Forse qualcuno di noi in Parlamento potrebbe portare a qualche soluzione di cui potranno beneficiare tutti, come fare le scuole pubbliche sempre aperte (vedi Francia), dove nei periodi in cui non sono previste le attività didattiche, siano previste altre attività, senza che noi poveri genitori si debba andare alla ricerca di qualche “centro estivo” o baby sitter d’emergenza.

E qualcun altro potrebbe finalmente scoprire si possono inventare le migliori politiche fiscali, ma non possiamo perdere di vista le soluzioni più semplici, come quei benedetti 100 euro per la RAI che, se proprio li dobbiamo pagare, potremmo pure metterli nel calderone del 730 e così risparmiamo tutti (tutti!) un euro e la fila alle Poste.

Allora se avete avuto la pazienza di arrivare fin qui penso che possiamo innanzitutto contarci. Vediamo quanti siamo. Se siamo in tanti potremo pure imporre che qualcuno di noi ci rappresenti nelle liste. Non credete?

Se c’e’ qualcuno che si riconosce nella quotidianità che ho descritto può aggiungere commenti sul tema. Proviamo a fare proposte più o meno piccole, ma concrete (lasciamo l’Alta Politica ai professionisti) e facciamoci sentire in modo che anche queste diventino patrimonio comune. Il vantaggio di essere “medi” e’ che tutto ciò che chiederemo sarà a beneficio di tutti.

E comunque auguro a tutti i lettori di questo sito il più clamoroso dei sorpassi….

Saluti

Giri

P.S. Lunedì e’ uscito il programma del partito e l’ho subito scaricato da internet. Da una prima lettura mi sembra di capire che al massimo possiamo sperare in un qualche detrazione IRPEF. Peccato, speravo un po’ di più. Ma la cosa che mi ha veramente colpito e’ il linguaggio. Con la “Sistematica comparazione - anche a livello micro - delle performances dei singoli uffici delle Pubbliche Amministrazioni, per assegnare a tutti credibili obiettivi di convergenza verso quelle ottenute dai migliori.” non si recuperano voti. Mi ci e’ voluta una laurea e infinite letture per capire cosa significa. E allora lo dico: c’e’ bisogno di gente che traduca le vostre belle intenzioni in qualcosa di comprensibile ai più.

TAG:  DIPENDENTE  IMPIEGATO  LINGUAGGIO  TUTTI  PARTITO DEMOCRATICO  VELTRONI 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork