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contributo inviato da Elendir il 19 febbraio 2008
Veltroni ha di fronte a sé una sfida non facile: convincere gli italiani che la politica può ancora fare qualcosa per il nostro Paese. Che i vaffa rappresentano solo un gesto liberatorio dalla frustrazione accumulata in tanti anni di malcostume, ma non costituiscono certo una soluzione ai nostri problemi.
L'Italia ha bisogno di riforme strutturali e il PDL rappresenta solo una scelta conservatrice per il mantenimento dello status quo.
Veltroni a mio avviso ha le competenze ed il giusto entusiasmo per interpretare la voglia di cambiamento degli italiani. Il prendere le distanze da una certa sinistra, la sinistra dell'uguaglianza a tutti costi, a scapito della competitività dell'Italia, può rappresentare una scelta vincente per intercettare la preferenza di buona parte dell'elettorato più moderato.
Il segretario del PD mostra di comprendere e fare sua la cultura del merito, indispensabile per riformare strutturalmente il sistema. Ora deve dimostrare a elettori tradizionalmente di  centro destra che la competitività del sistema non è appannaggio di Berlusconi (e Prodi lo ha già ampiamente dimostrato). Allo stesso tempo deve mettere in luce che il merito può sposarsi con il valore fondante e differenziante del centro sinistra, quello della solidarietà, senza esserne condizionato in maniera da paralizzare il processo di modernizzazione del Paese: la separazione dalla sinistra radicale è indispensabile a questo scopo.
Se Veltroni riuscirà in questa impresa e si dimostrerà all'altezza di un compito non certo facile (in tanti hanno fallito prima di lui), questo Paese ha davvero una speranza.
TAG:  MODERNIZZAZIONE  MERITO  COMPETITIVITÀ  SOLIDARIETÀ  PAESE  SINISTRA RADICALE  PD  PDL 

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18 febbraio 2008
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