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contributo inviato da ilcigna il 12 febbraio 2008

 

“Il Partito Democratico è nato con un grandissimo mandato popolare [a Poggibonsi hanno votato oltre 3800 persone tra cui molti giovani, nda]. Crediamo che un partito moderno, plurale, radicato, riformista, organizzato debba affrontare la questione di una propria giovanile con la massima urgenza e con il massimo impegno. […]

Ci vuole una giovanile che sappia essere luogo fisico e intellettuale. Luogo fisico nella promozione degli spazi aggregativi, di momenti di riflessione comuni e paritetici e nella valorizzazione quotidiana e faticosa delle risorse spesso nascoste dei più giovani. Luogo intellettuale nella riflessione sulle nostre radici, come la Resistenza e  la Costituzione italiana, e nell’elaborazione di nuove proposte politiche che sappiano alimentarsi dal contributo libero di ognuno e dallo studio di tutte le tendenze globali sulla democrazia e la partecipazione, sui diritti e la libertà…”

Dal documento presentato all’assemblea costituente regionale

dai giovani della provincia di Siena

 

A noi GIOVANI è affidato il compito così importante della costruzione di una nuova giovanile. Un compito che però è allo stesso tempo un onere e un onore; un onore perché si tratta di continuare il percorso portato gloriosamente avanti dalle giovanili che si sono susseguite, dalla FIGC alla Sinistra Giovanile, dalla Giovanile DC ai Giovani della Margherita. Un onere, ancora, perché tutti insieme dobbiamo riuscire a fare sempre meglio, dobbiamo combattere l’individualismo, il disinteresse, l’antipolitica col nostro esempio ancor prima che con le nostre parole.

Il Partito Democratico, di cui noi facciamo parte e siamo chiamati a portare avanti, nasce sotto l’insegna di alcuni punti fondamentali, di cui io mi limito a citarne solo due.

In primo luogo il PD fallirà se non riuscirà a promuovere la partecipazione attiva, a partire dai giovani. E proprio per questo recupera sin dal nome una parola che sembra tendere a scomparire nel panorama italiano della destra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord) e della sinistra (Margherita, Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista): PARTITO. Il PD dovrà ridare dignità a quello che per anni è stato la sede della partecipazione democratica: il partito.

Secondo. Il Partito Democratico, e con esso la sua giovanile, fallirà se non si porrà in modo radicale sulle nuove frontiere della politica: ambiente, nuove tecnologie, diritti civili, formazione politico-culturale, ecc…

La giovanile del PD dovrà mettersi in luce, dovrà portare il suo contributo al tavolo della costituente; dovrà essere un’organizzazione “del fare” prima che “dell’apparire”, anche se bisogna riuscire a coniugare le due cose altrimenti si rischia di costruire un castello nella nebbia dove nessuno va perché rimane nascosto. Dobbiamo riuscire a portare la nostra voce con convinzione e forza in tutte le sedi di partecipazione, condivisione, creazione e ideazione del nuovo partito.

Esserci significa parlare di contenuti. E proprio di contenuti e di valori bisogna discutere e confrontarci; inoltre dobbiamo riuscire a coinvolgere tutti coloro che fin qui non sono stati iscritti a nessuna associazione politica.

Molti dovranno essere i valori della nuova giovanile del PD, e qui mi limiterò ad accennarne alcuni.

La laicità rappresenta senz’altro uno dei nostri capisaldi, la laicità come valore nato nel V secolo in ambito cristiano, nonché la laicità come condizione irrinunciabile per uno studio scientifico progressivo e non statico (pensiamo a Galilei che continua i suoi studi proprio in nome della laicità dello scienziato).

Laicità significa distinzione, e non solo è presente nelle costituzione italiana (il che dovrebbe bastare) ma anche la costituzione pastorale Gaudium et Spes del concilio Vaticano II afferma che “la comunità politica e la chiesa sono indipendenti e autonome l’una dall’altra nel proprio campo”. Al giorno d’oggi si tende a riportare brutalmente la Chiesa nel bel mezzo della dialettica politica italiana, a svantaggio di qualsiasi ispirazione profetica o afflato pastorale, infatti la religione deve rappresentare il momento intimo dell’animo umano e non deve essere vincolante nelle scelte politiche.

Altro punto fondamentale è la pace e su una questione come questa la determinazione deve essere massima. Pur stimando molto la classicità latina, “Si vis pace para bellum”, qui preferisco Berlinguer che direbbe: “Se vuoi la pace, prepara la pace”. La giovanile del PD, quindi, deve dare, anche nel suo piccolo, un contributo all’idea di pace; aderire ai movimenti che ne nutrono la radice, sostenere le manifestazioni e praticare la pace…

Il lavoro non è soltanto il mezzo per procurarsi il sostentamento, ma anche e soprattutto la propria realizzazione personale. Purtroppo oggi, troppo spesso non è così.

