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contributo inviato da Assopigliatutto il 9 febbraio 2008

Cosa intendiamo per “diritti”, ovvero una riflessione pacata sulla legge 194.

Buon TUTTO a TUTTI!

Vi propongo una riflessione su un tema molto delicato: l’interruzione di gravidanza. Al riguardo voglio porre subito una domanda cui, in seguito, proverò a rispondere.

L’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA, PUO’ ESSERE CONSIDERATA UN DIRITTO CIVILE, UNA CONQUISTA SOCIALE?

Prima di rispondere è necessario fare una piccola ma doverosa premessa. La legge 194 che regola l’interruzione di gravidanza ha portato (inutile negarlo) alla riduzione (ma non alla scomparsa) degli aborti clandestini, spesso eseguiti da macellai senza scrupoli colpevoli di aver provocato alle donne sofferenze incredibili dovute alle complicazioni, in alcuni casi addirittura culminate con la morte.

Posto che io ritengo, in ogni caso:

  • l’aborto una scelta SEMPRE drammatica, comunque causa di sofferenza nelle donne
  • gli aborti clandestini una sciagura terribile
  • che vi siano situazioni oggettivamente complicate in famiglia

Non posso tuttavia non farmi una domanda, se vogliamo, più profonda: quale scala di valori adotto nelle decisioni? Ossia: quale è il “valore supremo” che per primo devo tutelare?

A questo risponderò più avanti.

Facciamo ora una piccola parentesi un po’ stramba (MA UTILE!) e immaginiamo di vivere in un bellissimo appartamentino all’interno di un residence in riva al mare che abbiamo comperato in qualche bella località turistica. Vi saranno spazi comuni (il campetto da tennis, il campo da golf, la spiaggia,ecc) e spazi invece dove abbiamo l’accesso elusivo (la nostra stanzetta, il nostro bagno, la cameretta con la televisione,ecc).

Vi sarà un direttore della struttura che farà pagare a TUTTI una quota che servirà a garantire i servizi funzionanti per tutti. Ovviamente ci saranno sempre i soliti furbetti che proveranno a non pagare e così magari gli altri dovranno versare una cifra maggiore… Tuttavia, sarà proprio grazie a questa cifra, comunque, che potremo avere la spiaggia in ordine, un bagnino che si occupa di soccorrere eventuali malcapitati, l’ascensore funzionante, il prato tagliato…

Il direttore del residence porrà le regole fondamentali della convivenza (non si possono gettare rifiuti in spiaggia, bisogna attenersi alle disposizioni del bagnino, non si faranno falò nei campi da golf, non si terrà la televisione alta la sera tardi,ecc).

Si tratta di regole di convivenza generale, ispirate a principi INDEROGABILI (il rispetto delle cose altrui, delle persone,ecc). Nessuno potrà dire, ad esempio: “In nome della mia libertà, tengo la radio a tutto volume mentre tu cerchi di dormire” né “In nome della mia libertà rubo il tuo orologio mentre sei al mare a fare un bagno” né ancora “In nome della mia libertà calpesto i fiori”. Ci sono diritti che la libertà di ciascuno di noi non può prevaricare: essere liberi al cento per cento, non è giusto in una società civile. Come vi sentireste se una persona, sempre in nome della sua libertà, vi tirasse un pugno sul naso?

La libertà, quindi, è quella che deriva dall’attenersi a NORME che, rispettose di diritti incancellabili, ci permettono di convivere.

Attenzione! Vi saranno poi decisioni che noi potremmo prendere davvero liberamente: cosa mangio nel mio residence? Vegetariano? Pizza? Che programma guardo? Accendo la radio? Vivo da solo? Mi sposo? Con chi? Faccio tardi? Mi sveglio presto? Gioco a golf o mi svacco al sole? Queste questioni sono individuali perché si riferiscono esclusivamente alle attitudini e alle scelte di ogni individuo.

BENE, ECCO IL PUNTO!

La tutela della vita di un bambino, rientra tra le norme generali (quelle dell’amministratore del residence) o tra le decisioni di ciascun inquilino?

Io ritengo che rientri tra i compiti del direttore dello stabile: sta a lui stabilire le priorità e, se tra queste vi è la difesa della vita, allora deve riconoscere che l’aborto va vietato, in ogni caso.

Da molte parti si dice:”Se tu credi che sia sbagliato non farlo, ma perché non lasci me fare le mie scelte liberamente?”

Ragioniamo per assurdo (non voglio essere offensivo, ma solo fare un esempio,ok?). Se un terrorista mi dicesse:”Se tu credi sia sbagliato non fare un attentato non farlo, ma lasciami invece mettere una bomba, perché secondo me è giusto” voi cosa gli direste?

