.
contributo inviato da Pierpaolo Farina il 8 febbraio 2008

                  

Quando moriva un sovrano toccava al cerimoniere darne il triste (ma non sempre) annuncio al popolo: “Il re è morto. Viva il Re!”

Chi stabilisce quando una Repubblica è ufficialmente morta? In Francia le prime quattro Repubbliche sono state intervallate da regimi totalitari, mentre il passaggio dalla quarta alla quinta è avvenuto più o meno come da noi per il passaggio dalla Prima alla Seconda: in Francia però il fenomeno corruzione non si pone più da tempo e la Quinta Repubblica dura da De Gaulle fino all’odierno Sarkozy, che è solo una pallida ombra del Berlusconi nostrano.

La Prima Repubblica Italiana si è spenta lentamente durante il processo Cusani, ammazzata da una dose letale di tangenti che ha portato alla distruzione totale dei partiti storici, i cui superstiti si sono rifugiati un po’ a destra, un po’ a sinistra, mentre attorno a Berlusconi e a Prodi si stavano raccogliendo le speranze degli Italiani e le aspettative delle new-entries del Parlamento.

Le vecchie volpi prima o poi finiscono sempre in pellicceria”, disse una volta Craxi di Andreotti, quando l’idillio governativo tra i due era ancora lontano: noi con le pellicce ricavate dalle volpi della Prima Repubblica abbiamo rifoderato gli scranni parlamentari delle volpi della Seconda, ma la sinfonia politica, a 14 anni di distanza, è sempre la stessa, probabilmente suonata con strumenti diversi.

La Prima Repubblica è finita non per le rivolte sulle piazze, ma per gli avvisi di garanzia del tribunale: i rivoluzionari quella volta furono i magistrati, che a differenza dei sanculotti erano dotati di pantaloni lunghi, ma potevano contare sulla protezione della toga.

La Seconda Repubblica sta morendo, si può sentire la puzza della sua putrefazione in ogni luogo in cui andiamo, dalle salumerie alle gioiellerie. La mucillaggine che si incrosta alla faccia dei tanti homini novi della Seconda Repubblica è ripugnante e repellente: questa volta è possibile che i Magistrati siano impossibilitati a distruggere quel sistema di potere che in 14 anni si è affinato, si è fatto più furbo, ha coronato il sogno di tutti i massoni iscritti alla P2 (Berlusconi compreso), ha tolto ogni credibilità ad un potere essenziale dello Stato, scaricando in 15 anni  con ben 150 riforme della giustizia le colpe di una giustizia lenta di chi faceva rispettare solamente la legge.

La parola d’ordine delle Volpi della Seconda Repubblica è sempre una, pur di evitare di finire in pellicceria: facciamo largo ai giovani, ma anche qui stiamo attenti a non lasciare spazio a quelli troppo poco indottrinati; i ventenni, per esempio, non vanno bene, aspettiamo che arrivino ai 30 dopo ben 10 anni di indottrinamento duro e crudo.

Sarebbe fantastico se a Palazzo Chigi capitasse un matto capace di rivolgersi ai compatrioti nella maniera di Churchill, che diceva: “Sono sempre disposto a imparare, anche se non amo che mi diano di continuo lezioni.”, ma aveva anche il coraggio di avvertire: “Vi prometto lacrime e sangue.” Programma poco allettante, ma leale.

Le speranze e i sogni di quella che 14 anni fa era la classe dirigente del cambiamento hanno portato a situazioni esasperanti come i rifiuti della Campania, al disinteresse per il bene comune (come l’indisponibilità di smaltire per il bene del Paese quei rifiuti) e alla finale rabbia dei cittadini che si rifugiano da comici esiliati nella Prima Repubblica dalla Tv di Stato, pur di trovare un tenero conforto.

L'episodio di ieri sera ad AnnoZero, di quel ragazzo che urlava la sua rabbia con modi non convenzionali, esasperato da una situazione che lo porta ogni mese a vedere la gente del suo palazzo ammalarsi di cancro perchè non ci sono i soldi per rimuovere l'amianto presente all'interno, rispecchia la maggior parte della società italiana di oggi e derubricare tutto ciò a semplice Anti-politica è sbagliato: significa non saper cogliere le istanze dei cittadini e quindi tradire il principio primo della politica, che è l'essere al servizio dei cittadini.

