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contributo inviato da Beric il 10 febbraio 2008
Oggi, 10 febbraio, è ufficialmente iniziata la campagna elettorale del PD. Approfitto dell'occasione, in assenza dei programmi elettorali, per commentare lo scenario politico attuale in termini di alleanze e coalizioni.
A sinistra abbiamo la cosiddetta Sinistra Arcobaleno. Un partito nato dall'aggregazione dei quattro soggetti della sinistra radicale. E una campagna elettorale puntata prevalentemente, almeno in questa fase, contro il PD, da cui devono riuscire a ritagliarsi lo spazio, e che secondo me devono minare per non essere messi all'angolo dell'agone politico. Ecco così dichiarazioni un po' sconcertanti come quelle di "inciucio" tra Veltroni e Berlusconi, e il solito ritorno all'antiberlusconismo, mi duole dirlo, fine a sé stesso. Mi fanno sorridere le dichiarazioni di Diliberto, pronto a ripetere l'estenuante esperienza dell'Unione, fatta di lotte, fiato sospeso, contrattazione su ogni singolo voto, continuo logoramento di immagine, il tutto pur di non far tornare Berlusconi.
Anche in confronto ad un simile atteggiamento, risalta ancora di più il gesto di Veltroni. Una dichiarazione semplice, e al tempo stesso geniale. Una rivoluzione copernicana del concetto di politica, per lo meno di come l'abbiamo vissuta nell'ultimo decennio. Lo scopo della politica non deve essere vincere le elezioni, ma governare un paese. Il cittadino è chiamato alle urne per eleggere qualcuno, non per fare in modo che qualcun altro non sia eletto. Quindi, la logica conseguenza: "questo partito si pone questo programma: chi lo condivide è dentro, altrimenti è fuori".
Berlusconi, per togliere fiato alla mossa di Veltroni, si è affrettato a costruire l'immagine speculare del PD, il PDL. Ma le somiglianze a mio parere finiscono lì. Tanto il PD è un partito costruito per governare, tanto il PDL è fatto per vincere le elezioni. Riunire in un'unica lista, come era nelle intenzioni originali di Berlusconi, Storace con Casini, Fini con Mastella, vuol dire unicamente replicare all'aspetto mediatico della novità introdotta dal PD ("io corro da solo") lasciando però irrisolto il problema sostanziale ("io voglio governare, non semplicemente vincere le elezioni"). Un listone di questo genere toglie inoltre ogni residua libertà agli elettori, facendo sì che, per dire, il voto di un elettore di AN possa essere decisivo per far salire Storace.
Credo di non saperne ancora a sufficienza su Tabacci per poter avere un'opinione in merito, ma a fronte di quanto ho avuto fino ad ora modo di constatare sgli altri candidati, non posso fare a meno di ringraziare Veltroni e il PD, per il modo in cui stanno affrontando questa campagna elettorale.
TAG:  VELTRONI  BERLUSCONI  DILIBERTO  PD  PDL  GOVERNARE 

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10 febbraio 2008
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