GLI DIRESTE CHE NON SI TRATTA DI STABILIRE SE UNA COSA E’ GIUSTA O MENO SOGGETTIVAMENTE: OGGETTIVAMENTE uccidere UN INNOCENTE E’ SBAGLIATO!

Si tratta di riconoscere universalmente il valore della vita ed in base a quello evitare gli attentati.

Seguendo un ragionamento simile posso affermare che l’interruzione di gravidanza è un NON-DIRITTO perché va contro un mattone fondamentale della nostra libertà: la difesa della vita!

Se noi lasciassimo alla libertà individuale di scegliere se lasciar vivere o meno un feto, avremmo di conseguenza concesso una deroga al principio di valore assoluto e supremo della vita!

GUARDATE BENE che qui non ho tirato in ballo Dio. Sono credente, sì, ma non ho parlato di Dio o di comandamenti. Credo di aver sostenuto, non ricorrendo alla fede (perché quella sì, è una scelta individuale) che l’aborto NON è un diritto, nemmeno per i non credenti.

Riconosco, tuttavia, che certe situazioni siano davvero drammatiche: vi garantisco che conosco situazioni terribili di persone veramente incapaci di mantenere un bambino…Ma che dovrebbero fare? Abortire? E perché? C’è la possibilità di disconoscere al momento della nascita il proprio figlio: verrà adottato IMMEDIATAMENTE o quasi, non subirà traumi, vivrà!


Spero di aver contribuito a far nascere in voi la voglia di appassionarvi a questa discussione.

Un abbraccio e un saluto

TAG:  ABORTO  DIRITTI  194  LEGGE 194  INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA  DIRITTI CIVILI  FETO  VITA  MORATORIA 

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commento di Assopigliatutto inviato il 8 marzo 2008
CARISSIMI AMICI!
Come immaginavo il mio scritto ha suscitato tante risposte e ve ne sono grato.
Provo a rispondere a due questioni che sono state sollevate.
1) nel mio articolo il punto di vista non è cattolico. Cioè, io lo sono, ma ho provato ad argomentare (visto che in politica il credo religioso lo metto da parte) in maniera assolutamente laica. Mi sono ispirato molto alla posizione di BOBBIO e, se qualcuno avesse l'occasione, potrebbe dera un'occhiata alla posizione del grande e compianto filosofo.
2)so che i fatti di politica tendono a radicalizzare lo scontro su un tema come questo, ma credo e mi auguro di non aver voluto incrementare lo scontro bensì proporre un onfronto
3) vi ringrazio infinitamente per le opinioni Anche se diverse tengono vivo il dibattito. Graziee buone cose
commento di Fata76 inviato il 15 febbraio 2008
-seconda parte-

Saranno poi i cittadini a decidere e SCEGLIERE se usufruire o meno di una legge.
Se la donna sarà cattolica praticante non ricorrerà all'interruzione volontaria di gravidanza.
Se sarà laica deciderà in base alla propria morale.

Il fatto è che io, come cittadina, ho il diritto di essere tutelata dallo Stato. Ho il diritto di poter scegliere se voglio o meno portare avanti una gravidanza.

La differenza tra noi è sostanziale: tu vuoi togliermi il diritto di scegliere imponendomi un tuo credo personale. Io voglio darti il diritto di scegliere in base al tuo credo... ed proprio per questo che si chiama "interruzione VOLONTARIA di gravidanza".

Per quanto riguarda poi il tuo esempio del terrorista... negando questo diritto alle donne favorirai esclusivamente i macellai senza scrupoli, gli abbandoni, gli infanticidi. Alle più ricche e benestanti basterà andare all'estero, invece le più povere, le più disgraziate torneranno agli spilloni per fare la maglia o ai raggi della bici usati come "metodi sicuri per abortire".

Ecco... Assopigliatutto, trovare un accordo per la convivenza non è mai facile. Nè quando si è in due figurarsi quando si è in milioni.
La convivenza funziona solo quando i propri "spigoli" vengono smussati, quando c'è collaborazione, quando non si vogliono imporre determinati "credo".

Pensa alla Cina: i cattolici sono perseguitati perchè credono in Dio, a loro viene imposto di non credere. Vengono imposte leggi che gli vietano di fare, organizzare e partecipare al rito religioso.
La Chiesa in Italia sta cercando di fare la stessa cosa. Vuole imporre il proprio credo, la propria religione a tutti... senza considerare le altre opinioni.

