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contributo inviato da riccardo84 il 10 febbraio 2008
Ho appena finito di vedere il discorso di Veltroni da Spello...un discorso ispirato, di ampio respiro, in cui le parole Italia, speranza, sogno e cambiamento l'hanno fatta da padrone.
Nel suo discorso non programmatico, ma di avvio di un lungo percorso che porterà alle elezioni, Veltroni parla di "unire l'Italia" di superare le stagione dell'odio, di un bipolarismo fondato su coalizioni contro e non per, per un progetto, per un'idea di Italia. La stessa cosa che ancora oggi ritrova dall'altra parte, a destra, dove si perpetuano slogan, idee, persone solo con l'obiettivo di avere il potere, ma senza il perchè dovrebbero avere il potere. Progetto per l'Italia che è proprio del PD ed è la ragione per cui il partito è nato. Per superare la faziosità, per unire l'Italia intorno ad un progetto nuovo, intorno ad un'idea nuova di futuro. Certo il come, i contenuti di questo cambiamento non ci sono ancora, il programma è ancora in fase di gestazione, ma l'obiettivo dell'incontro di oggi (in una cornice naturale impossibile da battere con qualsiasi scenografia) era quello (riuscito) di ridare speranza a elettori delusi, di far capire che effettivamente con la passione, con l'impegno si possono trasformare i sogni in realtà, che "si può fare" per riprendere l'azzeccatissimo slogan del PD.
Non smetterò mai di dirlo e di ripeterlo, non bisogna smettere di sperare, di sognare, soprattutto alla mia età (23 anni). "Senza speranza il mondo non si è mai mosso" La speranza non fa rima con ingenuità, ma con volontà. Ecco indubbiamente il richiamo alla speranza, al sogno è stato il passaggio che più ho apprezzato, perchè penso e sostengo che questo è il motore della vita di tutti i giorni, sia politca che non e sentirlo ripetere da una persona che stimo e nella quale ripongo fiducia mi ha fatto enormemente piacere. La speranza di un mondo migliore, potremmo dire genericamente, la speranza di un'Italia diversa non bloccata dalle varie caste ma dinamica e vivace, la speranza di avere un futuro non precario, la speranza di poter programmare la vita non dico a lungo termine ma almento a breve termine, la speranza di un paese unito e solidale e non diviso in cui ognuno cura il proprio orticello, la speranza che domani potrà essere migliore di oggi...sperare non ha mai fatto male, anzi spesso fa bene alla salute. Sperare che la speranza si traduca in realtà...per questo credo nel Pd ma soprattutto Mi fido di te, mi fido di Walter!

Piccole note da comunicatore...la scenografia era imbattibile...certo la fortuna è stata avere una caosì bella giornata..altrimenti tutto andava all'aria. Il logo del Pd era presente solo sul podio accanto al quale era posta una bandiera dell'Italia a sottolineare (ribadito dall'Inno di Mameli cantato alla fine) che l'unità nazionale che i simboli nazionali non sono di una parte ma sono di tutti. Veltroni è sembrato un pò più rigido, legato al discorso che aveva pronto di quanto non sembrasse in altre occasioni, forse un pò trattenuto. Speranza, sogno, unità, solidarietà questo il tema dominante dell'intero discorso, non un discorso programmatico, ma di immagine, funzionale ad una candidatura e alla necessità per avere successo di creare un clima favorevole, di speranza, di novità intorno al nuovo partito. La scelta della canzone di Jovanotti è a dir poco azzeccatissima. Per avere successo, "mi fido di te" sono le parole che Veltroni deve riuscire a far dire ad ogni singolo elettore, non solo ad un simpatizzante come me....Mi fido di te, mi fido delle tue idee, delle tue proposte e ti do la possibilità di metterle in pratica...più che un inno uno spot!
RIccardo Cristilli
TAG:  PD  VELTRONI  SPELLO 

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