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contributo inviato da rudyfc il 26 febbraio 2008
Ho ricevuto questa lettera di Roberto Ammatuna indirizzata a Walter Veltroni. Il tema è quello dell'immigrazione e, poiché riguarda da vicino anche la nostra città, ho deciso di pubblicarla anche sul blog. Ricordo che chi volesse inviare i propri contributi può farlo scrivendo a scicli2008@libero.it. Ovviamente la pubblicazione è subordinata al mio giudizio insindacabile!

Caro Walter,
     la Sicilia, come sai bene, rappresenta il primo approdo dei flussi migratori per la sua posizione geografica di dirimpettaia dei paesi del nord Africa.
     I luoghi di frontiera - Lampedusa, Pozzallo, Pantelleria, Portopalo, Linosa  - assolvono, andando molte volte oltre i loro compiti istituzionali, ai bisogni essenziali di questa gente che soffre e lo fanno sempre animati da un grande spirito di solidarietà.
     Gli uomini del volontariato e della Protezione civile si impegnano allo spasimo in quest’opera umanitaria ed i comuni sopportano un onere economico rilevante. Occorre invece interrompere lo scaricabarile di chi, facendosi scudo del fatto che si tratta di un esodo biblico al quale può porre freno soltanto l'Unione Europea, rimane nel limbo delle dichiarazioni di buona volontà.
     Se l'UE non si muove, Stato e Regione Sicilia non possono rimanere inermi di fronte alle necessità di chi svolge compiti e ruoli che non gli appartengono, riuscendo a dare una forma di accoglienza degna di tale nome soltanto grazie all'apporto del volontariato.
     La netta crescita delle donne fra i migranti che arrivano sulle coste siciliane – pur essendo ancora una minoranza – e la presenza di minori rendono, tra l'altro, necessari interventi di accoglienza e ospitalità di livello più elevato.
     Io sono stato per ben dieci anni Sindaco di Pozzallo, un Sindaco di frontiera  proprio nel senso lapiriano del termine, visto che la città di Pozzallo ha dato i natali a colui che è stato fra i padri costituenti, Sindaco di Firenze e uomo politico apprezzato ad ogni latitudine. Padre Balducci, in un suo intervento in occasione della sua venuta a Pozzallo, sostenne l’esistenza di una coincidenza affascinante: il primo ad occuparsi con impegno di emigrazione, del rapporto fra nord e sud del mondo, fu Giorgio La Pira che è nato nella città, Pozzallo, dove il fenomeno migratorio assume dimensioni eclatanti. Fino a poco tempo fa ero abituato ad essere individuato come rappresentante istituzionale della propaggine estrema di un sud povero, speculare ad un nord ricco che adesso è costretto a ripensare la propria posizione raffrontandola con un sud ancora più povero, nei confronti del quale la Sicilia appare come un sogno da raggiungere.
     Da tempo le nostre coste sono meta di sbarchi di tanta povera gente proveniente dai tanti “sud” del mondo, che molti o forse troppi individuano con il termine sbrigativo di “clandestini”, che a rischio della propria vita cercano un lavoro in alternativa alla fame, una esistenza tranquilla per sfuggire alla guerra ed alle persecuzioni.
     A perseguire i “nuovi mercanti di schiavi” penseranno la magistratura e le forze dell’ordine, io voglio invece combattere l’indifferenza ed il senso di fastidio che permea, non certamente i siciliani sempre sensibili e disposti ad aiutare il prossimo in difficoltà, una parte della nostra classe politica.
    Mi rendo certamente conto che un consigliere regionale non può pensare di risolvere un problema di così ampia portata, ma ciò non mi impedisce di affrontarlo.
Non posso restare in silenzio davanti alle stragi che si sono susseguite e che possono ancora accadere.
    Voglio gridare a squarciagola la mia rabbia per gli omicidi che sono stati perpetrati, per la gente che non viene rimpatriata nei luoghi di origine ma deportata in campi di prigionia in pieno deserto in nome di un presunto ordine pubblico o di una pax sociale che calpesta la vita di tante persone.
    Nell’esprimere la mia indignazione non mi sento solo, sono confortato da tanta gente, da tanti comuni cittadini di un’Italia che si ribella a quanto accade e che mi fa capire la distanza che in questo momento e su questo argomento esiste fra alcuni politici e la moltitudine dei cittadini . 
    Se è vero, però, che le fortezze sono cadute, è altrettanto vero che fra trovarsi in prima linea o nelle retrovie è cosa diversa.
    Non chiedo che siano ripristinate le fortezze, è un concetto assente dalla mia mente, chiedo soltanto che le istituzioni siano messe in grado di poter agire, di poter continuare ad offrire l’accoglienza necessaria a quanti rischiano di morire per poter trovare condizioni di vita diverse, di poter operare per la tutela di basilari diritti umani.
    Tuttavia, malgrado gli sforzi di volontari, associazioni, protezione civile, forze dell’ordine, impegnati in una gara continua di solidarietà, il problema persiste.
    Per questo motivo ti chiedo di dedicare pochi minuti del tuo prezioso tempo a Pozzallo in occasione della tua venuta a Ragusa il prossimo 26 marzo.
Con stima e cordialità

Pozzallo 26 febbraio 2008

Roberto Ammatuna
Consigliere regionale del “Partito Democratico” all’Assemblea Regionale Siciliana, Sindaco dal 1997 al 2007 del Comune di Pozzallo e già vice-presidente nazionale del Comitato Ministeriale per le Celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio La Pira.

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