La parola Anti-Politica non mi piace, ha una connotazione negativa che tenta di delegittimare l'opinione di chi pensa, come molti del resto, che questo sistema politico italiano sia malato e inadatto per le esigenze del paese: non penso proprio che anti-politico sia il cittadino che vuole attivarsi nella società con mezzi e modi differenti da quello dell'organizzazione partititca, non penso che sia il cittadino che chiede maggiore attenzione alle sue istanze ad essere contro qualcosa, bensì sono contro il Paese tutti quelli che si abbandonano a particolarismi personali che nulla hanno a che vedere con lo Stato e la sua corretta amministrazione.

Se penso alla nostra Costituzione, a quelli che la scrissero, e vedo i volti di quelli che adesso la dovrebbero adeguare (dopo ben 2 fallimenti bipartisan), il confronto mi indurrebbe al suicidio, se non facessi un gran favore a quelli che non mi sopportano.

Tutti parlano della necessità delle riforme, ma come si possono fare delle riforme che non siano frutto di compromesso di “interessi”, quando la guida di un partito è affidata ad uno che, detenendo "il più grande conflitto di interessi del mondo" (The Economist), si candida per la quinta volta alla guida del Paese, dopo averlo portato allo sfacio e impone l'assorbimento coatto dei partiti della sua coalizione pur di vincere le elezioni?

Io sono convinto che la gente, che una volta era chiamata “popolo”, se ne infischia (magari sbagliando, per carità) del doppio turno: che lo vorrebbe prima di tutto nelle fabbriche, evitando così stragi come quelle della TyssenKrupp, che fanno più di duemila morti l’anno!

Vada per il Presidenzialismo, facciamo pulizia dei 39 partiti che siedono in Parlamento, se fa piacere eleggiamo anche il Presidente della Repubblica: ma le bollette del telefono, della luce, del gas, internet, la benzina impazzita, chi le paga?

Lo scollamento tra il Parlamento e il popolo mi ricorda quello successivo alla Prima Guerra Mondiale, che portò personalità come Benito Mussolini ad imporre un regime dittatoriale e totalitario in Italia, devastandola, distruggendola, negando tutte quelle libertà che i suoi "eredi" dicono di voler preservare dall'Armata Rossa. Il popolo è come il cliente, ha sempre ragione anche quando ha torto: se soffre e non ce la fa ad arrivare a fine mese, se ne frega che in 20 mesi Prodi ha risanato i conti dell'Italia; se ne frega che il recupero dall'evasione fiscale ha fruttato 15 miliardi in più allo stato.
Gli Italiani vogliono una nuova legge sul lavoro, vogliono accordi come quello sul welfare, sulle pensioni, le liberalizzazioni: vogliono un'Italia meno impaludata nella burocrazia e nei corrotti che la diffondono, paralizzando le istituzioni che dovrebbero garantire la libertà e la giustizia sociale, senza le quali una democrazia non può essere veramente compiuta.

Mi parrebbe una grande trovata se si facessero meno leggi, in un paese che ha già più di 130 tipi di tasse: la nostra Repubblica non scarseggia di norme, ma di persone disposte a rispettarle, soprattutto ai vertici dello Stato.

Quattordici anni di Seconda Repubblica hanno fatto rimpiangere agli Italiani la Prima, nonostante quegli anni così lontani da noi siano stati sempre anni terribili: il grave problema dell’Italia di oggi è che chi riesce a salire sul trono del potere non si sposta nemmeno a colpi di bulldozer.

Dopo i governi ponte, magari sarebbe il caso, come diceva Biagi, di fare un governo di strada, per camminarci sopra e magari correre anche noi, anziché stare a guardare la Tv Spazzatura che ci propinano i signori pagati con le nostre tasse.

Dicono “la Seconda Repubblica è allo sfascio perché c’è la crisi economica ereditata dalla Prima”: mi sembra più grave, in questa Italia degli scandali, la Crisi Morale.

TAG:  BERLUSCONI  PD  ELEZIONI  VELTRONI  BERLINGUER  ANTIPOLITICA  FINE  QUESTIONE MORALE  SECONDA REPUBBLICA 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di claudiocostanzi inviato il 11 febbraio 2008
bè che dire, complimenti per l'originalità dell'articolo...
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork