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contributo inviato da tonymariotti il 26 febbraio 2008

Raul Castro è il nuovo Presidente di Cuba.

Dopo 49 anni di potere ininterrotto l'ottantunenne Fidel lascia l'isola in eredità al fratello minore. L'Assemblea nazionale ha eletto il 76enne comandante in capo delle Forze Armate, proposto come unico candidato, nuovo presidente del Consiglio di Stato, la massima autorità dell'isola, per i prossimi cinque anni.
Per Cuba si tratta del primo cambio alla guida del regime cubano dalla rivoluzione del 1 gennaio 1959 che depose il dittatore Fulgencio Batista.
Da quando in un messaggio pubblicato sul quotidiano "Granma", giornale ufficiale del Partito comunista cubano, Fidel Castro ha dichiarato di rinunciare all'incarico di Presidente del Consiglio di Stato e Comandante in capo.

Nonostante il suo stato di salute critico, il
Lìder màximo e  numero uno di Cuba dalla rivoluzione del gennaio 1959 ha mantenuto formalmente la Presidenza del Consiglio Supremo, massima istituzione del Paese, dall'entrata in vigore della nuova Costituzione nel 1976, finché la malattia non l'ha allontanato dal potere dal luglio 2006 affidando "temporaneamente" la guida dello Stato al primo vicepresidente nonché fratello Raul Castro.
La leadership di Fidel Castro è rimasta incontestata, grazie al sostegno delle masse dovuto al miglioramento delle condizioni di vita secondo i suoi “sostenitori”, a causa della coercizione e della repressione
secondo i “detrattori”.
Accettando la nomina alla guida di Cuba, Raul ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione di continuare a consultare il fratello su decisioni importanti in materia di difesa, politica estera e sviluppo socio-economico.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno augurato ai cubani di muoversi verso "un pacifico e democratico cambiamento" con il rilascio di tutti i prigionieri politici, il rispetto dei diritti umani, e verso libere ed eque elezioni.
Nel suo messaggio al popolo cubano, Fidel Castro assicura che resterà comunque una pietra miliare della vita politica cubana dedicandosi alla propaganda e alla riflessione sociale e politica.
Conclude la sua dichiarazione dicendo "Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo
Riflessioni del compagno Fidel. Sarà un'arma su cui poter contare”.


Valeria Cilli

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