Soprattutto noi, giovani generazioni, viviamo il cosiddetto lavoro precario; ma la precarietà rischia di non essere soltanto uno status lavorativo limitato nel tempo, ma rischia di diventare uno status che caratterizza le condizioni di vita delle nuove generazioni.

La precarietà è una condizione della vita dei più giovani. Perché, senza un lavoro stabile e soddisfacente, come si può costruire un futuro? Come si può progettare un domani? Come si può accedere ad un mutuo che non sia strozzinaggio, con un contratto a tempo determinato? Come si può anche rapportarsi alla partecipazione politica? È facile chiedere un permesso per andare a fare, tanto per indicare un esempio, il rappresentante di lista quando si è con un contratto che scade dopo un mese? Come si può pensare a costruire una famiglia?

Sul mercato del lavoro, poi, dobbiamo lottare perché alla globalizzazione dell'economia corrisponda la globalizzazione dei diritti. È chiaro che un'azienda esternalizzi laddove il costo della manodopera è inferiore, ma non è altrettanto chiaro come si possa accettare di acquistare prodotti lavorati sfruttando manodopera giovanile e minorile. Quindi, parliamo di etica del consumo.

Un altro tema importante  è quello dell’ambiente perchè non riguarda soltanto noi ma riguarda anche quelli che ci saranno. Sull’ambiente la giovanile potrà sviluppare dei dibattiti e degli incontri, così come potrà promuovere giornate fattive.

Gli interventi umani ormai hanno inciso radicalmente sul nostro ecosistema, quindi sono necessari, a volte, interventi umani tesi a riequilibrare ciò che è stato complicato. Faccio un esempio: una ferrovia (o una tramvia, riferendomi a Firenze), per quanto sicuramente possa danneggiare il paesaggio, se ben costruita e ragionata, può essere un fattore positivo perché limita il traffico su gomma.

Il tema dell’ambiente è senz’altro una chiave giusta per riuscire, in modo positivo, a coinvolgere le persone nei processi di decisione e di partecipazione della politica.

È importante, anche se con difficoltà e fatica, andare a coinvolgere i più giovani. Soprattutto oggi, un tempo in cui davvero, e diciamocelo in tutta franchezza, la politica per un ragazzo di quindici-sedici anni ha una priorità pari a zero. E allora andiamo a spiegare come se non si partecipa in politica, la politica sceglie lo stesso. E che è inutile lamentarsi dei politici quando sono i cittadini a votarli o peggio a lasciare che altri votino per sé.

Sono stato rappresentante di istituto per due anni al Liceo Alessandro Volta di Colle di val d'Elsa. Quella esperienza non me la dimenticherò mai: non dimenticherò le difficoltà a coinvolgere, le soddisfazioni di vedere persone che non immagini discutere di argomenti, le sperimentazioni più assurde per portare la gente a partecipare, la formazione, mese dopo mese, di una comunità al posto di una somma di individualismi che considerano la scuola un luogo dove prendere il miglior voto possibile e andare avanti.

Riuscire, con una giovanile innovativa, ad entrare nelle scuole è uno degli obbiettivi più grandi che possiamo raggiungere, infatti sconfessare un luogo comune come quello del disinteresse dei più giovani alla politica è senz’altro una grande soddisfazione.

Dobbiamo dare la giusta dignità e importanza a momenti della rappresentanza istituzionale scolastica, come i consigli di istituto e la consulta provinciale degli studenti, che sono una palestra eccezionale per capire quale sia la vera Politica. Una politica certamente non fatta “di nomi e di poltrone”, come ci accusa ingenuamente l'antipolitica, ma di assemblee, pomeriggi a scuola per organizzare, feste improvvisate, comunanza sincera di intenti...

Dobbiamo, e possiamo, sostenere i nostri giovani che si impegnano nelle istituzioni scolastiche; possiamo, e dobbiamo, rivalutare le rappresentanze degli studenti, cercando anche di intervenire fattivamente per incentivare la partecipazione in quelle scuole dove i nostri ragazzi rischiano di essere rappresentati male o addirittura non rappresentati.

Facendo un esempio concreto; possiamo offrire il nostro contributo per l’organizzazione di assemblee studentesche che troppo spesso si riducono a una buffonata a causa della mancanza di ospiti appropriati; o anche, possiamo lavorare per la formazione di candidati che possano veramente rappresentare gli studenti lavorando in maniera seria e non, come adesso succede spesso, assumendo il loro incarico solamente per mettersi in mostra senza poi fare niente per i ragazzi.

Mi sembra anche utile affermare che le politiche universitarie siamo una priorità assoluta per una giovanile politica che si colloca in un posto, come Poggibonsi, al centro di uno snodo tra l’università di Siena e Firenze.