Mi chiedo dove sono quella misericordia, quella tolleranza e quel rispetto degli altri che dovrebbero essere a fondamento della società civile...




commento di Fata76 inviato il 15 febbraio 2008
-seconda parte-

Saranno poi i cittadini a decidere e SCEGLIERE se usufruire o meno di una legge.
Se la donna sarà cattolica praticante non ricorrerà all'interruzione volontaria di gravidanza.
Se sarà laica deciderà in base alla propria morale.

Il fatto è che io, come cittadina, ho il diritto di essere tutelata dallo Stato. Ho il diritto di poter scegliere se voglio o meno portare avanti una gravidanza.

La differenza tra noi è sostanziale: tu vuoi togliermi il diritto di scegliere imponendomi un tuo credo personale. Io voglio darti il diritto di scegliere in base al tuo credo... ed proprio per questo che si chiama "interruzione VOLONTARIA di gravidanza".

Per quanto riguarda poi il tuo esempio del terrorista... negando questo diritto alle donne favorirai esclusivamente i macellai senza scrupoli, gli abbandoni, gli infanticidi. Alle più ricche e benestanti basterà andare all'estero, invece le più povere, le più disgraziate torneranno agli spilloni per fare la maglia o ai raggi della bici usati come "metodi sicuri per abortire".

Ecco... Assopigliatutto, trovare un accordo per la convivenza non è mai facile. Nè quando si è in due figurarsi quando si è in milioni.
La convivenza funziona solo quando i propri "spigoli" vengono smussati, quando c'è collaborazione, quando non si vogliono imporre determinati "credo".

Pensa alla Cina: i cattolici sono perseguitati perchè credono in Dio, a loro viene imposto di non credere. Vengono imposte leggi che gli vietano di fare, organizzare e partecipare al rito religioso.
La Chiesa in Italia sta cercando di fare la stessa cosa. Vuole imporre il proprio credo, la propria religione a tutti... senza considerare le altre opinioni.

Mi chiedo dove sono quella misericordia, quella tolleranza e quel rispetto degli altri che dovrebbero essere a fondamento della società civile...




commento di Fata76 inviato il 15 febbraio 2008
Caro Assopigliatutto,

nella tua riflessione hai dimenticato la domanda fondamentale.

Quando inizia la vita? Quando nasci? quando respiri per la prima volta da solo? o quando vieni concepito?
E chi decide quando inizia la vita?
Ogni religione e ogni Stato risponde a questa domanda in modo diverso.
Il punto fondamentale è questo.

Visto che ragioniamo per assurdo... ti chiedo: se per te la vita inizia dal concepimento... se prendessi un feto di tre settimane e lo mettessi nelle tue mani.. quel feto vivrebbe? respirerebbe da solo? proverebbe sentimenti?

Se fosse vivo, se fosse già un bambino, come dice la Chiesa, allora dovrebbe poter fare tutte queste cose.. Ma non le fa...

Riprendendo il tuo esempio del residence, io credo che per amministrare bene bisogna essere in due.. amministratore ed inquilino.
Perchè se l'amministratore ponesse regole basate solo sul proprio credo (ad. esempio vietasse a tutti di mangiare carne perchè vegano...) di certo gli inquilini con un credo diverso potrebbero avere da ridire.
E viceversa.. l'inquilino che non obbedisce alle regole e provoca del male ai suoi vicini, dovrebbe essere punito.

Allo stesso modo, lo Stato italiano ha deciso che doveva regolare un settore, quello dell'interruzione di gravidanza, che stava provocando sofferenze indicibili alle sue cittadine a causa della totale assenza di una normativa e dalla presenza di macellai e di una Chiesa conservatrice e maschilista.
Lo Stato ha risposto ad un bisogno di norme.. ha cercato di dare un regolamento preciso al residence.
Ma ha lasciato, giustamente, che poi ogni donna potesse scegliere liberamente cosa fare. Gli inquilini a casa loro sono liberi di agire secondo i propri principi.

Lo Stato deve essere neutrale per poter dare corrette norme di convivenza. Lo Stato deve pensare ed agire nei confronti di tutti i suoi cittadini: sia essi laici, cattolici, induisti o adoratori di Yoda e della Forza..
Sarann
commento di Fata76 inviato il 15 febbraio 2008
Caro Assopigliatutto,

nella tua riflessione hai dimenticato la domanda fondamentale.

Quando inizia la vita? Quando nasci? quando respiri per la prima volta da solo? o quando vieni concepito?
E chi decide quando inizia la vita?
Ogni religione e ogni Stato risponde a questa domanda in modo diverso.
Il punto fondamentale è questo.

