.
contributo inviato da sfortini il 22 febbraio 2008

Sono passati due giorni da quando un ex presidente della repubblica, ex presidente del consiglio dei ministri, ex ministro dell'interno nonche' senatore a vita, ha deciso di rompere il silenzio di quasi 28 anni sull'abbattimento e l'affondamento dell'aereo DC9 I-TIGI della compagnia ITAVIA il 27 giugno del 1980, con 81 persone a bordo tutte morte. Il senatore a vita ha fatto due nomi: l'allora direttore dei servizi segreti militari e l'allora sottosegretario Giuliano Amato, attuale ministro dell'interno. Cos'e' successo? Niente, niente di niente. Nessuno ne parla. Non ne parla la stampa, non ne parla il governo, non ne parla la politica, non ne parla la magistratura, non ne parlano i diretti interessati. Una omerta' inquietante, una censura che sembra concordata e applicata a tavolino. Ricapitoliamo: un generale, che evidentemente obbedisce agli ordini, avvisa un capo di stato libico che il suo aerero e' in procinto di essere abbattuto da una macchina da guerra in piena azione; al posto dell'aereo del capo di stato, che non e' un santo, viene abbattuto ed affondato un aereo civile con 81 persone a bordo; morale, lo Stato e' responsabile, piu' o meno indirettamente, di una strage. Ed oggi lo Stato, a fronte delle dichiarazioni di un uomo di Stato, cosa dice? Niente di niente, palazzi chigi, viminali e quirinali in primis. Tutti impegnati nel teatrino delle elezioni. Tutti muti, sordi e ciechi. La vergogna di essere italiani.

TAG:  USTICA  OMERTÀ  COSSIGA  AMATO  SANTOVITO  ABBATTIMENTO  DC9  ITAVIA  SILENZIO   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
18 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork