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contributo inviato da francesco.c il 19 febbraio 2008
La scelta del PD di correre da solo ha di fatto determinato uno scenario simile a quello che sarebbe uscito dal Referendum sulla legge elettorale. Due sole sigle (con al massimo una lista collegata) si contendono il 55% dei seggi della Camera dei Deputati. Suggerisco un’altra scelta coraggiosa: evitare le candidature multiple nelle 27 circoscrizioni della Camera, come sarebbe avvenuto con la vittoria dei quesiti proposti dai referendari. Con l’attuale legge elettorale i “plurieletti” ovvero coloro che sono stati eletti in più circoscrizioni grazie al meccanismo delle liste bloccate hanno la possibilità di determinare il futuro degli altri canditati. Fino ad un terzo dei parlamentari è stato eletto grazie alla rinuncia dei “plurieletti” rendendo il voto dei cittadini una semplice approvazione di liste stilate dai partiti politici.
Non esistendo i tempi tecnici per procedere con le primarie per i candidati al Parlamento, rinunciare alle candidature multiple restituirebbe una parte del potere di scelta tolto con questa assurda legge elettorale.
TAG:  CANDIDATURE  CANDIDATURE MULTIPLE  ELEZIONI  PD  LEGGE ELETTORALE  REFERENDUM 

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commenti a questo articolo 0
commento di pattichiari inviato il 21 febbraio 2008
Sono più che d'accordo. Ho inviato nei giorni scorsi un paio di post su questo tema, invitando a fare così per tutti i candidati, incluso il buon Walter che intende candidarsi in tre circoscrizioni e, cosa davvero buffa, come secondo e non capolista. No, caro Walter non è essendo candidato premier e ponendosi al secondo posto della lista che si da un esempio. Siamo seri.
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11 febbraio 2008
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