Visto che ragioniamo per assurdo... ti chiedo: se per te la vita inizia dal concepimento... se prendessi un feto di tre settimane e lo mettessi nelle tue mani.. quel feto vivrebbe? respirerebbe da solo? proverebbe sentimenti?

Se fosse vivo, se fosse già un bambino, come dice la Chiesa, allora dovrebbe poter fare tutte queste cose.. Ma non le fa...

Riprendendo il tuo esempio del residence, io credo che per amministrare bene bisogna essere in due.. amministratore ed inquilino.
Perchè se l'amministratore ponesse regole basate solo sul proprio credo (ad. esempio vietasse a tutti di mangiare carne perchè vegano...) di certo gli inquilini con un credo diverso potrebbero avere da ridire.
E viceversa.. l'inquilino che non obbedisce alle regole e provoca del male ai suoi vicini, dovrebbe essere punito.

Allo stesso modo, lo Stato italiano ha deciso che doveva regolare un settore, quello dell'interruzione di gravidanza, che stava provocando sofferenze indicibili alle sue cittadine a causa della totale assenza di una normativa e dalla presenza di macellai e di una Chiesa conservatrice e maschilista.
Lo Stato ha risposto ad un bisogno di norme.. ha cercato di dare un regolamento preciso al residence.
Ma ha lasciato, giustamente, che poi ogni donna potesse scegliere liberamente cosa fare. Gli inquilini a casa loro sono liberi di agire secondo i propri principi.

Lo Stato deve essere neutrale per poter dare corrette norme di convivenza. Lo Stato deve pensare ed agire nei confronti di tutti i suoi cittadini: sia essi laici, cattolici, induisti o adoratori di Yoda e della Forza..
Sarann
commento di anto57 inviato il 12 febbraio 2008
Caro Assopigliatutto

Colgo il tuo invito e ti chiedo di lasciare, almeno per qualche minuto, il tuo residence per inoltrarti con me nella cronaca.
E’ di pochi giorni la terribile notizia del ritrovamento del corpo di un neonato in una discarica.
Qualche settimana prima invece la cronaca raccontava di una bimba di appena tre mesi lasciata davanti alla sala parte di un ospedale torinese. Di questo episodio i cronisti evidenziavano la cura dedicata a questa bimba da parte di chi, però, l’ha dovuta abbandonare (accanto alla bimba c’erano le confezioni di latte in polvere, il biberon e un peluche).
Questi due “fatti di cronaca” rappresentano, per me, due paradigmi a cui la politica vera, e di conseguenza il PD, deve rispondere.
Episodi come il primo non sono, purtroppo, delle eccezioni. Ritengo in parte responsabili di questi omicidi gli attacchi alla 194, alla “pillola del giorno dopo”, a chi ripropone una sessualità ante-pillola concezionale. Come osservi tu stesso, la 194 ha portato alla riduzione degli aborti clandestini. Ma purtroppo io temo che, grazie ai continui attacchi, gli aborti clandestini stiano aumentando. Per questo la 194 non può e non deve essere toccata.
Il secondo episodio richiede, invece, che la politica dia risposta a chi vorrebbe prendersi cura del suo bambino ma non può … perché è sola, perché non ha un lavoro, perché non c’è uno Stato che la protegge e la fa sentire cittadina.

Grazie
Antonella
commento di carlomarzo inviato il 12 febbraio 2008
L'idea di un partito in cui confluiscano diverse tradizioni radicate nella storia della politica e della società italiana è splendida e diventerà un modello per altri paesi europei.

Detto questo penso che non si possa scendere a patti con chi, come la senatrice Binetti, non è semplicemente cattolica, ma è una pericolosa integralista che manifesta tutte le ipocrisie e cattiverie di una certa tradizione cattolica che nulla hanno a che fare con la democrazia. Vi pare democratica una persona che considera la diversità come una malattia? Eppure non ha esitato a definire "malati" i gay.

Non sono né credente, né donna, né gay e non ho nulla contro chi lo è, ma essere contro la 194 non soltanto significa essere profondamente CATTIVI ma non ha niente a che vedere con la filosofia cristiana.

Veltroni dica e faccia qualcosa in difesa della 194 altrimenti (ahimè) non avrà né il mio voto né quello di tantissimi altri cittadini italiani.

La Binetti ci fa perdere voti e questo Berlusconi lo sa bene, per questo adesso ha iniziato la sua campagna elettorale partendo proprio dal tema dell'aborto (e figuriamoci che gli frega a lui dell'aborto visto che pensa solo ai fatti propri).
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9 febbraio 2008
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