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contributo inviato da alaudadio il 15 febbraio 2008

L'approssimarsi delle elezioni politiche ha incrementato – notevolmente – il ricorso ai sondaggi elettorali e la diffusione mediatica dei risultati registrati. Di conseguenza, quotidianamente, sentiamo percentuali associate all’intenzione di voto degli italiani e – a conclusione di questi dati – l’inevitabile indicazione circa la quota degli “indecisi” e – più o meno esplicitamente – viene dichiarata aperta la “caccia al voto degli indecisi” ovvero di coloro che ancora, o meglio: ad oggi, non hanno ancora “deciso” per chi votare.

Bene, mi piacerebbe informare questi signori che suonano il corno che apre la caccia al voto degli indecisi che i democratici non sono interessati a partecipare a questa caccia.

Cercherò di spiegare – brevemente – il perché di questo disinteresse.

Frequentemente – in politica, ma anche in altri ambiti – vengono utilizzati in modo interscambiabile due termini: decidere e scegliere. Mentre il primo – etimologicamente – rimanda al latino caedere, ovvero “tagliare” o “uccidere”, la seconda deriva da ex-eligere, quindi a eleggere, o meglio, separare la parte migliore di una cosa dalla peggiore. In questa prospettiva i due termini rimandano a processi, meccanismi ed esiti diversi. Da una parte, decidere rimanda alla selezione di una alternativa tra alcune a disposizione, dall’altra, scegliere rappresenta un percorso più lento di costruzione dell’opzione preferita.

Non vogliamo il voto di chi “deciderà” tra due opzioni la più vantaggiosa per sé. Non vogliamo il voto di chi deciderà di votare democratico perché è l’opzione meno dannosa. Non vogliamo il voto di chi alla fine deciderà di votare democratico, vogliamo – piuttosto – il voto di coloro che sceglieranno di essere democratici.

Se saremo solo una delle alternative perderemmo in qualunque caso, mentre se riusciremo ad essere una “scelta”, o meglio: “La scelta” allora non possiamo che vincere (e non intendo assolutamente in termini di risultato elettorale).

Come ha scritto Alasdair MacIntyre: «Per rispondere alla domanda: “Che cosa devo fare?” Devo prima rispondere alla domanda: “A quale storia sento di appartenere?”»

Votare democratico significa aderire alla volontà di scrivere una storia diversa per questo paese. Scegliere democratico è l’occasione – finalmente – poter sperare che domani sarà come lo vogliamo. Fare la scelta democratica vuol dire riprendere in mano il nostro futuro e scrivere – insieme – la storia a cui vogliamo appartenere.

Quello che voglio dire è che non ci troviamo ad un bivio, il solito bivio, in cui siamo chiamati a selezionare, preferire o decidere tra due opzioni, quanto – piuttosto – ci troviamo alla fine di una strada e ora sta a noi continuare a costruirla, scegliendo i materiali, ma – soprattutto – il percorso.


TAG:  PARTITI  CAMBIAMENTO  POLITICA  SCELTA  DECISIONE 

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