Dobbiamo continuare ad affermare l’importanza che ha l’educazione pubblica, che come affermò Rousseau è l’affare di stato più importante.

L'affare di stato più importante è l'educazione pubblica, ed è più in generale la formazione culturale. Solo con un investimento continuo e al fuori delle logiche del profitto si può dare una prospettiva di crescita al nostro Paese.

Cultura è una parola che contiene in sé gran parte della vita di una donna o di un uomo: sono cultura il lavoro, lo studio, le tradizioni, i media, la riflessione, la politica...

Sempre nell’ottica culturale è importante una formazione politica; è necessario conoscere per fare. Spero davvero, che il Partito Democratico sarà un partito colto, un partito in cui non si parla per sentito dire, un partito che si approccia ai temi in modo attento.

Nell'ottica della formazione politica, poi, è nostro compito altissimo quello di riuscire a trasmettere ai più giovani i valori che vengono dalla Resistenza e dalla Costituzione. Due esperienze che hanno significato uscire da un ventennio buio e oppressivo. Due esperienze, strettamente collegate, che non hanno affatto esaurito la loro forza propulsiva. Due esperienze che rischiano di essere sempre più affidate soltanto alla storia, e che invece ci danno delle indicazioni chiare anche per l'oggi. In particolare, la Costituzione, se pure ha bisogno di essere riformata in alcuni aspetti principalmente tecnici, è un serbatoio immenso nella lotta per i diritti di tutti.

E le due esperienze dico che sono strettamente collegate perché, citando Calamandrei, “se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati; dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, con il pensiero perché lì è nata la nostra costituzione”.

Perché anche il Partito Democratico, dovrà avere un’ideale, anche il Partito Democratico dovrà avere i propri valori. Oggi c’è bisogno di valori. Valori chiari e concreti. Valori tangibili. E noi dobbiamo saperli dare. Nell’incultura generale, nella vita scandita da programmi televisivi, nelle salsicce cotte davanti ad un cantiere per il Centro Islamico, c’è un terreno oggi amorfo, domani potenzialmente pericoloso. Per questo noi dobbiamo essere in grado di dare forza alle nostre idee. Sviluppare idee chiare che raggiungano anche coloro che non si avvicinano alla politica.

Poi tutti gli altri temi come gli spazi di aggregazione per i giovani, il sostegno indiretto che diamo alla lotta contro la mafia, la moralità e la moralizzazione della politica, l'impegno nell'arte, nello sport, la giustizia e la legalità, la salute, l’immigrazione, l’aiuto concreto alle comunità immigrate che si trovano nella nostra città…

Bisogna capire cha la visibilità della giovanile, e più in generale dei giovani, è una risorsa e non un pericolo per il nuovo partito.

Nei prossimi mesi dobbiamo dare forza all’idea di ricambio generazionale e ringiovanimento della politica.

Dobbiamo riuscire a tradurre in pratica e visibilità tutto il nostro lavoro. Dobbiamo riuscire a fare tante riunioni e tutte utili. Dobbiamo riuscire ad avere un sistema di partecipazione flessibile che, accanto a chi può spendersi maggiormente per l'organizzazione e questo è fondamentale, preveda tante persone che magari hanno poco tempo da dedicarci, ma che su alcuni temi possono dare un contributo fondamentale.

Per dare concretezza e visibilità, è necessario anche riuscire ad utilizzare meglio le nuove forme di comunicazione come i forum e internet più in generale... Utilizzare al meglio gli sms, le e-mail, le mailing-list.

 

Concludo dicendo che la Partecipazione politica è il nostro obiettivo. La lotta dichiarata all'individualismo, all'egoismo, al chiudersi in se stessi... La lotta per arginare tutte le tendenze disgreganti della società contemporanea... La lotta per dare spazi in cui si possa discutere, crescere e costruire. La lotta per il dare senza dover ricevere. La lotta che ti porta a voler essere vivo libero e felice solo se lo sono anche gli altri. La lotta per un centrosinistra aperto e che le cose le fa realmente. La lotta per far capire quanto sia importante mettersi in discussione, confrontarsi. La lotta per far capire che riformare e fare sono cose molto più difficili di dire e criticare, ma che noi vogliamo stare alla scommessa.

Perché noi siamo la grande scommessa del Partito Democratico; noi giovani, ragazzi di 16, 18, 20 e 25 anni siamo coloro che dovranno vivere il partito democratico, coloro a cui sarà affidato il compito di farlo volare in una “Nuova Stagione”, una stagione non più fatta di sessantenni cupi con i capelli finti, ma fatta di GIOVANI.

TAG:  GIOVANILE  GIOVANI  VALORI  COSTITUZIONE  RESISTENZA  SCUOLA  AMBIENTE 

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