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contributo inviato da CYRANO DA TREZZO il 14 febbraio 2008

Ho letto le successive edizioni del Manifesto dei Valori, verificando i miglioramenti (secondo il mio opinabile giudizio) inseriti di volta in volta nel testo. Attendo la versione definitiva e auspico una feconda discussione nei circoli (con uno sforzo di impegno, anche prima delle elezioni). Mi chiedo se questo Manifesto sarà un documento “dato” oppure se ci sarà un processo di valutazione e di possibile emendabilità fino, poniamo, al primo congresso.

Delle affermazioni che mi hanno colpito, volevo soffermarmi in questo post su una delle prime: “RIDARE VOCE AI GIOVANI”. Molto schematicamente( rozzamente, ma la sintesi ci obbliga) sono due le domande che pongo: 1) perché RI-DARE? Non comprendo. Come se ci fosse stato un’epoca nella quale i giovani avevano voce (in quanto giovani) e che ora gli fosse stata tolta. La seconda: e una volta che hanno voce, cosa succede? Confesso che le motivazioni poste nelle righe successive mi sembrano un po’ schematiche e apodittiche. E gli esiti concreti tutt’altro che scontati Per paradosso, io suggerirei invece la frase: “DARE AI MENO GIOVANI LA CAPACITà CORAGGIO DI ASCOLTO DEI GIOVANI E DI COMPARTECIPAZIONE CON I GIOVANI” utilizzando sinergicamente da un lato l’esperienza e la freschezza mentale che appartiene a molti non giovani e che molte volte è frenata o sopita dalla paura e dall’altro “la domanda di valorizzazione dei talenti” che purtroppo non appartiene automaticamente a tutti i giovani per default (suggerisco di scaricare il podcast delle lettere a Radio24 lette questa mattina alle 6.20, ascoltando la terza o quarta lettera).

TAG:  VALORI  GIOVANI  VOCE  CORAGGIO  CONGRESSO  ASCOLTO  ESPERIENZA 

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